Rassegna Stampa assicurativa 14 dicembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Oggi il consiglio di amministrazione delle Generali si riunisce per varare il piano strategico al 2024. Domani il piano, come di consueto, sarà presentato nell’Investor Day. Non è però una circostanza ordinaria perché questa programmazione si colloca nel quadro di quella che è stata chiamata la «battaglia delle Generali», la quale vede da un lato l’amministratore delegato Philippe Donnet, sostenuto da Mediobanca, dall’altro il patto di consultazione Del Vecchio-Caltagirone-Fondazione Crt in una posizione fortemente critica.
Dopo la pausa dell’anno pandemico, nel primo semestre del 2021 gli utilizzi illeciti di dati personali e finanziari per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione di non rimborsare il finanziamento o di non pagare sono stati 12.197: un incremento annuo dell’8,7%.
Prosegue il rafforzamento di Leonardo Del Vecchio nel capitale delle Generali. Secondo alcuni filing model di internal dealing depositati ieri, tra l’8 e il 9 dicembre scorso Delfin – holding d’investimento che fa capo all’imprenditore di Agordo – ha rilevato sul mercato poco più di un milione di azioni della compagnia triestina (lo 0,06% circa), portando la propria partecipazione complessiva nel Leone al 6,3%.
Lo stop alla privatizzazione sarà solo temporaneo per Mps e i banchieri italiani si aspettano che il processo possa ripartire nel corso del prossimo anno mettendo finalmente in moto il consolidamento del sistema. Questo il messaggio emerso ieri nel corso del 126° Consiglio Nazionale della Fabi, il maggior sindacato del credito. Come ogni anno, la kermesse è stata un’occasione d’incontro per dirigenti sindacali e segretari delle principali sigle ma anche per i ceo delle grandi banche.
  • Ivass torna a dichiarare guerra alle polizze dormienti
Anche per il 2021 contro il fenomeno delle polizze vita dormienti l’Ivass offrirà alle compagnie d’assicurazione un servizio d’incrocio tra i codici fiscali degli assicurati italiani e i dati sui decessi disponibili all’Anagrafe Tributaria. Lo scrive l’Autorità in una lettera al mercato firmata da Riccardo Cesari, membro del direttorio guidato da Luigi Federico Signorini. Il servizio dell’Ivass è offerto a tutela degli assicurati per ridurre il fenomeno delle polizze dormienti, ossia scadute ma non liquidate ai beneficiari. Nella lettera al mercato si ricorda che le assicurazioni devono effettuare, entro il 31 dicembre di ogni anno, la verifica dell’esistenza in vita degli assicurati di polizze vita o infortuni. Per effettuarla è previsto che le assicurazioni potranno accedere all’Anpr, l’anagrafe nazionale della popolazione residente, di recente divenuta operativa. In attesa di conoscere le modalità d’accesso da parte delle compagnie, scrive in sostanza Cesari al mercato, l’Ivass ha deciso di offrire nuovamente questo servizio che contribuirà a evitare il formarsi di nuove polizze dormienti.
  • PMI senza protezione
In Italia quasi un’impresa s due non è assicurata. Tra le coperture meno richieste quella per cyber risk (9%) e per interruzioni di attività (8%). E’ quanto emerge dallo studio CRIF-IIA e Nomisma
  • Case italiane poco coperte? Un limite dell’offerta
Chilemi (Vittoria): “Puntare su pay per use, hi-tech, multirischio e tutele per ambienti e persone
  • Una polizza per aiutare gli eredi
In Italia 8,9 milioni di over 65 contribuiscono economicamente alle famiglie di figli e nipoti (Censis). Con il risparmio assicurativo si offre un sostegno prospettico
  • Nuove tutele per autisti e corrieri Uber. Un esempio per il settore?
E’ l’effetto dell’accordo sottoscritto da Allianz Partner e Uber per offrire nuove tutele ai lavoratori delle popolari app a partire da gennaio 2022
  • Rc auto, sempre più acquisti effettuati da smartphone
Nei primi dieci mesi quattro persone su dieci tra coloro che hanno stipulato una polizza on line hanno acquistato l’rca, moto o furgone dal proprio telefono. E’ quanto emerge dall’osservatorio di Prima Assicurazioni
  • Uno scenario sempre più open
Secondo l’IIA le aziende non del settore che vendono assicurazioni sono passate in tre anni da 23 a 120. I player dall’hi-tech e le polizze embedded cambiano il mercato

A circa un mese dalla presentazione della domanda di sostegno, Agea ha provveduto a stilare un elenco di 103.315 beneficiari di contributi pubblici concessi per la sottoscrizione di polizze agevolate, per la copertura dei danni arrecati da eventi atmosferici, epizoozie e fitopatie, infestazioni parassitarie e emergenze di tipo ambientale. La lista dei beneficiari è contenuta nella circolare Agea n. 83679 del 9 dicembre 2021.

