Rassegna Stampa assicurativa 17 dicembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Exor venderà Partner Re a Covéa per 7,8 miliardi di euro. Ieri la holding della famiglia Agnelli-Elkann e la compagnia francese hanno raggiunto un accordo definitivo riguardo alla cessione della società di riassicurazione con sede alle Bermuda. Una volta ottenuto il via libera dalle autorità di regolamentazione e di concorrenza, l’operazione dovrebbe concludersi a metà del 2022, sulla base del valore consolidato del patrimonio netto di PartnerRe certificato al 31 dicembre 2021.
Luce verde alla possibile estensione di un anno dei benefici fiscali per i cosiddetti Pir alternativi. Il governo ha dato parere positivo all’emendamento alla legge di Bilancio, presentato dalla senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti, che estende al 31 dicembre 2022 il termine per effettuare gli investimenti godendo del credito d’imposta, oggi limitato fino alla fine di quest’anno per i piani costituti dallo scorso gennaio.
Le 12 compagnie di assicurazioni italiane che hanno partecipato agli ultimi stress test delle autorità Ue hanno mostrato risultati «in linea con quelli del campione europeo e indicano che il mercato italiano rimarrebbe solvibile anche in presenza di shock particolarmente severi».

Carenza strutturale di risorse a disposizione, lentezza dei processi decisionali, limitato effetto dei poteri commissariali, scarsa capacità progettuale e programmatoria delle regioni; soltanto 2,5 miliardi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) destinati al dissesto idrogeologico. Sono questi alcuni dei punti messi al centro dell’indagine svolta dalla Corte dei conti (deliberazione 18 ottobre 2021, n. 17/2021/G) della sezione controllo amministrazioni dello Stato sugli interventi delle amministrazioni statali per la mitigazione del rischio idrogeologico. E, in particolare, sul piano «ProteggiItalia» che ha definito un quadro unitario di tutte le misure di contrasto al dissesto idrogeologico, distinguendo gli interventi di natura emergenziale da quelli preventivi, manutentivi e organizzativi.
Per le società che eseguono interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento, il sismabonus e l’ecobonus spettano limitatamente al volume presente all’inizio dei lavori. Per entrambi gli interventi, inoltre, ai fini della determinazione delle soglie di spesa, si deve considerare esclusivamente le unità esistenti all’inizio degli interventi. Così l’Agenzia delle entrate nella risposta 814/2021 a un interpello avente per oggetto gli interventi di cui agli art. 14 (ecobonus) e 16 (sismabonus) del dl 63/2013.
Trenta giorni di tempo. Il comune deve sbrigarsi a tirar fuori il fascicolo con la licenza edilizia a suo tempo concessa per il rifacimento del tetto dello stabile: vuole vederlo il proprietario dell’immobile al piano di sotto, che intende ristrutturare l’appartamento con il superbonus 110%. E gli incentivi così generosi per l’efficienza energetica non resteranno in vigore in eterno. L’istante, dunque, risulta titolare di un interesse diretto, concreto, attuale e pure strumentale all’ostensione dei documenti richiesti all’amministrazione. È quanto emerge dalla sentenza 8968/21, pubblicata dalla sezione seconda bis del Tar Lazio.
  • Calamità, 93 mld pagati dalle assicurazioni nel ‘21
È in crescita il costo delle catastrofi naturali: il 2021 è il quarto anno più costoso per le compagnie di assicurazione dal 1970. Inondazioni in Germania, e in Belgio, tempeste negli Stati Uniti, ondate di gelo in Texas. Le calamità naturali stanno aumentando costantemente, e per ora sono costate 250 miliardi di dollari alle economie complessivamente secondo Swiss Re. Un ammontare salito del 24% rispetto al 2020.

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  • Insurance Online a Lynx
Lynx acquisisce Insurance Online. È la prima acquisizione dall’ingresso, a metà novembre, del fondo Fsi di Maurizio Tamagnini. Lynx, dei fratelli Matteo e Federico Moretti (hanno il 50,1%, il resto è di Fsi), ha rilevato l’80 per cento di Insurance Online.

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  • Carige, il Fondo interbancario dice no alla richiesta di Bper “Ricapitalizzazione eccessiva”
 “Non possumus”, non possiamo. Lo Schema volontario del Fondo interbancario di garanzia dei depositi, azionista all’80% di Carige, per ora ha rispedito al mittente l’offerta non vincolante di Bper, che prevedeva una ricapitalizzazione preventiva di un miliardo e il pagamento di un euro simbolico per acquisire l’88,3% dell’istituto ligure (l’8,3% è di Cassa centrale banca), cui avrebbe fatto seguito il lancio dell’opa sul flottante, con un esborso intorno ai 70 milioni. La motivazione del Fondo è che «il livello di ricapitalizzazione richiesto non risulta conforme alle previsioni statutarie dell’articolo 35 dello Statuto relative agli interventi del tipo in questione». Il miliardo, insomma, supera i vincoli che il Fondo si è dato, proprio per non essere coinvolto in maniera preventiva in ricapitalizzazioni preventive troppo onerose. Lo Schema volontario ha già erogato circa 700 milioni nella banca ligure e, pur considerando la flessibilità prevista dallo Statuto (per quest’anno sono a disposizione grosso modo 500 milioni, incrementabili di un altro 20%), un miliardo resta una cifra proibitiva. Per questo, prima ancora di entrare nel merito («la manifestazione di interesse presenta termini e condizioni da approfondire») il Fondo ha bocciato la proposta.

  • Exor, firmata la cessione di PartnerRe a Covea
Diventa vincolante e quindi definitivo l’accordo per la vendita a Covea di PartnerRe da Exor, la holding della famiglia Agnelli. Il consiglio dei lavoratori della società di mutua assicurazione francese ha approvato l’operazione che prevede l’acquisizione di PartnerRe per 9 miliardi di dollari (7,8 miliardi di euro). Le azioni privilegiate emesse da PartnerRe e quotate sul Nyse non fanno parte della proposta di acquisizione.
  • Effetto pandemia sui liberi professionisti: chiuse 38mila attività
Sos dal lavoro autonomo. Dal 2009 sono 800mila i lavoratori indipendenti che hanno chiuso l’attività. Finora, all’interno del segmento, i professionisti erano andati in controtendenza, ma la pandemia ha obbligato molti studi a gettare la spugna: nel 2020 si sono persi 154mila posti di lavoro indipendente e di questi 38mila sono liberi professionisti (-2,7%). La contrazione, per i liberi professionisti, arriva al termine di un decennio di forte crescita, con oltre 250mila ingressi. Tuttavia, anche per i liberi professionisti il risultato negativo, con la crisi pandemica, non può essere letto come una semplice svista nel percorso. Si tratta invece di un preoccupante segnale di debolezza del comparto. L’allarme arriva dal VI rapporto sulle libere professioni, curato dall’Osservatorio di Confprofessioni, la confederazione delle sigle sindacali delle attività ordinistiche, presentato ieri a Roma nel Parlamentino del Cnel.

Handelsblatt

 

  • La responsabile del digitale di Swiss Re sale al consiglio di amministrazione
L’esperta di fintech spodesta un ex manager delle telecomunicazioni dal consiglio del riassicuratore. Ora si occupa di tutti gli argomenti di tecnologia.