Carlo Giuro
La previdenza complementare cerca di affrontare il delicato frangente economico che caratterizza il periodo attuale e guarda al futuro per nuovi, ulteriori sviluppi. MF-Milano Finanza ne ha parlato con Fabio Cappuccio, direttore generale di Previmoda, fondo pensione complementare a capitalizzazione per i lavoratori dell’industria tessile-abbigliamento, delle calzature e degli altri settori del sistema moda.
Domanda. Quali le principali caratteristiche di Previmoda?
Risposta. Il patrimonio in gestione ammonta a 1,5 miliardi di euro e gli attuali iscritti sono circa 61 mila, mentre le aziende sono 3 mila circa. Tra le principali offerte che caratterizzano Previmoda ci sono la polizza assicurativa che riconosce una somma all’iscritto in caso di invalidità permanente o agli eredi-beneficiari in caso di decesso, la possibilità di iscrivere i familiari fiscalmente a carico e,tra le opzioni di investimento, la possibilità di scegliere per il profilo life cycle.
D. Come si stanno mostrando gli effetti della crisi in corso sul saldo delle adesioni di quest’anno?
R. Nel 2022 riscontriamo un saldo positivo, in controtendenza rispetto ai due anni precedenti dove a causa della pandemia non abbiamo potuto svolgere la nostra consueta attività di promozione. Al momento gli indicatori sulle contribuzioni al fondo sono in linea con gli anni precedenti così come non riscontriamo differenze significative rispetto a richieste di anticipazioni o riscatti. In questo delicato contesto il fondo si è attivato con la predisposizione di apposite news, pop-up e banner sul sito web e l’organizzazione di webinar.
D. Come state fronteggiando la volatilità dei mercati e l’inflazione?
R. Negli ultimi tre anni abbiamo intrapreso insieme ad altri fondi pensione due percorsi denominati Progetto Iride -private equity- e Progetto Zefiro -private debt- allo scopo di migliorare la redditività attesa e aumentare la probabilità di conseguire gli obiettivi previdenziali prefissati, di incrementare la diversificazione delle fonti di rendimento e la decorrelazione delle attività finanziarie che compongono il portafoglio oltre che a contribuire alla crescita economica e occupazionale italiana. Attualmente, sempre in sinergia con altri fondi, abbiamo lanciato un terzo progetto sulle infrastrutture denominato Vesta che si concluderà entro la fine dell’anno.Infine, in questo periodo il fondo sta procedendo con la periodica attività di revisione dell’asset allocation strategica dei comparti Smeraldo Bilanciato e Rubino Azionario. Tale attività dovrebbe concludersi nei primi mesi del prossimo anno.
D. Uno degli effetti della fiammata inflazionistica è il confronto che un lavoratore è portato a condurre tra rivalutazione del tfr e rendimenti del fondo. Come vi state muovendo?
R. Purtroppo quest’anno il confronto tra il rendimento del fondo e il tfr sarà sicuramente a favore di quest’ultimo perché si rivaluta in base all’inflazione. Ricordiamo sempre all’iscritto che l’investimento nel fondo pensione non deve essere valutato nel singolo anno, ma nel lungo periodo, e se prendiamo il nostro iscritto tipo dall’avvio del fondo -luglio 200- o negli ultimi 10 anni nel confronto il fondo ne esce sempre vincente. Infine, indipendentemente dall’andamento dei mercati l’iscritto a Previmoda ha vantaggi certi: contributo azienda, deducibilità fiscale e tassazione agevolata delle prestazioni al pensionamento.
D. Voi siete tra i pionieri del life cycle. Qual è la vostra esperienza?
R. Lo abbiamo lanciato nel 2010 e oggi è associato al profilo circa l’11% del totale degli iscritti. L’esperienza è positiva, in quanto gli iscritti sono in maggioranza giovani -circa 50%- e una volta entrati nel profilo ci rimangono fino alla fine della carriera lavorativa in quanto hanno deciso di affidarsi al fondo nella gestione dei loro risparmi.
D. E sul Garantito?
R. I ribassi sui mercati stanno incidendo in modo negativo sulla performance del comparto. Come fondo ci confrontiamo periodicamente con il gestore per cogliere le opportunità che il mercato offre, spiegando gli iscritti che il comparto ha un orizzonte temporale di circa cinque anni e le scelte d’investimento vengono effettuate dal gestore conformemente alla durata della convenzione.
D. Che sinergie avete attivato tra previdenza e sanità integrativa?
R. Nel 2017 abbiamo avviato sinergie con il fondo Sanimoda, che riguardano la sede comune, un ufficio promozione comunicazione congiunto, la campagna promozionale, una rete di referenti aziendali unica e dal prossimo rinnovo degli organi le elezioni congiunte.Sicuramente i risultati più significativi arrivano dalle assemblee nelle aziende in quanto, grazie al fatto che l’adesione al fondo sanitario è obbligatoria, rispetto al passato abbiamo la presenza di quasi tutti i lavoratori alle riunioni con la possibilità di far conoscere i vantaggi legati all’adesione a Previmoda.
D. Cosa si sente di suggerire al governo per rilanciare la previdenza complementare?
R. Sarebbe necessario intervenire in modo deciso introducendo, soprattutto per i neoassunti e i giovani, l’adesione automatica al fondo pensione collettivo di riferimento con il tfr e la quota minima di contribuzione a carico del lavoratore e dell’azienda, prevedendo la possibilità di un eventuale recesso entro un determinato periodo. L’esperienza dell’automatic enrolment introdotta dal governo inglese nel 2012, che prevede di ripetere l’operazione di adesione automatica ogni tre anni fintantoché lo stesso rimane un potenziale aderente, ha portato a un aumento significativo del tasso di adesione. (riproduzione riservata)
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