Quattro vie per mettersi a riposo

MANOVRA 2022/ LE OPPORTUNITÀ DI PREPENSIONAMENTO PREVISTE DALLA LEGGE DI BILANCIO
di Daniele Cirioli
Poker di misure per mettersi in pensione prima il prossimo anno: Ape sociale, opzione donna, pensione anticipata a 64 anni con 38 di contributi («quota 102») e «quota 82», attivabile con il «contratto di espansione» esteso per i prossimi due anni (2022 e 2023) alle piccole aziende, a quelle cioè con almeno 50 dipendenti (fino a fine anno il limite è di 100 dipendenti e fino al 25 maggio è stato di 1.000). A prevederlo è il ddl di Bilancio 2022, domani al passaggio finale alla camera per l’approvazione definitiva.

Un anno ancora di Ape sociale. Come ormai accade da anni, l’Ape sociale non chiuderà i battenti neppure il 31 dicembre 2021. Per un anno ancora, cioè a favore di chi compia, nel corso del prossimo 2022, 63 anni e versi in situazione di disagio economico, ci sarà la possibilità di ricevere, in attesa di maturare l’età per la pensione di vecchiaia (67 anni anche nell’anno 2022), l’erogazione di un sussidio mensile d’importo massimo di 1.500 euro lordi a carico dello stato. Tra l’altro, sono riviste le causali di accesso e viene ridotto da 36 a 32 anni il requisito dell’anzianità contributiva agli operai edili e ai ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.

Opzione donna. La misura è rosa, cioè solo a favore delle lavoratrici. Con l’approvazione della manovra 2022 potranno incrociare le braccia le lavoratrici, pubbliche e private, dipendenti o autonome, se entro il 31 dicembre 2021 hanno compiuto 58 anni d’età (59 se autonome) e almeno 35 anni di contributi. Riceveranno la pensione calcolata con il sistema contributivo dopo una “finestra” di 12 mesi (lavoratrici dipendenti) ovvero 18 mesi (lavoratrici autonome). Il personale delle scuole potrà fare domanda entro il 28 febbraio 2022.

Pensione anticipata. «Quota 100» chiuderà i battenti a fine anno. In sostituzione: la facoltà di accesso alla pensione anticipata a 64 anni con almeno 38 di contributi. La nuova facoltà è limitata a un solo anno: il 2022 (significa che età e contributi vanno entrambi maturati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022). Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022, tuttavia, potrà essere esercitato anche negli anni successivi.

Contratto di espansione. Il contratto di espansione non è una misura destinata al prepensionamento dei lavoratori, ma alla crescita e alla competitività delle imprese. Previa stipula di un accordo con il ministero del lavoro e sindacati (anche Rsa o Rsu) e in cambio di nuove assunzioni, consente all’azienda di praticare due misure di contenimento del costo del lavoro: «prepensionamento» (ossia esodo agevolato o scivolo pensionistico); riduzione dell’orario di lavoro con riconoscimento di Cassa integrazione straordinaria per un periodo massimo di 18 mesi, anche se non continuativi.

Possono avvalersi dell’uscita dal lavoro anticipata i lavoratori che: si trovino a non più di cinque anni dalla pensione di vecchiaia (67 anni anche nell’anno 2022); abbiano maturato il requisito minimo contributivo (almeno 20 anni); si trovino a non più di cinque anni dalla pensione anticipata. A conti fatti, possono avvalersi dell’opportunità di pre-pensionamento i dipendenti:

– con almeno 62 anni d’età e almeno 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia);

– con almeno 36 anni e 10 mesi di contributi (se uomini) ovvero 35 anni e 10 mesi (se donne), a prescindere dall’età (pensione anticipata).
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