Unicredit, Orcel scopre le carte

OGGI L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA BANCA PRESENTERÀ IL NUOVO PIANO STRATEGICO
di Giacomo Berbenni
Oggi l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, alzerà il velo sul nuovo piano strategico dell’istituto. Al centro ci sono elementi come semplificazione, digitalizzazione, forte attenzione alla voce dei ricavi e una gestione del rischio con approccio prudente, oltre alla razionalizzazione degli accordi assicurativi. Recentemente Orcel aveva spiegato che punterà a «fornire una crescita redditizia corretta per il rischio, con l’obiettivo prioritario di ottenere rendimenti sostenibili al di sopra del costo del capitale durante tutto il ciclo».

Uno degli strumenti per raggiungere questo traguardo, proseguiva il capo azienda, è quello di «un’organizzazione più semplice e più potente, pienamente responsabile della dimostrazione di una chiara disciplina sui costi, nonché una rinnovata attenzione alla crescita dei ricavi netti, ovvero i ricavi meno gli accantonamenti per perdite sui prestiti, e l’efficienza del capitale». Sul fronte commerciale Unicredit sta armonizzando i segmenti di clientela nelle principali aree geografiche e rivedendo il catalogo globale di prodotti e servizi per garantire un’offerta scalabile. Per quanto riguarda l’area digitale, Orcel ha nominato un team di leadership che promuoverà una partnership tra regioni e segmenti di business. L’obiettivo è incorporare tecnologia e dati nel tessuto aziendale, rendendolo centrale per ogni decisione e scelta strategica.

Il banchiere prevede l’avvio del buyback da 652 milioni di euro nel quarto trimestre, che ha registrato un buon avvio. Il futuro assicurativo, inoltre, passa per una razionalizzazione delle alleanze: «Non credo nelle fusioni tra banche e assicurazioni, il business model e i clienti sono molto differenti, ci possono essere tuttavia solide partnership a lungo termine».

Al centro del taglio dei costi ci sono anche, secondo indiscrezioni di mercato, 3 mila esuberi a livello di gruppo su un totale di 87 mila dipendenti. Alle uscite volontarie con scivolo corrisponderanno nuove assunzioni. In Italia, dove lavorano 36.200 addetti, gli accordi sindacali prevedono un neo assunto ogni due esuberi e lo schema dovrebbe essere confermato.
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