Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Allianz Hybrid è un prodotto assicurativo con una parziale componente finanziaria: si tratta di un contratto di assicurazione sulla vita multiramo unit linked con partecipazione agli utili e di puro rischio. Nella versione standard, infatti, è un prodotto a premio unico che offre una combinazione predefinita tra due opportunità di investimento: il 70% del capitale conferito viene dedicato alla gestione separata Vitariv, che costituisce la porzione d’impiego finanziario più conservativa, mentre il rimanente 30% confluisce nel fondo interno AZ Best in Class. Una parte del premio (pari al 4%) viene destinato alla copertura caso morte (o morte e invalidità permanente), per proteggere i propri cari. Le prestazioni caso vita prevedono che alla scadenza, purché l’assicurato sia in vita, venga pagato ai beneficiari il capitale maturato, dedotte le imposte derivante dalle due componenti: l’importo da liquidare corrisponderà al capitale investito rivalutato fino a scadenza in base ai rendimenti annuali realizzati dalla gestione separata Vitariv, con la garanzia di conservazione del capitale investito, a cui va aggiunto il controvalore delle quote del fondo interno AZ Best In Class.
Stagnazione o primi segnale di recessione? In base ai dati preliminari dell’Istat, diffusi nei giorni scorsi, nel secondo trimestre 2019 l’Italia ha registrato una variazione nulla del pil sia rispetto al primo trimestre sia rispetto allo stesso periodo 2018. Mentre l’Fmi nelle sue ultime previsioni sull’Italia stima un pil al +0,1% nel 2019 e al +0,8% nel 2020, con una revisione al ribasso rispetto al +0,9% indicato ad aprile. Questi valori seguono il +1,5% segnato dall’Italia nel 2017 e il +0,9% del 2018. Intanto secondo il più recente rapporto Economic Outlook dell’Ocse, l’Italia nel 2019 avrà un pil a zero, e l’espansione sarà modesta, allo 0,6%, nel 2020. Il rapporto deficit/pil dell’Italia dovrebbe crescere ulteriormente, dal 2,1% del 2018 al 2,4% del 2019, fino al 2,9% nel 2020, portando il debito pubblico al 135% del pil nello stesso anno.
Il mondo sta cambiando velocemente, con pericoli finora sconosciuti che emergono in maniera prepotente un po’ in tutti i settori, dal clima all’automobile passando per la casa e la sanità. A spingere e guidare il cambiamento è la tecnologia, ma non solo. Solo per dare un’idea della rivoluzione: un recente report commissionato da Allianz Care stima che entro il 2040 i chirurghi specializzati potranno utilizzare robot da remoto per operare su pazienti in diversi continenti. Se da un lato si riduce la probabilità di errore umano, grazie proprio all’utilizzo più diffuso delle nuove tecnologie, dall’altro lato l’attenzione viene traslata sui rischi informatici. La risposta delle compagnie, da Allianz a Generali, da Unipol a Cattolica

Unipol ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato di 740 milioni di euro, in crescita del 14,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie anche all’apporto del consolidamento a patrimonio netto della quota del 19,9% in Bper. L’utile netto normalizzato è ammontato a 353 milioni (+13,3%). La raccolta diretta assicurativa è salita del 18,5% a 7,3 miliardi, con i danni a 4,1 mld (+2,6%) e il vita a 3,2 mld (+48,4%).
Allianz Italia mette a segno un risultato da record: nel primo semestre la raccolta del ramo danni, trainata dall’auto, ha realizzato la migliore performance dell’ultimo decennio. I premi danni sono ammontati a circa 2 miliardi di euro, in crescita del 4,2% su base annua. Gli agenti sono al centro di questa performance grazie al +3,7% nel segmento auto. La raccolta premi complessiva ha raggiunto 6,824 miliardi di euro, con l’utile operativo a quota 611 milioni. In particolare, è proseguito l’andamento favorevole nella bancassurance danni con il partner UniCredit. Nel vita gli agenti e i financial advisor hanno contribuito alla crescita nel segmento ibrido, mentre gli agenti hanno dato ulteriore impulso al new business nel settore del puro rischio. A livello globale il colosso assicurativo tedesco ha registrato nel secondo trimestre un utile netto di 2,14 miliardi di euro, in miglioramento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi sono aumentati del 6,1% a 33,2 miliardi, con numeri superiori alle attese nei tre business principali. In crescita anche l’utile operativo (+5,4%), con un incremento del 4,1% nell’asset management, che comprende il fondo americano Pacific Investment Management, mentre l’andamento positivo delle attività nel comparto vita e salute ha bilanciato il calo negli infortuni.

