Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


logoitalia oggi7

Previdenza complementare e sanità integrativa godono di un trattamento fiscale di particolare favore in ragione delle finalità di welfare che perseguono.
Partendo dal risparmio previdenziale va evidenziato come lo schema delineato dal nostro legislatore è del tipo ETT: Esenzione in fase di contribuzione – Tassazione dei rendimenti – Tassazione delle prestazioni. I contributi versati a un fondo pensione/pip sono infatti deducibili dal reddito complessivo tassato con l’Irpef ordinaria fino a un importo massimo di 5.164,57 euro l’anno. Tale plafond può arrivare a 7.746,86 per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 per poter recuperare la deducibilità non utilizzata appieno nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.
Il Superbonus al 110% consentirà a milioni di famiglie di ristrutturare casa a costo zero o quasi e questo basterebbe a spiegare il perché del successo di questa misura, nata con l’obiettivo di accelerare il percorso di transizione verso una migliore efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano e una riduzione del rischio sismico. La richiesta così elevata, oltre che l’esigenza di gestire un iter burocratico complesso, ha fatto sì sul tema si sia acceso l’interesse di tutti i maggiori istituti bancari e, via via, anche di finanziarie e assicurazioni. La gran parte degli istituti di credito e molti di quelli del panorama assicurativo oggi ha una propria offerta.
La deducibilità al 110% per le opere di efficientamento energetico è stata nelle ultime settimane uno degli argomenti dominanti anche nelle riflessioni legate alle dichiarazione dei redditi 2021. Nata per dare uno stimolo a un settore da tempo in sofferenza come quello dell’edilizia, migliorare l’impatto estetico e la tenuta energetica del parco immobiliare, la sua applicazione pratica si sta scontrando contro un intrico di pastoie e complicazioni burocratiche che spesso scoraggiano il ricorso a questo pur utilissimo strumento. Del tema si è discusso in molte sedi e anche in un recente videoforum organizzato proprio da ItaliaOggi e ClassCnbc durante il quale si è definita la fotografia aggiornata degli sviluppi normativi sul Superbonus.
Class action per tutti, non solo per i consumatori e utenti, ma per tutti i soggetti danneggiati e chiunque ritenga sia stato leso un suo diritto (per esempio, anche professionisti e titolare di ditte individuali); con l’intervento del rappresentante comune nei momenti topici del procedimento e, in particolare, quando bisogna stabilire l’importo a favore dei singoli o quando bisogna fare accordi con l’impresa.
Dal 19 maggio 2021 è partita la nuova class action, introdotta dalla legge 31/2019 e più volte rinviata, che sostituisce e cambia i connotati alla ormai vecchia e abrogata versione del codice del consumo. Molte le novità: dalla possibilità di aderire anche in un secondo momento; all’allargamento della platea dei beneficiari e di chi può promuovere la class action (saranno protagoniste di primo piano le associazioni di consumatori iscritte nell’elenco del ministero dello sviluppo economico), fino alla creazione di una piattaforma telematica dove verificare quali azioni sono in corso. Ecco, in sintesi, cosa cambia.
