L’Inps ha validato il 96% delle domande di pensionamento presentate dalla scuola
Un terzo delle 21 mila cattedre liberate va alla mobilità
di Carlo Forte

I posti lasciati liberi dai docenti e dai non docenti che andranno in pensione grazie alla quota 100 saranno utilizzati per i trasferimenti e i passaggi solo per circa un terzo. A fronte di circa 21mila pensionamenti aggiuntivi dovuti all’applicazione delle nuove norme, solo 7.544 saranno destinati alla mobilità a domanda: di cui 5.875 docenti, 1.458 Ata, 123 Ds, 56 Irc e 32 educatori. Lo ha fatto sapere l’amministrazione scolastica in un incontro che si è tenuto a viale Trastevere, mercoledì scorso, tra i sindacati firmatari del contratto di lavoro, Cgil, Cils, Uil, Snasl e Gilda e i rappresentanti del ministero dell’istruzione.

Le organizzazioni sindacali, nei giorni scorsi, avevano esercitato pressioni sull’amministrazione per prorogare il termine di acquisizione al Sidi dei posti disponibili per la mobilità. La richiesta era stata motivata con la necessità di dare più tempo all’Inps di certificare il diritto di andare in pensione per i docenti e i non docenti della quota 100. E l’amministrazione, per andare incontro alle richieste di sindacati ha prima prorogato il termine dal 25 al 27 maggio e poi fino al giorno 29. Ma anche così l’ente previdenziale non è riuscito a terminare la validazione delle domande in tempo per rendere tutti i posti disponibili per la mobilità. Anzi, in prima battuta, l’orientamento era quello di non rendere disponibile alcun posto dei pensionati della quota 100 per la mobilità a domanda, riservando le relative disponibilità direttamente alla mobilità annuale (assegnazioni provvisorie e utilizzazioni).
Poi però è stato avviato un negoziato unitario, promosso da tutte e 5 le organizzazioni sindacali firmatarie e, alla fine, l’amministrazione ha ceduto. L’inserimento dei posti disponibili per la quota 100, fa aumentare le disponibilità di oltre un terzo. Perché i pensionamenti ordinari (quelli che saranno effettuati con i vecchi requisiti senza la quota 100) sono circa 20 mila. Di questi l’Inps ne ha validati il 96%. Per quest’anno, dunque, la mobilità subirà comunque un incremento di posti. Che a sua volta determinerà un corrispondente incremento delle probabilità di ottenere l’accoglimento della domanda per colo che l’hanno presentata nei termini.
Compresi di docenti che sono stati dichiarati soprannumerari e che hanno presentato la cosiddetta domanda condizionata. Val a dire, un’istanza la cui validità viene vincolata al permanere della situazione di soprannumerarietà.
Che se dovesse rientrare nel corso dei movimenti oppure per sopraggiunte disponibilità viene annullata direttamente dall’amministrazione. Consentendo così, al diretto interessato di rimanere nella scuola di titolarità.
La restante parte di disponibilità che insorgerà dopo che l’Inps avrà validato tutte le domande di pensione della quota 100 sarà resa disponibile per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni.
L’esito dei movimenti per il personale docente di tutti gli ordini e gradi di istruzione sarà reso noto il 20 giugno. Per il personale Ata bisognerà attendere il 1° luglio.
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