Oggi il via libera definitivo dell’aula del senato alla conversione in legge del dl 4/2019
Stop al lavoro con quota 100, Opzione donna e Ape
di Simona D’Alessio

Reddito di cittadinanza e «Quota 100», le norme «bandiera» del governo M5s-Lega, si avviano a diventare (definitivamente) leggi dello Stato: la votazione conclusiva sul decreto 4/2019, che contiene i provvedimenti su lavoro, pensioni ed inclusione sociale, si terrà oggi nell’aula di palazzo Madama; il testo, che doveva staccare il traguardo per la conversione entro il 28 marzo, è giunto all’esame dei senatori in terza lettura, a seguito delle correzioni (le ultime) effettuate a Montecitorio (si veda anche ItaliaOggi del 19 marzo 2019).

I lavori parlamentari hanno limato maggiormente i contorni del reddito di cittadinanza, imprimendo alcune «svolte», sia sul fronte dei controlli e delle sanzioni per chi trasgredirà le regole (servirà, ad esempio, il verbale dei vigili per attestare la validità della separazione e del cambio di residenza dei coniugi dopo il 1° settembre 2018, e scongiurare così le truffe per incassare il sussidio abbassando l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente), ma anche ponendo delle restrizioni per gli stranieri, giacché chi proviene da Paesi extra Ue dovrà far certificare dalla nazione d’origine la situazione patrimoniale e reddituale e la composizione del nucleo familiare (mediante un documento tradotto in italiano e validato dal nostro consolato), provvedimento da cui, tuttavia, sono esentati i rifugiati politici, e chi giunge da stati in cui non si possono ottenere i documenti.
Per quel che riguarda, invece, il fronte previdenziale, mentre crescono col passare dei giorni le domande d’accesso alla «Quota 100» (è stato, oramai, sfondato il «tetto» delle 100 mila richieste per aderire al pensionamento anticipato), l’intervento sperimentale che si protrarrà per un triennio, il decreto provvede a scongiurare la scopertura degli organici, soprattutto negli uffici pubblici, come diretta conseguenza dell’andata via dal posto di lavoro di migliaia di dipendenti; ad essere, infatti, state autorizzate, a partire dal mese di luglio, alcune centinaia di assunzioni nei ministeri della giustizia e dei beni culturali, ma il reclutamento di altre unità riguarderà pure il comparto sanitario e quello scolastico. Infine, come è possibile osservare nella tabella nella pagina, il testo ha operato un «restyling» su altre formule per l’andata in quiescenza prima del previsto, tra cui l’«Opzione donna».

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