L’emergenza sanitaria ha accelerato la spinta verso gli stili di vita dei nativi digitali. Per fondi ed Etf specializzati sulle tendenze tech si tratta di un’occasione per dimostrare il proprio valore aggiunto

di Paola Valentini
Siamo tutti diventati un po’ Millennials. In poco meno di due mesi la crisi del coronavirus ha accelerato la trasmissione delle tendenze e gli stili di vita della generazione dei nati tra gli anni 80 e la prima metà degli anni 90. I quali non sono nativi digitali come gli adolescenti del XXI secolo ma, a differenza di questi ultimi, hanno capacità di spesa tale da poter segnare le sorti di brand e tracciare nuove tendenze. Non a caso diversi settori in tutto il mondo beneficiano della crescente influenza della fascia di età dei 25-40enni. La cosiddetta generazione Y, con 2,3 miliardi di individui, ha superato in termini di popolazione la classe dei loro genitori, i baby boomers (i nati dal Dopoguerra fino a metà degli anni 60 (1,2 miliardi). «Cresciuti con uno smartphone in mano, rispetto alle generazioni precedenti, i Millennials hanno caratteristiche e interessi diversi, che influenzano le loro abitudini di consumo: prediligono acquisiti online, sono maggiormente prudenti nelle spese, sono sensibili a tematiche ambientali, oltre a essere continuamente interconnessi. Questa tendenza è globale e non limitata ai Paesi sviluppati», nota Fabiola Banfi, responsabile investimenti di Valori Asset Management. E il coronavirus ha velocizzato l’utilizzo della tecnologia in tutti i settori, anticipando quello che potrebbe essere il mondo del futuro. «Telelavoro, scuola online, e-commerce sono solo alcuni dei cambiamenti imposti dallo sviluppo del virus», aggiunge Banfi.

Come in qualsiasi crisi finanziaria, ci sono vinti e vincitori e mai come in questa volta la tecnologia può essere considerata un vincitore. Non a caso le società che sono state in grado di intercettare le necessità degli individui in questo periodo sono quelle che hanno riscontrato maggiore successo, tra cui Netflix, Zoom o ancora l’ormai consolidata Amazon che in questo periodo ha addirittura aumentato le assunzioni. Il gestore Denny Fish del team Global Technology and Innovation di Janus Henderson ritiene che molte persone e società che si sono affidate alla tecnologia durante la pandemia di Covid-19 continueranno a farlo anche una volta che la crisi sarà superata. «Di fronte a questa situazione straordinaria anche i baby boomers sono stati in grado di adattarsi all’avvento dirompente della tecnologia. Inoltre i Millennials saranno presto la generazione con il maggior potere d’acquisto. L’insieme di tutti questi fattori rende fondamentale indirizzare i propri investimenti verso le società che sapranno intercettare le tendenze di consumo di questa fascia di popolazione», aggiunge Banfi. Che ha elaborato tre portafogli per investire sui trend legati agli stili di vita dei Millennials. Sono suddivisi per livello di rischio e, trattandosi di temi che si svilupperanno nel lungo periodo, l’enfasi è sulle azioni, ma senza trascurare l’obbligazionario. L’esposizione è sia diretta, sia tramite fondi ed Etf. «Su alcuni temi abbiamo preferito mantenere l’investimento in fondi perché lo riteniamo più efficiente», aggiunge Banfi. I portafogli, inoltre, prevedono una percentuale di liquidità intorno al 15% per poter approfittare di eventuali discese dei mercati. Il primo, a basso a rischio, ha una quota maggiore in obbligazioni (25%) tra cui titoli di società tecnologiche con rating elevato (e in dollari) come Apple, Microsoft e Xilinx.

Tra i fondi obbligazionari figura il Threadneedle European Social Bond. Compaiono anche alcuni azionari tematici come il Credit Suisse Edutainment, nuovo fondo che investe in società che stanno modificando l’approccio tradizionale dell’insegnamento. Presente anche l’Etf Emqq Emerging Market Internet & Ecommerce che si espone alle azioni delle società Internet nei Paesi emergenti. Il portafoglio a rischio medio prevede alcuni fondi tematici meno difensivi e una maggiore allocazione sui mercati emergenti. Comprende ad esempio gli azionari Pictet Nutrition, fondo sui titoli di aziende che operano in settori legati alla sostenibilità della produzione di alimenti, e Van Eck Video Gaming, Etf sulle società di videogame e sport elettronici, due settori i cui ricavi sono stati spinti dal lockdown.
Il terzo paniere, ad alto rischio, oltre ad avere una minore quota obbligazionaria, punta anche su singole azioni tra cui (in dollari) Match Group, Snap, Paypal e Netflix. Ma, accanto a questi comparti che investono in singoli settori, sul mercato ci sono anche alcuni fondi azionari ad hoc proprio sulla tematica globale dei Millennials. In Italia sono una decina e il migliore a un anno è il Goldman Sachs Global Millennials Equity Portfolio (classe P in dollari) che negli ultimi 12 mesi ha una performance del 10% (intervista in pagina). Da inizio anno segna il +1,4%, avendo recuperato in un solo mese tutte le perdite del primo trimestre (circa -12%). Anche il Decalia Sicav Millennials, che da gennaio fa il -4,8%, ad aprile ha segnato un rimbalzo del 12%. Ma la generazione dei Millennials è anche quella che, stando ad alcune ricerche americane, è la più preoccupata degli impatti economici dell’epidemia. D’altra parte questa si tratta della prima crisi per molti di loro che erano bambini ai tempi del primo shock del nuovo secolo, quello dell’11 settembre 2001. Timori che possono essere annullati soltanto con un vaccino.