Sette mesi ancora per la «pace contributiva». A fine anno, infatti, chiuderà i battenti il riscatto dei cosiddetti «buchi contributivi», dopo un triennio di operatività sperimentale (2019/2021). Lo ha precisato l’Inps nel messaggio n. 1921/2021 ricordando che, salvo proroga (al momento non in agenda governativa), il prossimo 31 dicembre è il termine ultimo per l’esercizio della facoltà di riscatto dei periodi non coperti da contributi (i «buchi») nel limite massimo di cinque anni, anche non continuativi.
Imposta di successione calcolata sul patrimonio del beneficiario. È una delle possibili opzioni di riforma indicate dall’Ocse che propone di cambiare il punto di vista sulla tassa delle eredità. Non più un prelievo sul patrimonio del defunto, ma una imposta che tenga in considerazione la ricchezza di chi riceve le proprietà. Se basata sul beneficiario, la tassa di successione può diventare più equa rispetto a un’imposta calcolata sulla ricchezza totale trasferita dai donatori, dice l’Ocse. Se l’obiettivo è quello di promuovere l’uguaglianza delle opportunità, è la quantità di ricchezza ricevuta da ogni singolo beneficiario e le sue circostanze personali che contano di più della quantità complessiva di ricchezza lasciata dal donatore. Un altro vantaggio di un’imposta di successione calcolata sul beneficiario è che può incoraggiare la divisione dei patrimoni e ridurre ulteriormente le concentrazioni di ricchezza, poiché la divisione dei lasciti tra più beneficiari potrebbe ridurre l’ammontare dell’imposta da pagare.
L’Ocse chiede di alzare le tasse di successione. I prelievi sulla ricchezza ereditata sono scesi bruscamente dagli anni 70 e ora rappresentano, in media, solo lo 0,5% del gettito fiscale dei paesi che applicano un’imposta sui passaggi di proprietà mortis causa. Il report «Inheritance Taxation in Oecd Countries» mette a confronto le tasse di successione e sulle donazioni nei 37 membri dell’Ocse, e indaga il ruolo potenziale che le tasse sulla ricchezza potrebbero giocare nell’aumentare le entrate, affrontare le disuguaglianze e migliorare l’efficienza dei futuri sistemi fiscali.
L’Ocse ha evidenziato come la mancanza di interventi sulle eredità hanno portato a una maggiore concentrazione della ricchezza, con il 20% delle famiglie più ricche che ricevono patrimoni quasi 50 volte superiori al 20% più povero della popolazione. Una situazione che rende urgente la riforma della tassa sulle successioni ma anche quella sulle donazioni.
Pmi in attesa di semplificazioni privacy; ancora non pervenute le misure di garanzia previste, tra gli altri, per i settori sanitario e lavoro; appena cominciato l’iter per le regole deontologiche per la statistica; e solo due codici di condotta operativi.
Il cantiere della privacy è stato aperto cinque anni fa nel 2016 e il regolamento Ue 2016/679 (Gdpr) ha appena compiuto tre anni di efficacia (dal 25 maggio 2018). Così, se molte cose sono state fatte, tuttavia mancano molti tasselli di un quadro normativo molto affollato di fonti e di norme, ma non pregno di regole certe.
Occuparsi degli adempimenti fiscali, svolgere pratiche burocratiche, ma anche gestire bollette e i rapporti con gli operatori telefonici o con i fornitori di energia, mettersi in coda o cercare parcheggio: sono molte le incombenze che fanno perdere tempo. Le assicurazioni istantanee. Nel mondo assicurativo c’è Yolo, una piattaforma che offre prodotti assicurativi istantanei e su richiesta che consentono ai clienti di acquistare polizze, nel momento in cui ne hanno bisogno e solo per il tempo necessario. Yolo agisce come broker digitale, co-creando prodotti con le compagnie assicurative, e come abilitatore assicurativo digitale, lavorando con partner al di fuori del settore.

