di Paola Valentini
Dimmi cosa vuoi e ti dirò come (e dove) investire. In tempi di tassi bassi e mercati difficili, cambia anche il modo di concepire il risparmio. Ecco perché oggi la nuova frontiera dei consulenti finanziari consiste nel focalizzarsi sulla selezione degli strumenti in base alla loro capacità di poter portare il cliente al traguardo desiderato. I rendimenti contano ancora, e molto, perché da questi dipende l’efficacia della soluzione scelta, ma le performance non sono più viste come un elemento a sé stante. Ecco perché si fa sempre più strada una prospettiva che punta a raggiungere obiettivi ben definiti, piuttosto che rincorrere i mercati.

In questo contesto una delle grandi sfide per i consulenti consiste nell’aiutare gli investitori a identificare traguardi concreti e aspettative di rendimento realistiche. Un recente sondaggio condotto da M&G Investments in collaborazione con Gfk sulle abitudini di risparmio degli investitori italiani rivela che l’obiettivo principale per cui si accantona è la necessità di integrare la pensione pubblica. Per il 39% è questa la molla principale che spinge al risparmio e agli investimenti, segue l’esigenza di accantonare per spese quotidiane (23%), l’acquisto della casa o immobile (19%), la scuola o tasse universitarie dei figli (19%) o una vacanza importante (6%). «Un risparmiatore su due pensa che l’industria degli investimenti non metta al centro i suoi interessi. Se vogliamo ricostruire tale fiducia, dobbiamo sederci accanto all’investitore sullo stesso lato del tavolo. Dobbiamo smettere di parlare di prodotti e iniziare a parlare di portafogli personali definiti sulla base dei suoi obiettivi specifici. Dobbiamo informare di più e meglio gli investitori», spiega David Goodsell, executive director di Natixis Global Asset Management. E non solo le reti di consulenti finanziari o i gestori, ma anche il private banking è in prima fila su questo fronte. «Banca Generali è uno degli operatori che per primo ha costruito un modello di consulenza sui bisogni del cliente. Saper individuare l’obiettivo e il target specifico dei propri interlocutori è infatti uno dei focus che sono alla base dell’evoluzione delle recenti soluzioni. La società si è attivata dapprima allargando lo spettro di servizi alla sfera complessiva del patrimonio, contemplando quindi anche soluzioni di wealth management come il real estate, il corporate finance per imprese e le sfide successorie, e poi costruendo applicazioni e piattaforme su misura, in grado di valorizzare il valore e il contributo della consulenza stessa», spiega Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali .

Il gruppo guidato dal direttore generale Gian Maria Mossa dispone di una serie di app legate a ciascun segmento di analisi, in modo da gestire in mobilità le elaborazioni delle informazioni. «L’ultima novità è rappresentata dall’app Portafoglio, che consente simulazioni annoverando anche il patrimonio presso terzi. L’aspetto innovativo riguarda poi la capacità di interazione della stessa all’interno di una piattaforma avanzata che cura la situazione del cliente, dialogando tra le varie funzioni», prosegue Ragaini.

Anche Azimut è molto attiva su questo fronte. «Oltre alla formazione e agli strumenti della finanza comportamentale, i consulenti, e dunque i clienti, possono contare su un servizio di analisi che consente di ottenere un quadro complessivo del proprio patrimonio finanziario e di impostare le scelte di investimento per esigenze, propensione al rischio e orizzonte temporale, oltre che sui servizi di advisory evoluta, Max e Max Fund, i quali attraverso una piattaforma dedicata diventano strumenti operativi con cui il cliente può ragionare per obiettivi», afferma Paolo Martini, co-direttore generale di Azimut Holding. Il gruppo presieduto da Pietro Giuliani sta lavorando per arricchire con nuovi servizi a disposizione dei consulenti tutta la piattaforma aperta di prodotti e servizi con approccio da multifamily office, (Azimut MyDesk).
«Nella vita i desideri e le aspettative cambiano. Investire adeguatamente nei mercati finanziari può permettere la realizzazione dei propri progetti», premette Alida Carcano, presidente della società di wealth management Valeur Investments, che ha elaborato per Milano Finanza quattro portafogli per altrettanti profili. (si vedano tabelle in queste pagine per i dettagli).

