Rapporto Eiopa sulla stabilità finanziaria: rischi da aumento tassi Usa e timori sostenibilità debito

Eiopa: se l’inflazione può essere un vantaggio per le assicurazioni Vita, è un problema per il ramo Danni

L’autorità europea di vigilanza sulle assicurazioni Eiopa non nasconde le proprie preoccupazioni per le possibili conseguenze dell’inflazione. Se “dovesse persistere potrebbe costituire una fonte significativa di rischio per le assicurazioni non Vita a causa delle conseguenze negative sulla loro profittabilità derivante dalla copertura potenziale dei sinistri in termini reali”, si legge nel Rapporto annuale sulla stabilità finanziaria. Secondo l’Eiopa le banche centrali potrebbero rispondere alla situazione cessando l’espansione monetaria e aumentando i tassi.

L’Authority spiega poi che “gli effetti a catena dell’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e anche le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito sovrano a lungo termine potrebbero innescare movimenti asimmetrici dei rendimenti in Europa, aumentando di fatto gli spread. Gli assicuratori sono tra i principali protagonisti del mercato delle obbligazioni sovrane, essendo vulnerabili alla volatilità dei prezzi delle obbligazioni sovrane. Attualmente, gli spread rimangono contenuti tra i titoli di Stato in Europa, ma il fatto che gli stock di debito siano aumentati notevolmente per facilitare la ripresa post-pandemia rappresenta una potenziale preoccupazione per il futuro”.

L’Eiopa spiega inoltre che se l’inflazione può portare dei vantaggi agli assicuratori Vita, diventa invece un grosso problema per il segmento Danni. Più precisamente: “Se il tasso di interesse privo di rischio si adegua all’inflazione, l’inflazione può essere vantaggiosa per gli assicuratori Vita, nella misura in cui sono caratterizzati da gap di durata negativi e passività nominali”.

Invece, il ramo Danni potrebbe essere un problema “per la potenziale copertura dei sinistri in termini reali”. Soprattutto “in termini di riserve tecniche”. Il rapporto di Eiopa spiega che i rami di attività interessati dalla ripresa dell’inflazione non possono essere facilmente isolati, “poichè gli effetti potrebbero essere potenzialmente eterogenei a seconda del particolare settore o economia”.

Inoltre, se il tasso di interesse privo di rischio si dovesse adeguare all’inflazione, potrebbe tradursi in un deprezzamento del valore patrimoniale netto per gli assicuratori Danni che tendono ad avere gap di durata positivi. Infine, l’inflazione comprende, tra gli altri, forti rischi di sottoscrizione e generazione di new business a causa della diminuzione delle capacità di risparmio e del potere d’acquisto degli assicurati.

Nel rapporto, in ogni caso, viene indicato che la maggior parte delle previsioni indicano pressioni inflazionistiche transitorie e una moderazione dell’inflazione nel corso del 2022.

L’andamento dei mercati finanziari ha influito positivamente sulla redditività degli assicuratori per la prima metà del 2021. Inoltre, i premi lordi emessi nel Vita sono aumentati del 24%, mentre la crescita del comparto Danni è stata del 14% su base annua.

Per quanto riguarda la solvibilità, il settore si conferma solido. In particolare, le imprese Vita e i compositi hanno migliorato il loro coefficiente di solvibilità nel secondo trimestre del 2021, con la media per le imprese vita passata dal 212% nel secondo trimestre 2020 al 233% nel secondo trimestre 2021 e dal 204% al 220% per i compositi. Per i Danni, invece, la mediana del requisito di solvibilità rimane stabile nel secondo trimestre del 2021 intorno al 215% rispetto all’anno precedente.

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