  • Pensioni ingiuste. È sos per i giovani
Sono ormai passati quasi 26 anni dall’entrata in vigore della legge 335/95, la legge Dini-Treu che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo nella forma pro rata per i lavoratori che avevano meno di 18 anni di anzianità contributiva e totale per coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1996 in poi. Le chiamiamo ancora le pensioni dei giovani, ma supponendo un ingresso medio a 24 anni di età ora i nostri sono tutti cinquantenni non più così giovani. Quali sono i requisiti per l’accesso alla pensione dopo la riforma Fornero? Considerate le condizioni più favorevoli dei retributivi e misti, diviene indispensabile equiparare la condizione dei contributivi puri che la riforma Fornero ha molto svantaggiato con quella degli altri lavoratori eliminando i vincoli di accesso alla pensione pari a 2,8 volte il minimo per la vecchiaia anticipata e 1,5 volte il minimo per la vecchiaia con il rischio di aumentare da 67 anni a 71 anni l’età di pensionamento. Infine considerando che il metodo contributivo non contempla una integrazione al trattamento minimo di cui oggi beneficiano circa il 25% dei pensionati (integrazione e maggiorazione sociale), per motivi di equità intergenerazionale e considerato che è proprio con i contributi di questi lavoratori che si pagano le pensioni attuali, prevedere anche per i giovani «contributivi puri», l’integrazione al minimo su valori pari all’integrazione al minimo o alla maggiorazione sociale (tra 517 e 654 € mese) e calcolati maggiorando la pensione a calcolo in base al numero di anni lavorati.
  • La super polizza contro l’altro made in Italy, quello agricolo
I cambiamenti climatici rappresentano una fonte di rischio molto importante per l’economia globale. Fra i settori più esposti vi sono l’agricoltura, che incide per il 15% sul Pil italiano, e in particolare il comparto vitivinicolo, che ne rappresenta una delle produzioni di punta, oltre che un fiore all’occhiello del Made in Italy. Malgrado questo crescente pericolo, molte aziende del settore non hanno un’efficace protezione assicurativa. Nonostante l’impatto avverso della pandemia, nel 2020 le esportazioni di vino italiano hanno raggiunto i 6,29 miliardi di euro e l’Italia ha riconquisto la leadership mondiale di esportazioni per volume, con oltre 20,8 milioni di ettolitri, superando così Spagna e Francia. Nell’aprile scorso, però, le regioni settentrionali hanno dovuto affrontare la seconda gelata degli ultimi cinque anni, a fronte delle sette registrate dal 1960 al 2016. E secondo uno studio dell’americana National Academy of sciences, nel caso di un aumento delle temperature di quattro gradi rispetto alle temperature medie dell’epoca pre-industriale, l’Italia potrebbe perdere sino al 90% del suolo coltivato a vite. E proprio attraverso il confronto con aziende agricole e consorzi è nata Zurich Azienda agricola, una nuova polizza multirischio.
  • Il risiko delle polizze in banca. Un affare assicurato
L’Italia è un Paese ancora fortemente ancorato al contante: non a caso si classifica al terzultimo posto in Europa per numero di transazioni con carta pro-capite, con un valore pari a 61,1, sei volte inferiore rispetto ai «primi della classe» europei di Danimarca, Regno Unito e Svezia . «Non si tratta solo di una questione culturale — spiega Andrea Bonechi, commercialista fondatore dello studio Michelotti Bonechi e già consigliere nazionale dei commercialisti italiani —. I costi dela moneta elettronica e dei pagamenti tracciabili rimangono ancora ingiustificatamente alti. I piccoli rimborsi del cashback non bastano se si vuole incentivare una vera alternativa al contante». Intanto però non tutto è perduto. Il valore transato con carte di pagamento è cresciuto del 5,9% in media all’anno dal 2005 al 2019. Senza contare che, nell’ultimo anno, grazie alle misure del piano «Italia Cashless» e come conseguenza della pandemia Covid, le transazioni con moneta elettronica hanno subito una forte accelerazione. The European House – Ambrosetti stima che nel 2020 il valore delle transazioni con strumenti di pagamento cashless si sono ridotti solamente del 2% rispetto a -11,8% registrato nei consumi nazionali. Questo dato indica un’importante crescita dei pagamenti elettronici nel 2020 che, sebbene in valore si siano leggermente ridotti a causa della crisi, hanno avuto una performance migliore rispetto all’economia generale. Inoltre, si stima che il valore delle transazioni con carta crescerà nuovamente a partire dal 2021 e potrà superare i 425 miliardi di euro nel 2025.
