Pesenti porta Bene alla borsa

CON ITALMOBILIARE NELL’AZIONARIATO L’ASSICURAZIONE GUARDA AL MERCATO DEI CAPITALI
di Anna Messia
L’ingresso della famiglia Pesenti nell’azionariato porterà Bene Assicurazioni verso il mercato dei capitali. Lo spiega a MF-Milano Finanza Andrea Sabìa, il fondatore e amministratore delegato della compagnia che proprio quest’anno chiuderà il suo primo piano industriale quinquennale. Un business plan era stato messo a punto al momento del lancio della società, nel 2017, e gli obiettivi dei 100 milioni di euro di premi e delle 300 agenzie distributive sono stati tutti ampiamente superati. Quest’anno la compagnia conta infatti di chiudere il bilancio con 140 milioni di premi e circa 350 agenzie e pure il break even è stato raggiunto nel 2019, con un anno di anticipo rispetto a questo previsto. Non è un caso che la famiglia Pesenti, che non è nuova agli investimenti nel settore assicurativo (in passato era stata l’azionista di riferimento di Ras, oggi Allianz), abbia apprezzato le performance di Bene Assicurazioni, valutando l’intera compagnia 200 milioni di euro. L’ingresso nell’azionariato di Bene è avvenuto in particolare tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale di 40 milioni da parte di Italmobiliare, corrispondente al 20% della compagnia, ora al vaglio di Ivass per l’approvazione finale. Mentre gli altri azionisti restano Bene holding, società di diritto italiano detenuta dallo stesso Sabìa, dai manager della compagnia e da investitori privati, che detiene il 55%, mentre il 25% è nelle mani della compagnia assicurativa tedesca Nürnberger, che in Italia fu in lizza per l’acquisto di Ina Assitalia, poi finita a Generali. Inizialmente nel capitale di Bene c’era anche il gruppo statunitense di riassicurazione Aspen, con il 20%. Poi, dopo che il fondo di private equity Apollo ha deciso di rilevarne il 100% del capitale, ha deciso di vendere la sua quota riacquistata nel frattempo da Portfolio, società unipersonale di Sabìa.

Ora l’ingresso di Italmobiliare riporta l’assetto azionario come come era in origine, ma con un nuovo azionista industriale che ha preso il posto di un riassicuratore (che nel frattempo ha cambiato pelle). «L’uscita di Aspen da Bene Assicurazioni è stata la conseguenza di un loro cambio di strategia dopo l’arrivo di Apollo mentre noi abbiamo preferito aprire il capitale ad un investitore industriale, che potesse guidarci verso il mercato dei capitali vista la sua lunga esperienza e penso non solo ad una possibile quotazione cui puntare alla fine del nuovo piano, ma anche magari ad un’emissione obbligazionaria che potremmo utilizzare per finanziare un’eventuale acquisizione». Di certo il nuovo piano che sarà presentato al mercato a primavera, dopo il periodo di start up, apre ad una nuova fase di crescita. L’obiettivo è continuare a crescere al ritmo del 20-30% annuo, per arrivare a fine 2026 a premi raddoppiati a circa 300 milioni. «La dimostrazione che nel settore assicurativo c’è spazio per chi vuole puntare sull’innovazione», conclude Sabìa ricordando che tutte le procedure di Bene Assicurazione sono già oggi in digitale. Mentre la distribuzione online, che oggi per la compagnia rappresenta circa il 17-18% del fatturato, è destinata a crescere arrivando a pensare un terzo. Anche questa ben oltre i numeri del mercato. (riproduzione riservata)
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