Le reti fanno il pieno di risparmio

ASSORETI: A OTTOBRE RACCOLTI 5,8 MILIARDI, DI CUI 3,3 VEICOLATI SUI PRODOTTI GESTITI
di Marco Capponi
Il boom di raccolta delle reti di consulenza, fil rouge di tutto il 2021, è stato coronato dalla diffusione dei dati relativi a ottobre, il migliore mese di sempre a livello di afflussi. La consueta analisi mensile di Assoreti ha rilevato nel periodo una raccolta di 5,8 miliardi di euro, pari a una crescita tendenziale del 63,3% e del 119,9% rispetto a settembre, quando però sul dato avevano pesato forti incertezze sui mercati. Nei primi dieci mesi del 2021 gli afflussi hanno raggiunto così quota 46,7 miliardi, ossia già oltre i 43,4 dell’intero 2020. «L’anno non è ancora terminato e le reti hanno già superato i risultati dell’anno record di raccolta», ha evidenziato a tal proposito Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti. «Sta crescendo l’esigenza dei risparmiatori di essere seguiti nelle scelte di investimento e l’assunzione di responsabilità delle associate e dei consulenti, consapevoli che i clienti affidando il patrimonio condividono bisogni, progetti e aspettative».

A guidare la raccolta mensile è stato ancora una volta il risparmio gestito: gli investimenti netti di ottobre sono stati pari a 3,3 miliardi, più che triplicati rispetto al miliardo di ottobre 2020. Da inizio anno l’asset management si è così assicurato afflussi per 33,8 miliardi: anche in questo caso un valore più che doppio rispetto ai 15 dello stesso periodo dello scorso anno. Guardando alla sola voce del risparmio gestito, i fondi comuni d’investimento hanno dato un contributo alla raccolta pari a 1,3 miliardi (368 milioni di deflussi a ottobre 2020): in prima linea i fondi aperti esteri con 943 milioni, ma è cresciuto anche l’apporto dai fondi chiusi, quasi quadruplicati su base annua da 64 a 228 milioni. Positiva e pari a 571 milioni la raccolta delle gestioni patrimoniali. Le gestioni in fondi (gpf) hanno raggiunto quota 410 milioni, segnando una lieve flessione dai 431 di un anno prima. Di contro è cresciuta l’incidenza delle gestioni in titoli (gpm), che sono passate da un negativo di 31,5 milioni a un attivo di 161. Il contributo maggiore nel mese è arrivato tuttavia dai prodotti assicurativi e previdenziali, che hanno registrato afflussi da 1,5 miliardi (erano stati 984 a ottobre 2020). Su questo fronte la voce più rilevante è stata quella delle unit linked, prossime ai 771 milioni. A seguire le multiramo, quasi raddoppiate su base annua da 332 a 609 milioni.

Tutti questi dati, già di per sé elevati, assumono rilevanza ancora maggiore se rapportati all’intero sistema dei fondi aperti: l’apporto delle reti attraverso distribuzione diretta e indiretta di quote è stato infatti pari a 2,9 miliardi di euro, compensando ampiamente i deflussi da 136 milioni realizzati dagli altri canali distributivi (tra cui il principale è quello dello sportello bancario). Il bilancio complessivo dell’industria in questo modo è risultato in attivo per 2,7 miliardi, dato che certifica i numeri già divulgati a inizio settimana da Assogestioni. Da inizio 2021 l’apporto delle reti ha raggiunto quota 31,6 miliardi, il 57% dei 55,5 miliardi della raccolta realizzata dall’intero sistema fondi. Di contro è diminuito, lievemente, il valore della componente amministrata. La raccolta è passata dai 2,5 miliardi di ottobre 2020 ai 2,4 del corrispondente mese del 2021.

Quanto alle singole società, al primo posto per raccolta mensile si è collocata Fideuram (Intesa Sanpaolo) con afflussi pari a 2 miliardi (di cui 841 milioni attribuibili al gestito). Medaglia d’argento per Banca Mediolanum, che ha ricevuto investimenti per 898 milioni, di cui 568 confluiti sull’asset management. Terzo posto per FinecoBank: 824 milioni raccolti con gestito a quota 492. (riproduzione riservata)
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