Repubblica_logo

  • L’Alzheimer e il test del sangue che lo scopre vent’anni prima
Sono decenni che i ricercatori cercano un esame del sangue per individuare la beta-amiloide, la proteina che è il tratto distintivo del morbo di Alzheimer. Parecchi gruppi e aziende hanno fatto progressi e giovedì gli scienziati dell’Università Washington di St. Louis hanno comunicato di aver elaborato il metodo finora più affidabile. Dovranno passare ancora anni prima che l’esame sia disponibile per usi clinici, e in ogni caso l’amiloide non è un predittore perfetto del morbo di Alzheimer: la maggior parte degli anziani asintomatici con depositi di amiloide nel cervello non sviluppa demenza. Ma questa proteina rappresenta un importante fattore di rischio e il nuovo esame del sangue è in grado di individuare i pazienti con depositi di amiloide prima di quanto riescano a fare le tomografie cerebrali. Sarà importante soprattutto per gli scienziati che sperimentano farmaci per la prevenzione.
  • Unipol, la raccolta sale a 7,3 miliardi in crescita del 18,5%
Il cda del gruppo Unipol ha approvato i conti del primo semestre che vedono un risultato netto consolidato di 740 milioni di euro (+14,9%), a fronte di una raccolta diretta assicurativa pari a 7,3 miliardi (+18,5%). Il Danni è salito a 4,1 miliardi (+2,6%) mentre il Vita si è portato a 3,2 miliardi (+48,4%). Il combined ratio netto è al 94,6% in miglioramento rispetto al 95,1% registrato nel primo semestre 2018 mentre il solvency ratio consolidato pro forma è pari al 165%, «considerando gli effetti della cessione di Unipol Banca e dell’acquisizione di portafogli Npl dal gruppo Bper». Approvati anche i conti della controllata UnipolSai: ha chiuso il semestre con un utile netto di 377 milioni, in crescita del 7,4% rispetto ai 351 milioni dell’utile normalizzato registrato nei primi 6 mesi del 2018.
  • I profitti di Allianz arrivano a 611 milioni “Nostri agenti decisivi”
Allianz Italia nel primo semestre registra un utile operativo a 611 milioni di euro, contribuendo così ai risultati globali dal gruppo Allianz (assicurazioni) che segna un utile operativo di 6,1 miliardi (+6,4%). In Italia la raccolta premi nei settori polizza vita e danni si attesta a 6.824 milioni. Il segmento danni, in particolare, grazie al business auto, mette a segno la migliore performance semestrale dell’ultimo decennio con una raccolta premi di circa 2 miliardi (+4,2%). L’ad Giacomo Campora attribuisce buona parte dei meriti alla figura dell’agente professionista, «per noi centrale». Positiva anche l’alleanza con il partner strategico Unicredit, che ha permesso di offrire soluzioni di protezione (come My Care e My Business Care) ai clienti dell’istituto. Accoglienza incoraggiante, infine, ha avuto Allianz PetCare, per la tutela dei nostri animali domestici.
  • Crédit Agricole Italia porta a 458 milioni il risultato aggregato
Il gruppo bancario Crédit Agricole raggiunge in Italia un risultato netto aggregato nei primi sei mesi del 2019 di 458 milioni di euro, in crescita del 15% su base annua. Nel solo settore bancario l’utile netto è di 156 milioni (+ 4%). Cresce il sostegno a imprese e famiglie, con un aumento degli impieghi del 6%. Come da tradizione, Crédit Agricole sostiene le aziende del settore agricolo e agroalimentare, che cresce di un ulteriore del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Bene i nuovi prestiti per l’acquisto di un’abitazione (+9%) e i volumi di credito al consumo (+5%). Acquisiti oltre 70 mila nuovi clienti (+4%) grazie al canale digitale e allo sviluppo alla rete interna dei consulenti finanziari. Sul fronte occupazionale, assunte 200 persone.