Per questo Valori Am ha fatto un focus anche sulle società farmaceutiche e biotecnologiche quotate che si sono messe in gara per sviluppare soluzioni per contrastare il virus (tabella in pagina), e possono quindi rappresentare un’opportunità di investimento. «Tra le società minori in fase avanzata per la ricerca di un vaccino efficace ci sono Moderna, Vir Biotechnologies, Novavax. È importante sottolineare che si tratta di società a piccola capitalizzazione spesso soggette a forte volatilità in questo periodo. Eventuali notizie sullo sviluppo del vaccino da parte di altre aziende potrebbero, inoltre, incidere negativamente su questi titoli nel breve termine», afferma Banfi. Per gli investitori più prudenti, è consigliabile avvicinarsi al comparto «attraverso strumenti diversificati, fondi o Etf, che permettono di diminuire il rischio legato alla scelta di un singolo titolo», conclude Banfi. «Un esempio sono gli Etf Xtrackers Msci World Healthcare e Invesco Nasdaq Biotech, questo più pepato rispetto al precedente, in quanto investe nelle società di biotecnologia del Nasdaq». (riproduzione riservata)

Altri trend da seguire? Ambiente pulito, vita sana e sostenibilità 

E-commerce, intrattenimento online, social media. Ma anche vita sana e sostenibile. Le abitudini di consumo dei Millennials rappresentano un potenziale di investimento interessante. In prima fila a cavalcare il trend c’è Goldman Sachs Asset Management, con il suo Goldman Sachs Global Millennials Equity Portfolio. «Abbiamo notato che la generazione dei Millennials, composta da 2,3 miliardi di persone, stava assumendo un ruolo fondamentale in termini di spesa e consumo», spiega Laura Destribats, co-portfolio manager del fondo. «Ci siamo inoltre resi conto delle nuove usanze dei nativi digitali, e che le differenze guidate dall’uso della tecnologia avrebbero rappresentato un cambiamento dirompente per i tradizionali modelli di business».
Domanda. Al primo posto nel portafoglio domina la rivoluzione digitale. Quanto pesa in tutto questo l’attuale crisi?
Risposta. L’emergenza sanitaria ha messo in luce l’importanza dell’e-commerce per il settore dei consumi. Molte aziende hanno visto un aumento del numero di utenti e abbonati. Stimiamo che circa il 70% del nostro fondo sia esposto alle attività online, che diventeranno una fonte di rendimento ancora più importante.
D. Quali effetti ha avuto il Covid-19 sulle altre generazioni?
R. L’adozione delle abitudini di spesa dei Millennials da parte di altre generazioni è sempre stata una parte importante della nostra idea di investimento. Le generazioni più anziane sono più lente ad adeguarsi. Ma l’attuale crisi ha costretto tutti ad adottare queste abitudini più velocemente, aumentando le attese di rendimento per molti dei titoli in portafoglio.
D. Quanto sarà importante l’esposizione al consumo dei Millennials?
R. I Millennials rappresentano già una parte significativa della forza lavoro globale, quindi i loro trend di consumo sono fondamentali sia nella fase di ripresa che nel lungo termine. Tuttavia, diventeranno sempre più importanti man mano che le generazioni più anziane inizieranno ad abbandonare il lavoro.
D. Non solo digital, ma anche vita sana e sostenibile. I Millennials guidano la rivoluzione green.
R. Sappiamo che i Millennials, rispetto alle generazioni più anziane, mostrano un interesse più pronunciato verso le questioni ambientali e che le loro abitudini di consumo soddisfano tali valori. Per questo motivo siamo anche alla ricerca di aziende che, attraverso una produzione sostenibile, si allineino alle loro preferenze.
D. Ci sono dei settori su cui avete deciso di non scommettere?
R. La rilevanza dei diversi settori cambierà nel corso della loro vita. Ad esempio, il settore sanitario e quello dei risparmi avranno un ruolo più importante con l’aumentare dell’età. Ma le aziende che non rispettano i valori dei Millennials su sostenibilità e ambiente perderanno verosimilmente terreno.
D. Il Nordamerica è al primo posto, ma l’Asia rappresenta il 20% del portafoglio. Perché è un mercato così interessante?
R. L’Asia è di gran lunga l’area con il più alto numero di Millennials. Solo in Cina e India ce ne sono oltre 800 milioni. Sono più ricchi e maggiormente educati rispetto alle generazioni precedenti, e hanno un potere di acquisto mediamente più elevato rispetto quello che si riscontra nei mercati sviluppati. (riproduzione riservata)

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