Rassegna Stampa assicurativa 6 dicembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


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I parametri ministeriali per i compensi dei professionisti si avvicinano sempre di più al sistema delle tariffe, abolito dal combinato disposto della legge Bersani (legge 248/2006) e della legge 27/2012 (governo Monti). Questo grazie a una serie di provvedimenti approvati dai governi negli ultimi anni. Primo tra tutti la norma sull’equo compenso, che cita espressamente i parametri come punto di riferimento (e che sarà applicata, come affermato dal ministro del lavoro Andrea Orlando, nei bandi attivati nella cornice del Pnrr). Ma non solo, visto che i parametri sono presi a modello per definire la soglia di detraibilità dei compensi percepiti dai professionisti per le pratiche legate al 110% e agli altri bonus edilizi.
Nel caso di dichiarazione di estinzione del reato a seguito d’intervenuta prescrizione il procedimento proseguirà in sede civile per l’accertamento e la quantificazione dei danni conseguenti all’illecito penale. Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza n.43690/2021 depositata il giorno 29/11/2021.
Violazione da parte dell’Italia di norme comunitarie (art.6 par.1 Cedu, art. 1 Protocollo n.1 ed art. 13 Cedu) in caso di mancata esecuzione di sentenza definitiva per risarcimento danni a seguito di trasfusione. Così la Corte europea dei diritti dell’uomo con sentenza 24 settembre 2021 (Mastroianni e Toscano contro Italia). Integra la violazione dell’art. 6, par. 1, Cedu, sotto il profilo del diritto di accesso ad un tribunale, e dell’art. 1 Prot. n. 1, relativo al diritto al rispetto dei propri beni, la mancata esecuzione della decisione che aveva disposto a favore dei ricorrenti un indennizzo per i danni subiti a seguito di una trasfusione di sangue infetto.
Spese processuali: il giudice dell’appello può decidere ex officio una loro modifica solo nelle ipotesi o di riforma, totale o parziale, della sentenza impugnata, ovvero se esse siano state oggetto di uno specifico motivo di impugnazione; altrimenti, non può far nulla.
Con l’emergenza sanitaria è cresciuto l’interesse verso le polizze vita. Orientarsi tra questi prodotti non è sempre semplice: sul mercato, infatti, sono presenti molte soluzioni diverse. Tra gli aspetti da considerare quando si sceglie una polizza che a fronte della scomparsa prematura dell’assicurato eroga ai beneficiari una somma di denaro ci sono il capitale assicurato e la durata, l’età, la professione, la presenza di malattie pregresse, la possibilità di attivare garanzie aggiuntive come l’invalidità permanente.
La finanza alternativa al credito bancario, o complementare per certi versi, esce dalla nicchia e punta quasi al raddoppio. Solo nei primi sei mesi di quest’anno, grazie a strumenti come l’invoice trading, i minibond, ma soprattutto private equity e venture capital, nelle casse delle imprese sono arrivati 1,98 miliardi di euro (+91% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). E calcolando i risultati del secondo semestre del 2020 (2,25 miliardi di euro), tra luglio 2020 e giugno 2021, sono stati 4,23 i miliardi di euro erogati, in aumento del 58% rispetto a un anno fa: erano 2,67 i miliardi di euro veicolati nel periodo luglio 2019-giugno 2020 e 2,56 in quello precedente (un ritmo che ora caratterizza il semestre).
Boom di insolvenze in Europa: più di una fattura su due non è saldata nei tempi. Infatti, nell’ultimo anno, il numero di fatture commerciali che non sono state onorate alla scadenza è cresciuto del 13%, superando il 53% del totale rispetto al 47% del 2020. Stesso trend per i crediti inesigibili, arrivati a toccare il 10% del valore totale delle fatture emesse rispetto al 7% di un anno fa.
Il 36% delle imprese italiane, con fatturato che varia dai 5 ai 50 milioni di euro, presenta un rating con profilo di rischio elevato. Ma la situazione rischia di peggiorare. Il dato, infatti, si mantiene in linea con quello registrato nell’anno precedente, ma va confermato alla fine dell’efficacia delle misure emergenziali adottate dal governo, ossia il definitivo sblocco dei licenziamenti e la conclusione delle moratorie garantite dallo stato. È quanto emerge dal report curato dall’osservatorio di Studio Temporary Manager, che ha elaborato i bilanci del 2020 depositati presso la Camera di commercio di circa 69 mila imprese italiane, fotografando lo stato di crisi delle aziende e dividendole in categorie con rating positivo e critico.
  • Pmi, il 38% è senza copertura
Polizze assicurative, queste sconosciute. Causa la bassa percezione di rischio, inferiore rispetto alla media delle aziende europee, più di 1,5 milioni di Pmi, il 38% circa, non sono assicurate. Per superare il gap bisogna puntare su digitalizzazione, servizi a valore aggiunto, polizze a copertura dei rischi cyber e assicurazioni mirate. Secondo lo studio «Next Level for Insurance – Sme segment», realizzato da Crif (azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information), Italian insurtech association (Iia) e Nomisma, infatti, solo il 62% delle Pmi italiane dispone oggi di una copertura assicurativa, sebbene nell’ultimo anno la percezione del rischio sia aumentata per 7 imprese su 10.