  • Il Leone al servizio delle imprese “Nuovo welfare e mercati esteri”
Marco Sesana spiega le strategie post Covid di Generali Italia. Il piano Colao sulle infrastrutture digitali lega filiere pubbliche e private della sanità: noi ci siamo. Le assicurazioni cambieranno in modo profondo. I clienti sono più connessi ma vogliono consulenze per operazioni complesse
  • Polizza o garanzia di Stato. Così acquisti senza anticipo
Le banche non possono erogare mutui di importo superiore all’80% del valore del bene ipotecato. Per un giovane che voglia cercare casa anche il 20% da versare in contanti spesso è un problema pressoché insormontabile, se non ci sono i parenti che aiutano. E oltretutto non bisogna solo saldare il venditore, ma bisogna fare i conti con tutte le spese accessorie legate all’acquisto: le imposte, abolite dal Sostegni bis, le commissioni (eventuali) di agenzia, la parcella del notaio per due atti, l’istruttoria del mutuo e tutte le spese legate al trasloco e all’arredo della casa nuova. Se si tiene inoltre conto del fatto che oggi le perizie degli immobili sono molto prudenti e che la banca l’ 80% lo deve calcolare sul minore tra il valore della stima e il prezzo di vendita indicato nel rogito, il mutuo si può ottenere solo se si è in grado di fornire altre garanzie oltre la casa. Le possibilità sono due: o si stipula una polizza assicurativa che garantisca la banca in caso di mancato pagamento, o un terzo si fa garante.
  • Risparmio nelle Reti: meno liquidità, più fondi e Btp Futura
L’Italia si scopre un Paese di investitori, che inizia ad abbandonare la liquidità per guardare al risparmio gestito. Anche se, lo ricordiamo, sui conti correnti si sono accumulati circa 1.700 miliardi, una cifra pari al Pil. Parte del merito di questa voglia di cambiamento va alle reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede che, in un clima dominato dall’incertezza, sono riusciti a impiegare al meglio il risparmio (o comunque parte di esso) accumulato dalle famiglie nell’ultimo anno. Come testimoniato dai dati Assoreti (l’Associazione delle società per la consulenza agli investimenti) dei primi quattro mesi 2021 che L’Economia del Corriere è in grado di anticipare: le reti di consulenti finanziari hanno realizzato una raccolta netta di circa 18,6 miliardi, con una crescita del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (14,8 miliardi).A fare da traino è stata soprattutto la componente del risparmio gestito che, con una raccolta quintuplicata anno su anno, rappresenta il 75% circa dei volumi totali delle reti di consulenza.
  • L’Italia del 2030? Mobile e alternativa
L’auto di proprietà resterà la preferita (80%), ma con car sharing, bici e altri mezzi e formule. Lo dice l’indagine Bva-Doxa svolta per Groupama Assicurazioni. Nei prossimi anni si diffonderanno più formule alternative di mobilità, con una maggiore propensione all’uso dei mezzi diversificati.
  • Servizi e componenti: tutto è connesso
Il mercato delle soluzioni per i veicoli collegati vale 1,2 mld, quasi stabile rispetto al 2019 (-2%). Dai freni alle chiamate di emergenza, nuovi obblighi e nuove tecnologie lo fanno crescere.

  • Smart working al nodo sicurezza

Handelsblatt

 

  • La banchiera centrale olandese Petra Hielkema diventa il nuovo capo della supervisione assicurativa europea
L’olandese, nata nel 1972, sarà il nuovo presidente del supervisore europeo delle assicurazioni Eiopa. I rappresentanti degli stati membri dell’UE l’hanno confermata la settimana scorsa. Hielkema ha anche annunciato via Twitter di sentirsi onorata e di non vedere l’ora di costruire ponti attraverso l’Europa con Eiopa.Temi importanti per lei saranno la digitalizzazione e la sostenibilità nel settore assicurativo. Hielkema assumerà il suo incarico il 1° settembre, succedendo a Gabriel Bernardino. Il matematico portoghese ha guidato la nuova autorità, creata nel 2011, per dieci anni. Il suo mandato è già terminato a febbraio. La nomina iniziale di Hielkema è per cinque anni, rinnovabile una volta.