L’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, ha partecipato al panel “Don’t take the foot off the pedal too quickly” nel quadro del Festival State of Europe.

“Dobbiamo rispettare gli impegni presi in ambito comunitario e restare uniti, perché una ripresa sostenibile non sarà possibile senza un grado di cooperazione adeguato a tutti i livelli: le sfide che dobbiamo affrontare, dalla pandemia al rischio cyber, fino al cambiamento climatico e al terrorismo, sono globali e le soluzioni locali non consentono di superarle”, ha detto l’ad di Generali Philippe Donnet nel corso del suo intervento, sottolineando la necessità di puntare su partnership pubblico-private soprattutto in ottica di prevenzione di possibili shock futuri simili alla pandemia di Covid-19.

“Il settore delle assicurazioni, che in Europa rappresenta 11 mila miliardi di euro – ha aggiunto Donnet – è impegnato a sostenere la transizione verso un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale, pronta a sostenere investimenti nell’economia reale, che non sono rischiosi, ma il quadro regolamentare europeo,deve essere coerente con questo obiettivo”.

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Donnet ha anche osservato come l’aumento di frequenza di alcuni eventi catastrofali sia direttamente dipendente dai cambiamenti climatici, sottolineando la necessità di un forte e immediato impegno dell’industria assicurativa per interrompere questa tendenza. “Si tratta di un trend rischioso, più per i riassicuratori che per le assicurazioni”, ha puntualizzato Donnet, osservando che ciò potrebbe portare a un rilevante aumento dei prezzi delle coperture. Per questo motivo serve “un impegno importante dell’industria per raggiungere le emissioni zero nel 2050 e non sono sicuro che quanto fatto fino adesso sia sufficiente”.

Il Ceo di Generali ha poi parlato di una convergenza di interesse in questo momento storico particolare “che porta le assicurazioni a investire nell’economia reale, ma serve un supporto da parte della regolamentazione. E’ importante capire che le assicurazioni devono trovare investimenti alternativi per il problema dei tassi bassi, non possiamo comprare solo Titoli di Stato. Tuttavia, se cerchiamo investimenti più rischiosi commettiamo un errore, che per alcune imprese è stato fatale. Per questo motivo le compagnie puntano su asset legati all’economia reale, e dunque al private equity, al real estate, alle infrastrutture che sono più illiquidi dei bond ma per questo non sono più rischiosi, un concetto che i regulator del mercato devono capire”.

Altro tema importante trattato da Donnet è stato quello dei green bond, sui cui “serve un quadro normativo, come Generali ha chiesto, coerente con gli obiettivi che ci poniamo a livello europeo e nello specifico, un assorbimento di capitale più basso a livello di Solvency II.