PREVIDENZA

Autore: Maria Elisa Scipioni e Silvin Pashaj
ASSINEWS 348 – gennaio 2023

Nel quadro del progressivo incremento dei requisiti contributivi, la valutazione di tutte le contribuzioni accreditate durante la propria vita lavorativa diventa imperativa per ottenere una pensione. Basta considerare, ad esempio, la pensione di anzianità: nel lontano 1992 si poteva ottenere con 35 anni di contribuzione, ora ne richiede quasi 43 (8 anni in più) e tra circa 20 anni supererà quota 45 anni.

Riepiloghiamo molto succintamente le principali alternative di coordinamento, che abbiamo visto approfonditamente nei precedenti appuntamenti, a disposizione per il riconoscimento dei contributi accreditati.

Totalizzazione
L’istituto, introdotto nel 1995, in affiancamento al nuovo calcolo contributivo delle pensioni, è stato modificato e ampliato da più interventi a seguire, il più importante di essi il decreto 42/2006.
La riforma del 2012 ha abbattuto un’ultima restrizione della totalizzazione, includendo tutti i periodi di attività ad enti diversi, a prescindere dall’anzianità contributiva accreditata nei singoli spezzoni (prima erano necessari almeno tre anni).

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