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  • E’ nelle mani degli “altri” soci la partita del nuovo cda di Generali
Vanguard e BlackRock, fondi pensione, il governo norvegese e alcuni “salotti” nazionali. Ecco chi sono gli azionisti che schierandosi con Mediobanca o con Caltagirone-Del Vecchio decideranno la governance della società
  • Se il consiglio nomina sé stesso erede universale
La vicenda delle Generali ha reso d’attualità un tema a lungo riservato agli addetti ai lavori: se sia giusto che gli amministratori a fine mandato propongano all’assemblea una lista di candidati. Servirebbero accorgimenti per evitare i rischi di autoreferenzialità, opacità e disparità tra i diversi azionisti
  • Pochi microchip, il breve termine frena
Mancano all’appello circa 80mila macchine per il 2022. Si allungano i tempi di consegna da parte dei costruttori

  • Rischio «clima», un peso di 48 miliardi sull’azienda italia
Le imprese italiane sono esposte per 48 miliardi di debiti associati a un’alta vulnerabilità a eventi fisici come frane e alluvioni, legati al cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti. E, di questi, quasi sei miliardi afferiscono ad aziende finanziariamente deboli che potrebbero non avere le risorse per prevenire questi eventi. Queste cifre si aggiungono agli oltre 67 miliardi di debiti che il Cerved ha calcolato che pesano sulle spalle delle aziende a rischio default. Il rischio climatico, come ricorda anche la Bce, che l’ha inserito di recente nei fattori da monitorare nel Meccanismo di vigilanza europeo, si è inesorabilmente trasformato anche in rischio finanziario. E questo cambia le regole del gioco. «Un’azienda con un rischio creditizio basso, ad esempio, potrebbe presentare dei rischi anche di natura diversa da quella economico-finanziaria, che le banche o i finanziatori potrebbero non considerare se utilizzassero solo una valutazione tradizionale», spiega Andrea Mignanelli, ceo del gruppo Cerved, tra i maggiori information provider italiani e una delle principali agenzie di rating in Europa, impegnata su risk e marketing intelligence e credit management.
  • La polizza per le famiglie che si scarica con un’app
Offrire una polizza modulare e flessibile da poter acquistare in completa autonomia online, da un’app scaricabile su smartphone o tramite la rete di intermediari. Nel 2015 Prima Assicurazioni è entrata nel mercato ramo danni con l’obiettivo di conquistarsi uno spazio significativo nel mondo delle polizze auto, moto e furgoni. Oggi ha oltre 1,5 milioni di clienti attivi a giugno 2021 (+105% su base annua), che a fine anno potrebbero arrivare a 2 milioni.

  • La nuova Irpef rafforza le detrazioni dei pensionati
  • Risarcimento ridotto se l’Ata è imprudente

Handelsblatt

 

  • Passi giusti, mancanza di trasparenza: gli analisti cautamente positivi sulla nuova strategia di Allianz
La nuova strategia triennale di Allianz ha ricevuto solo pochi elogi dagli analisti. “L’outlook che il CEO di Allianz Oliver Bäte ha dato per la sua azienda ha soddisfatto le aspettative del mercato dei capitali, ma non ha fornito alcun nuovo impulso”, dice Ingo Speich, gestore di fondi presso Dekabank, valutando le dichiarazioni. La casa di fondi delle casse di risparmio è uno dei maggiori azionisti istituzionali di Allianz. Alcuni dei suoi colleghi condividono l’opinione di Speich. La loro reticenza è anche dovuta alla continua mancanza di chiarezza sui possibili pagamenti per le strategie fallite degli hedge fund negli Stati Uniti. Con il motto “Simplicity at Scale”, Allianz ha presentato venerdì il suo piano strategico fino al 2024. Il CEO Bäte e altri top manager avevano presentato gli obiettivi aziendali e finanziari in un programma di quattro ore. Si trattava del potenziale che Allianz, a differenza di molti nel settore, vede nelle assicurazioni sulla vita, una migliore efficienza del capitale, un dividendo in continuo aumento e ulteriori acquisti di azioni.