Pir alternativi, ok alla proroga

PARERE POSITIVO DEL GOVERNO ALLA PROPOSTA DI ESTENDERE DI UN ANNO I BENEFICI FISCALI
di Andrea Pira
Luce verde alla possibile estensione di un anno dei benefici fiscali per i cosiddetti Pir alternativi. Il governo ha dato parere positivo all’emendamento alla legge di Bilancio, presentato dalla senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti, che estende al 31 dicembre 2022 il termine per effettuare gli investimenti godendo del credito d’imposta, oggi limitato fino alla fine di quest’anno per i piani costituti dallo scorso gennaio. Un nuovo slancio per i comparti destinati al retail che investono sulle pmi italiane anche non quotate e che si collocano a metà strada tra i tradizionali fondi comuni aperti Pir, specializzati sulle aziende di Piazza Affari, e i più sofisticati fondi chiusi di private equity o venture capitale, che guardano principalmente alle aziende non quotate. La norma, spiegano fonti parlamentari, potrebbe tuttavia ancora essere sottoposta a riformulazione. Discorso diverso invece per la proposta caldeggiata da Lega e Forza Italia, nonché da Italia Viva con un’interrogazione alla Camera, per portare dal 3% al 5% il tetto di possesso di quote nel capitale della Banca d’Italia, sopra il quale la legge vieta il diritto di voto e l’incasso dei dividendi dell’Istituto. La modifica, come riferito da MF-Milano Finanza ieri, ha avuto infatti parere negativo dal governo. Quando questo giornale è andato in stampa, in Senato non era stato ancora depositato l’emendamento del governo per dare corpo alla riforma delle aliquote Irpef, di cui, sommate agli effetti dell’assegno unico e dello sgravio contribuitivo dello 0,8%, secondo le stime del Mef, beneficerebbero i redditi tra 15 e 20mila euro.

La modifica di marca governativa interviene anche sulla norma salva Comuni in dissesto, legando l’erogazione di fondi all’attuazione di misure stringenti sul modello Pnrr, e sui 3,8 miliardi contro il caro-bollette, mentre il premier Mario Draghi è impegnato a Bruxelles per il Consiglio Europeo. Sul tavolo i rincari dell’energia. La discussione è andata avanti in serata, interrotta in un primo momento per divisioni tra i leader, con una parte dei Paesi pronti a chiedere da subito di lavorare a soluzioni strutturali contrapposti a un blocco, in cui spiccano gli Stati del Nord, che spingono per attendere la primavera e i dati sui nuovi prezzi. Nel pacchetto governativo dovrebbe confluire anche la riscrittura delle norme sul patent box contenute nel decreto fiscale e non modificate durante l’iter di conversione di quel provvedimento, per divergenze sulla riformulazione tra Mef e ministero dello Sviluppo. Le tempistiche per la prima lettura della manovra, da approvare entro fine anno per scongiurare l’esercizio provvisorio, si allungano. Il voto in commissione potrebbe iniziare non prima di domenica, chiudendo nella notte. Anche per questo, secondo quando emerge, ai gruppi è stato chiesto di non presentare sub-emendamenti alla proposta frutto di accordo. (riproduzione riservata)
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