corsera

  • Unipol compra Car Server, profitti a 740 milioni
Unipol registra una prima metà del 2019 in crescita. Nel primo semestre il gruppo guidato da Carlo Cimbri segna un valore dell’utile netto consolidato normalizzato pari a 353 milioni di euro, con un miglioramento rispetto ai 311 milioni del medesimo periodo del 2018. La relazione semestrale specifica che il risultato normalizzato è stato determinato depurando l’utile netto di 740 milioni, beneficiando dell’impatto di euro 388 milioni del consolidamento a patrimonio netto della quota del 19,9% in Bper. In crescita la raccolta che raggiunge nei primi sei mesi dell’anno un valore di 7,29 miliardi di euro, evidenziando un balzo del 18,5% su base annua. In dettaglio, l’attività nel settore Danni vale per UnipolSai una raccolta che ammonta a 4,1 miliardi di euro, mentre nel comparto Vita la raccolta diretta registra un aumento del 48% per un valore di 3,1 miliardi. La relazione indica inoltre che nei mesi scorsi il gruppo ha dato seguito ad alcune operazioni che contrassegnano il piano strategico 2019-2021. In particolare, una delle prime mosse riguarda l’acquisizione per 96 milioni di euro del 100% della società di noleggio veicoli a lungo termine Car Server. Un’azienda con un giro d’affari di circa 300 di euro e utili pari a 4 milioni. Il progetto è riassunto da Cimbri che spiega: «Ci interessa la piattaforma, ci serviva una società che facesse da acceleratore su un progetto che evolveremo sulle nostre strategie». Un ulteriore segnale dell’avvio del piano arriva sul versante del costo del lavoro. Unipol annuncia di avere sottoscritto l’accordo con le organizzazioni sindacali che offre a circa 750 dipendenti di valutare su base volontaria l’uscita anticipata e incentivata dal lavoro. 
  • Allianz, il ramo danni spinge la raccolta
Allianz Italia nel primo semestre ha registrato un utile operativo di 611 milioni, contribuendo ai positivi risultati registrati a livello globale dal gruppo che ha segnato un utile operativo di 6,1 miliardi (+6,4%). In Italia la raccolta premi nel vita e nel danni si è attestata a 6.824 milioni. Il segmento danni ha messo a segno la migliore performance semestrale dell’ultimo decennio con una raccolta di 2 miliardi (+4,2%). «L’eccellenza tecnica messa al servizio della crescita ha consentito un importante riacquisto di competitività e confermato l’efficacia della nostra strategia, che vede centrale il ruolo dell’agente professionista — ha commentato Giacomo Campora, numero uno Allianz Italia —. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, il primo semestre ha registrato una robusta crescita organica nei danni, grazie al turn-around nell’auto».
  • Per il gruppo Crédit Agricole in Italia 458 milioni di profitti, più 15%
Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo Crédit Agricole Italia, guidato da Giampiero Maioli, ha registrato un risultato netto aggregato in crescita del 15%, a 458 milioni di euro, grazie «a un sempre maggiore coordinamento sinergico tra le diverse linee di business del gruppo» si legge in una nota. Oltre al comparto bancario di Crédit Agricole Italia il gruppo è composto anche dalle società di Corporate e Investment Banking, Servizi Finanziari Specializzati, Leasing e Factoring, Asset Management e Asset Services, Assicurazioni e Wealth Management. L’utile netto del gruppo Crédit Agricole globale è di 3 miliardi e 281 milioni con una lieve contrazione del 3,7 per cento. L’utile netto del solo gruppo bancario Crédit Agricole Italia è cresciuto del 4% a quota 156 milioni mentre a livello globale è stato di 3,281 miliardi. Il costo del rischio per Credit Agricole Italia è sceso (-1,9%) a 62 punti base dai 78 punti base nel secondo trimestre dello scorso anno. In crescita gli impieghi (+6%) e i nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni (+9%). Sale anche l’Agri-Agro del 2% e sono stato acquisiti più di settantamila nuovi clienti (+4%) anche grazie alle nuove tecnologie digitali adottate (un utente su cinque apre un conto on line) e all’ampliamento delle rete dei consulenti finanziari

