di Simona D’Alessio
Lambiscono i 96 miliardi di euro (precisamente son pari a 95,983) le risorse, a valori di mercato, delle Casse di previdenza al 31 dicembre scorso. E l’impennata dell’attivo (quasi il 74% è in mano ai 5 Enti di dimensioni più grandi) è stata graduale e considerevole, visto che nel 2011 la quota era di oltre 55 miliardi, e su base annua «la crescita media è stata del 7%, più marcata nei primi quattro anni (7,9% in media dal 2011 al 2014) rispetto al periodo successivo (6,2%)». Nel frattempo, a quasi un decennio di distanza dall’emanazione del decreto 98/2011, che attribuiva alla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) le funzioni di controllo sulle operazioni finanziarie condotte e sulla composizione del patrimonio degli Enti regolati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996, l’iter di approvazione del conseguente testo attuativo «non risulta ancora concluso», ha dichiarato il presidente dell’organismo Mario Padula, dunque le Casse rimangono «ad oggi, gli unici investitori istituzionali affrancati da una regolamentazione unitaria in materia, regolamentazione che, viceversa, è di livello primario e secondario per i fondi pensione» che «sono di secondo, e non di primo pilastro pensionistico». Eppure, tali norme, la cui emanazione tarda ad arrivare con lo scorrere dei governi, «favorirebbe il rafforzamento strutturale» degli Istituti dei professionisti, nonché «la più completa definizione di processi decisionali lineari e tracciabili, rendendone più efficace l’operatività in un ambito, quello delle scelte d’investimento, fortemente sollecitato dalla complessità dei mercati finanziari», ha proseguito Padula, presentando ieri mattina, a Roma, il quadro di sintesi sulle politiche di investimento relativo al 2019.

Un anno, quello passato, ha detto conversando con ItaliaOggi il presidente dell’Associazione delle Casse (Adepp) Alberto Oliveti, che «non esito a definire «mirabilis», mentre nel 2020», a causa della pandemia, «è iniziato un percorso di fragilità, perciò noi ci spostiamo molto di più sull’assistenza» agli iscritti, una virata che «dobbiamo necessariamente compiere», e che «domani (oggi per chi legge, ndr) racconteremo, presentando il nostro primo rapporto sul welfare, con tutti i gradi di assistenza che forniamo» alle varie platee di associati. «Condivisibili» sono, inoltre, apparse «le indicazioni sulla trasparenza degli investimenti», purché, ha precisato, «venga rispettata la nostra autonomia», tema che è stato al centro della riunione di ieri pomeriggio tra i vertici dell’Adepp ed il sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi (Pd), con la quale, si apprende, è stato impostato l’iter degli incontri coi dicasteri vigilanti (l’altro è quello dell’Economia) per affrontare anche il tema della tassazione (si veda ItaliaOggi di ieri).

Dall’analisi dei portafogli degli Enti, come è possibile osservare dalla tabella in pagina, emerge, infine, come gli investimenti immobiliari siano pari a 20 miliardi, quelli in titoli di debito a 36,5, quelli in titoli di capitale di poco inferiori ai 17 miliardi.

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