L’industria del private banking ha chiuso il 2019 con asset in gestione per 884 miliardi di euro (in crescita dell’11% rispetto al 2018) e adesso, sebbene indebolita per la situazione economica del Paese, si propone come leva per la ripresa, quando sarà finita l’emergenza sanitaria.
È quanto rivendica l’associazione di categoria Aipb che gestisce quasi un terzo delle attività finanziarie investibili delle famiglie italiane. «Con asset in gestione per oltre 880 miliardi di euro — ha commentato Antonella Massari, segretario dell’Associazione — riteniamo di poter dare un significativo sostegno all’economia reale, in particolare alle Pmi eccellenti del nostro Paese. Certo, nell’attuale fase critica, solo lo Stato può assicurare la liquidità necessaria alle imprese, garantendo crediti bancari e rendendo disponibili risorse a fondo perduto, ma superata l’emergenza, il contributo del risparmio privato sarà prezioso, non solo per finanziare progetti di crescita e ristrutturazioni industriali, soprattutto delle Pmi, ma anche per sovvenzionare il fabbisogno di infrastrutture pubbliche».
Secondo Aipb, nei portafogli delle famiglie private, oggi, il peso dei titoli governativi italiani è inferiore al 5% e c’è spazio per nuove emissioni governative di lungo e lunghissimo periodo (25/30 anni), come restart bond o generational bond. A patto, però, che si possa beneficiare di un regime fiscale favorevole (esenzione imposta di bollo, successione, cedole e capital gain), magari vincolato al mantenimento del titolo per un determinato periodo.
Aipb per la clientela private, auspica anche nuovi prodotti che investano nell’economia reale, tipo gli Eltif (European Long Term Investment Funds), con accesso anche per gli investitori privati facoltosi. A tale proposito, si attende dalla Commissione Europea il via alla nuova categoria di investitori semiprofessionali che dovrebbe includere anche gli investitori privati facolosi.
Sul fronte degli strumenti, si confida nel benestare da parte del governo, al nuovo Pir proposto da Assogestione per convogliare il risparmio anche sulle Pmi non quotate. Trattandosi quindi di un prodotto illiquido, il nuovo Pir sarà un prodotto alternativo che si affiancherà ai Pir già sul mercato. Con una soglia d’ingresso elevata, sarà il prodotto che gli investitori private stanno aspettando per investire nell’economia reale.
Patrizia Puliafito

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