Consulenti protagonisti nella pianificazione dei progetti
Il welfare aziendale, soprattutto dopo gli interventi della legge di Stabilità, nel corso del 2016, ha segnato il passo rispetto al passato. E con la prossima Manovra finanziaria potrebbe prendere la volata, grazie alle misure migliorative dell’impianto attuale. Per i Consulenti del lavoro si profila un ruolo sempre più strategico in questa materia in considerazione del fatto che questo nuovo welfare non è più solo un’occasione per le grandi aziende. Ma ben si addice anche a quelle realtà medio-piccole con cui ogni giorno il Consulente si confronta. Il welfare integra risorse, prestazioni e servizi che il pubblico non sempre riesce ad assicurare ed e generalmente inteso come l’insieme di benefits e servizi forniti dall’azienda ai propri dipendenti al fine di migliorarne la vita privata e lavorativa, partendo dal sostegno al reddito familiare, allo studio, alla genitorialita, alla tutela della salute, tempo libero e agevolazioni di carattere commerciale. Per arrivare a quella migliore produttività in grado di accelerare la ripresa, il consulente del lavoro, dotato di competenze specifiche in tema lavoristico e fiscale, può svolgere un rilevante ruolo di motore nell’attivazione di progetti welfare aziendali. Il professionista, assumendo un ruolo strategico, sarà infatti in grado di proporre un coinvolgimento attivo di tutti gli attori, da un lato diffondendo le pratiche e sensibilizzando i datori di lavoro circa i benefici sociali ed economici (diminuzione del costo del lavoro e minor pressione fiscale sui dipendenti), dall’altro gestendo la creazione di piani personalizzati di welfare aziendale. La volontà del Governo di favorire lo sviluppo del welfare aziendale pare confermata anche per l’anno 2017. Stante alle prima bozza della legge di Stabilità per il 2017, che dovrà concludere il suo iter parlamentare entro il 31 dicembre, viene infatti prevista l’allargamento della platea dei destinatari di premi decontributi (reddito nell’anno precedente sino a 80.000 oggi invece fino a 50.000) ed elevazione sino a 4.000 delle somme detassabili. La legge di Stabilità interviene anche aggiornando e integrando l’art. 51 Tuir. In particolare, dispone che non concorrono a formare reddito «le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’art. 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari». Le modifiche ampliano e meglio definiscono i servizi di educazione e istruzione fruibili dei familiari dei dipendenti.
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