  • Allianz, secondo trimestre a +2,1 miliardi
Il gruppo assicurativo tedesco Allianz chiude il secondo trimestre con un utile netto di pertinenza degli azionisti pari a 2.140 milioni, in crescita del 13,1% rispetto allo stesso trimestre del 2018. I ricavi totali crescono del 6,1% a 33,2 miliardi e il risultato operativo migliora del 5,4% a 3.159 milioni. Allianz Italia nel primo semestre ha registrato un utile operativo a 611 milioni, contribuendo così ai positivi risultati registrati a livello globale.
  • Unipol, risultati positivi e nessun buy back in vista
Nessun buy back ma «soddisfazione» per i risultati di gruppo in generale e per quelli di Unipol Rec in particolare. Oltre al fatto che sono già state «concretizzate le prime operazioni in linea con le direttrici del piano al 2021». I primi sei mesi di Unipol e della controllata UnipolSai si sono chiusi in maniera positiva e la presentazione dei conti è diventata l’occasione per fare un primo bilancio di una delle attività chiave, seppure non centrali, della galassia di Bologna, ossia Unipol Rec. «Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato ieri il ceo Carlo Cimbri durante la conference call con gli analisti – oggi complessivamente ci ritroviamo con 550 milioni di esposizione netta, che è quanto dobbiamo recuperare per andare almeno a pari, a fronte di un portafoglio lordo di 3,6 miliardi. Si tratta di un 16%». E fino ad oggi, la compagnia ha dimostrato di saper fare di meglio. In particolare ha recuperato, relativamente al portafoglio storico (2,9 miliardi), 150 milioni netti smontando 600 milioni di crediti lordi (circa il 30% del valore lordo). Riguardo al portafoglio da 1,3 miliardi acquistato invece in sede di cessione di Unipol Banca a Bper, ha ottenuto 28 milioni su 100 di ammontare lordo smobilizzato (28%). «Il nostro auspicio è fare di più: pensiamo di guadagnare e abbiamo creato i presupposti per aumentare gli utili della holding. Questo non in previsione di ulteriori operazioni strategiche di ampliamento del perimetro della Rec. Unipol Rec deve concentrarsi sugli attuali Npl: non è una business line che si aggiunge alle altre ma è una gestione di portafoglio che faremo nel migliore dei modi», ha spiegato il manager.
  • Operatori finanziari, adeguata verifica estesa a tutti
Rischia un ponderoso aumento il carico di adempimenti per gli operatori finanziari. È quanto emerge dalla lettura del tanto atteso provvedimento della Banca d’Italia denominato «Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo», pubblicato il 30 luglio, che rappresenta senza alcun dubbio un’importante base di confronto per tutti gli operatori vigilati e non, e quindi anche per i professionisti e gli altri soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio. Tali disposizioni avrebbero dovuto essere emanate secondo il decreto legislativo 90 del 2017 all’indomani dell’ultrattività prevista per le precedenti norme (si veda l’articolo 9), poiché il legislatore aveva previsto che le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza di settore, in base a norme abrogate o sostituite per effetto della nuova normativa, avrebbero continuato a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018. Le diposizioni appena emanate si applicano a banche, Sim, Sgr, Sicav, Sicaf, intermediari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del Tub, istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento, succursali insediate in Italia di intermediari bancari e finanziari aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Paese comunitario o in un paese terzo.

  • Fondi pensione e lotta al climate change
Dopo mesi di comunicazione martellante (quota 100 in primis) sulla previdenza sembra calato il sipario. Eppure il caldo di questi giorni e il cambiamento climatico dovrebbero spingere a parlare di nuovo di previdenza, soprattutto di quella complementare. Che legame c’è tra il climate change e i fondi pensione? Il legame è fortissimo come dimostrano i grandi fondi previdenziali del Nord Europa: molti di loro aderiscono a campagne per la riduzione dei carburanti fossili e a spingere sono soprattutto i nuovi iscritti che pretendono di trovare un pianeta vivibile quando, tra 30-40 anni andranno in pensione. Quindi la lotta al climate change potrebbe diventare una leva, in Italia, per attirare nuove iscrizioni ai fondi di previdenza complementare.
  • Ecco cosa fare in caso di vacanza rovinata
Vacanza rovinata? Niente paura, il Codice del turismo prevede che se si verificano delle circostanze che compromettono la possibilità di godersi il pacchetto vacanze, acquistato sia su un canale fisico sia online, il consumatore può rivolgersi al tour operator per essere risarcito. Attenzione, però: la normativa specifica espressamente che debba trattarsi di un danno di non lieve entità. «Non vale la semplice insoddisfazione», spiega l’avvocato Dante De Benedetti dello studio legale MDBA, sottolineando che in Italia l’elevata litigiosità spesso spinge i consumatori ad agire per ragioni anche futili. In alcuni casi per problemi che nascono da semplice disattenzione nella lettura delle condizioni previste nel pacchetto. Il consiglio d’oro è quindi di verificare bene prima le condizioni di viaggio e, se si sottoscrive un’assicurazione, leggere bene le condizioni per verificare eventuali franchigie, condizioni per il risarcimento e cause di esclusione. «Un altro aspetto importante è che il tour operator risponde in solido per i servizi assemblati nel pacchetto. Se un servizio – per esempio un’escursione – viene acquistato a parte, non è possibile poi rivolgersi al tour operator nel caso in cui sorgano», aggiunge De Benedetti.