Investire per i figli. Alla nascita di un figlio, risparmiando 5 mila euro l’anno i genitori possono metterlo nella condizione di mantenersi gli studi e inserirsi così nella vita adulta. Il suggerimento è investire costantemente negli stessi titoli e di non esporsi al rischio valutari,o limitandosi a una selezione di strumenti in euro. L’esposizione azionaria prevede un investimento totale di 1.500 euro annui su tre Etf in euro (500 ciascuno). «Per la parte di reddito fisso proponiamo invece di investire 1.000 euro annui in due obbligazioni investment grade a lungo termine, 1.000 euro in un fondo che investe sulle obbligazioni corporate a livello globale e 500 euro su un Etf che riproduce l’andamento di un indice che incorpora bond europei che offrono rendimenti reali», continua Carcano.

Comprare una casa vacanza. Se il sogno è comprare una casa di vacanza tra 10 anni avendo oggi a disposizione 100 mila euro, senza accendere un mutuo, il traguardo può essere più complicato ma non impossibile da raggiungere. «Con queste premesse si deve ricercare rendimenti parecchio elevati, superiori ad almeno l’8% di tasso di crescita annuo. Per ottenere un risultato simile l’investitore deve essere cosciente del fatto che si sta assumendo parecchi rischi», avverte Carcano. Una possibile proposta di asset allocation prevede una doppia composizione: un’esposizione del 25% su alcuni fondi obbligazionari e la parte restante sulle azioni, investendo il 20% del portafoglio su fondi azionari a gestione attiva, il 35% su Etf e il 10% su singole azioni, oltre a un 10% in un fondo alternativo.

Un assegno di scorta. L’ipotesi di partenza è che si possano risparmiare 2.500 euro all’anno con un orizzonte temporale di 40 anni, considerando un giovane che si affaccia oggi nel mondo del lavoro. «Un profilo di questo genere richiede un piano di accumulo conservativo», afferma Carcano, che consiglia di investire 2 mila euro annui equamente suddivisi su tre fondi obbligazionari globali dall’orientamento più o meno aggressivo e i restanti 500 euro su un fondo azionario che investa in titoli orientati nei trend del futuro, come la robotica o i nuovi sistemi di sicurezza.

Vivere di rendita puntando al 4% annuo. Un tesoretto di 500 mila euro da far fruttare per integrare l’assegno della previdenza pubblica e permettersi qualche spesa in più senza intaccare il capitale. «Per questo profilo abbiamo elaborato un’asset allocation bilanciata tra la parte reddituale e la parte crescita», aggiunge Carcano. Una metà, 250 mila euro, può essere investita nel settore obbligazionario. In quest’ambito Valeur propone due alternative: un’esposizione in singole obbligazioni o nei fondi obbligazionari globali già elencati per i precedenti profili. «La scelta tra le due alternative è equivalente ed è più orientata alla preferenza personale dell’investitore. Per un risparmiatore tradizionale, amante del flusso cedolare, la prima è preferibile, viceversa per chi preferisce investimenti più diversificati è consigliabile la seconda. Naturalmente anche la combinazione delle due opzioni è un’ottima possibilità», nota Carcano. Che per il restante 50% del portafoglio predilige un’ampia diversificazione nell’azionario globale attraverso Etf e titoli di società europee con elevato dividend yield. «Infine suggeriamo due fondi alternativi che, essendo poco correlati con il resto dei titoli in portafoglio, aumentano la redditività e riducono il rischio», conclude Carcano. (riproduzione riservata)
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