Polizze agevolate, ecco 263 mln

AGEA SBLOCCA I SOSTEGNI PER LA SOTTOSCRIZIONE DI ASSICURAZIONI A COPERTURA DEI RISCHI AGRICOLI
di Ermanno Comegna
A circa un mese dalla presentazione della domanda di sostegno, Agea ha provveduto a stilare un elenco di 103.315 beneficiari di contributi pubblici concessi per la sottoscrizione di polizze agevolate, per la copertura dei danni arrecati da eventi atmosferici, epizoozie e fitopatie, infestazioni parassitarie e emergenze di tipo ambientale. La lista dei beneficiari è contenuta nella circolare Agea n. 83679 del 9 dicembre 2021.

Subito dopo è stata pubblicata la circolare contenente le istruzioni per la presentazione delle domande di pagamento che porterà nelle casse degli agricoltori che hanno aderito alle assicurazioni del raccolto, degli animali e delle piante 263 milioni di euro di fondi pubblici, in parte co-finanziati tramite l’Unione europea (Istruzioni operative Agea n. 117 del 10 dicembre 2021).

In tutto, per l’anno 2021, la dotazione finanziaria per la misura 17 del Piano di sviluppo rurale nazionale (PSRN) ammonta a 340 milioni di euro. Pertanto, il 77% della dotazione sarà utilizzata a partire dalle prossime settimane.

Ci sono ancora delle domande per le quali l’istruttoria non è ancora stata completata e 20.782 domande ammesse a finanziamento, lo sono in maniera parziale, nel senso che una parte dei contributi richiesti e sub judice e sarà ammessa a sostegno dopo che gli agricoltori interessati avranno presentato istanza di riesame e Agea completi le verifiche del caso. Le domande parzialmente in sospeso cumulano una richiesta di contributi pubblici pari a 41 milioni di euro. Pertanto, mancherebbero all’appello domande, ad oggi escluse dal finanziamento, anche di tipo parziale, per 36 milioni di euro.

E’ la prima volta dal 2015 che il sistema di gestione del rischio ed il relativo regime di aiuto tramite il quale è concesso un contributo a copertura del 70% del costo sostenuto per la sottoscrizione del contatto assicurativo (65% per le polizze che coprono solo due rischi) restituisce risultati così performanti, in termini di velocità dell’eseguire la spesa e nell’utilizzare i fondi comunitari.

Il risultato, come si legge in un comunicato del ministro Stefano Patuanelli, è ascrivibile alla novità, intervenuta nel 2021 che ha visto l’introduzione del dispositivo dei valori standard e cioè di un accorgimento tecnico che agevola sia la fase della sottoscrizione delle polizze da parte degli agricoltori e delle compagnie assicurative che quella di istruttoria successiva alla presentazione delle domande di aiuto.

Nel concreto, l’agricoltore non ha più l’onere di dimostrare la veridicità del valore assicurato aziendale e di conseguenza la congruenza dell’entità del contributo richiesto, facendo riferimento ai dati tecnici ed economici aziendali. A tale riguardo, fino al 2020, si utilizzava la media olimpica del valore della produzione assicurata calcolata con dati effettivi dell’impresa e dimostrabili degli ultimi 5 anni, scartando il valore più elevato e quello più basso.

Dal 2020 è iniziata l’era degli standard value che sono una media dei valori della produzione per ettaro, calcolata per tipologia di prodotto, per varietà e per territorio. Il Mipaaf ha pubblicato due decreti, di cui il primo per le produzioni vegetali il 28 maggio (n. 247860) ed il secondo il 2 agosto per le produzioni zootecniche (n. 351834).

L’agricoltore che utilizza tale riferimento nel contratto di polizza non è tenuto ad esibire prove a dimostrazione della corretta quantificazione. Inoltre, la pubblica amministrazione competente per le istruttorie e l’approvazione delle domande di contributo (Agea) segue una corsia preferenziale e non deve controllare la posizione di ogni singolo agricoltore, operazione questa che, peraltro, alimentava il contenzioso, con le relative lungaggini. E’ evidente, dunque, l’effetto di semplificazione, con la conseguente accelerazione della fase di concessione dei contributi a favore degli agricoltori beneficiari e della materiale erogazione dei fondi pubblici, oltre che la riduzione del carico di lavoro sulla pubblica amministrazione.
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