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  • «La spinta del piano industriale, la governance per tutti i soci»
Presidente super partes e attento alle regole, Gabriele Galateri di Genola sa che in Generali il quadro è complesso sia dal punto di vista del mercato — lo testimoniano le sfide del piano industriale che il ceo Philippe Donnet presenterà domani — sia della governance, con soci contrapposti. «Dal punto di vista macroeconomico, il 2021 è stato un anno straordinario, con luci e ombre rispetto al 2020. Abbiamo avuto i vaccini, l’economia è rimbalzata. I rischi però mi sembrano maggiori: a parte la pandemia, abbiamo l’inflazione, il clima, l’invecchiamento della popolazione. Il settore assicurativo è al centro di tutto questo. Circa il giudizio su Generali abbiamo detto che i risultati fissati all’inizio del triennio saranno realizzati, e questo nonostante il Covid».
  • Unipol, su i rating
Fitch ha alzato da «Bbb+» a «A-» il giudizio sulla forza finanziaria (Ifsr) di UnipolSai (nella foto Carlo Cimbri, presidente UnipolSai e ceo del gruppo Unipol) dopo il miglioramento del giudizio sull’Italia. In rialzo anche il giudizio Idr sul gruppo Unipol, da «Bbb» a «Bbb+».

 

  • Sicurezza   sulla rete
Dai semplici furti di password alle più complesse e potenzialmente devastanti intrusioni nei server di banche e multinazionali, la cybersecurity è una questione di sicurezza nazionale e la transizione digitale prevista dal Pnrr renderà ancora più centrale il tema della protezione dei dati. Le difese di cui l’Italia può disporre oggi per respingere attacchi informatici rappresentano in alcuni casi l’eccellenza, ma purtroppo non sono così diffuse. Per avere un’idea del rischio che comporta sottovalutare la sicurezza informatica basterebbe ricordare il maxiattacco che la scorsa estate ha paralizzato i server della Regione Lazio mandando in tilt la campagna vaccinale — uno dei tanti che ha colpito Regioni o Comuni italiani — e considerare che oltre il 90% dei server della pubblica amministrazione oggi è vulnerabile dagli hacker per via dei mancati aggiornamenti software o altre negligenze. Il dato è stato citato dal ministro per la Transizione digitale e l’innovazione, Vittorio Colao. Secondo la classifica stilata da Check Point Research, l’Italia è il secondo Paese più colpito dai cyber attacchi nell’Unione Europea, alle spalle della Spagna. Nei primi 10 mesi dell’anno gli attacchi verso enti o aziende sono aumentati del 36%, con circa 903 incursioni ogni settimana.

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  • Generali, i soci affilano le armi sul piano Donnet per la crescita
La viglia del cda Generali sul piano triennale è solo l’ultima sfida di due parti che ormai si affrontano a campo aperto. Da un anno le posizioni di Mediobanca, che sostiene l’ad Philippe Donnet, sono avversate da Caltagirone (quasi 8%), Del Vecchio (6,3%, dopo acquisti per altri 19 milioni) e Fondazione Crt (1,3%). La contrapposizione è deflagrata a settembre, quando, in un crescendo settimanale, i tre soci hanno stretto un patto di consultazione, Mediobanca ha preso in prestito da Bnp Paribas il 4,22% di Generali fino all’assemblea per aumentare il suo grip, il cda Generali s’è spaccato (otto contro quattro) sulla lista per il vertice 2022 preparata dagli uscenti, centrata sul rinnovo dell’ad in auge dal 2016. Da allora è partita l’escalation di acquisti, che ha fatto superare ai soci forti il 25%, dove scatta l’obbligo di Opa in caso di “concerto” tra loro. Mediobanca è ora al 17,22%, di fianco a De Agostini (un 1,44% già venduto, ma i diritti di voto saranno tenuti per votare Donnet). Il duo potrebbe trovare un alleato di mercato: il fondo Algebris, che svolse una delle prime campagne “attiviste” contro Generali (2007), criticando l’ad Giovanni Perissinotto. Ma nelle ultime ore il fondo guidato da Davide Serra avrebbe espresso sostegno a Donnet per come in sei anni ha migliorato solidità e redditività.

  • Attacco degli hacker ai dati della Sogin
Attacco contro il sistema informatico della Sogin, la Spa pubblica che gestisce l’eredità delle centrali nucleari. Per l’azienda, l’attacco non ha avuto effetto sulle funzionalità del sistema informatico, sulla sicurezza né sulle normali attività aziendali. Su una pagina del “dark web” un criminale informatico ha annunciato la vendita di 800 giga di dati interni alla società italiana — contratti, progetti, schemi d’impianto — ceduti per 250mila dollari nella criptovaluta Monero. Come esempio dei dati rubati, il criminale ha esibito proposte di qualifica del 2016 per la fornitura di attrezzature all’impianto Eurex di Saluggia (Vercelli). Lo stesso ricattatore il 15 luglio aveva rubato 1 tera di dati alla Saudi Aramco chiedendo 5mila dollari (o 50mila per renderli alla compagnia petrolifera).
  • Cyber attacchi, la Sanità è la più colpita: a rischio il 90% delle strutture
«Un attacco criminale e terrorista senza precedenti, potente e invasivo»: così il governatore del Lazio Nicola Zingaretti lo scorso agosto definì il clamoroso cyber attack inflitto dagli hacker alla rete informatica che si occupa delle prenotazioni dei vaccini, il portale «Salute» della Regione. Quello è stato forse il caso recente più eclatante, ma solo uno dei tantissimi cyber attacchi alla Sanità, il settore in assoluto più colpito in Italia. Anche perché si scopre che le organizzazioni sanitarie sono tra le più vulnerabili visto che quasi il 90% non impiega software obsoleti o usa dispositivi vecchi e non aggiornati. A sottolinearlo sono due studi appena pubblicati che lanciano l’allarme
  • S&P, aziende italiane fuori dal tunnel: per il 2022 il giudizio è «stabile»