Generali ridimensiona Galateri

DOPO LA PRONUNCIA DI CONSOB LA COMPAGNIA POTENZIA LA FIGURA DEGLI INDIPENDENTI
di Anna Messia
Da Generali avevano sottolineato come fossero già allineanti alle indicazioni della Consob sulle corrette procedure da seguire per la presentazione della lista del consiglio di amministrazione. Ma alla fine qualche ritocco hanno deciso di farlo alla luce di quanto prospettato dalla Commissione e notato da MF-Milano Finanza (numero del 4 dicembre), in particolare sul ruolo del presidente nella messa a punto della lista. «Si è osservata nella prassi la scelta di attribuire un ruolo di coordinamento dell’intero processo al presidente del consiglio di amministrazione o ad altra figura a garanzia della trasparenza e obiettività dello stesso. Tale figura potrebbe, ad esempio, essere individuata nel presidente eventualmente indipendente o in altro amministratore che sia indipendente, quale il presidente del comitato nomine o l’eventuale lead independent director, ovvero potrebbero essere individuati più amministratori indipendenti», scriveva la Commissione. Alla fine Generali ha ridimensionato il ruolo del presidente Gabriele Galateri di Genola, che non può essere considerato indipendente perché in carica da oltre nove anni, potenziando quello del comitato ad hoc e degli indipendenti. La prima novità è stato il passo indietro di Clemente Rebecchini dal comitato per le nomine e la remunerazione (le sue competenze erano solo in tema di nomine), e la contestuale entrata nello stesso, per le medesime materie, del consigliere Roberto Perotti, che era stato eletto nelle liste di Assogestioni come rappresentante dei fondi. Mossa che avrà un effetto sul comitato creato per definire la lista del cda per supportare l’attività istruttoria del consiglio, con pareri motivati anche se non vincolanti. Un comitato composto da chi rispetta, in maniera rafforzata, i criteri di indipendenza e costituito fino a ieri dalla presidente Diva Moriani (vicepresidente esecutiva di Intek), da Alberta Figari (avvocato di Legance) e da Simona Pucci (docente a RomaTre).

Ora potrà essere rafforzato con l’ingresso di Perotti, rappresentante della lista di minoranza, arrivando a quattro, e sarà potenziato perché ora potrà dire la sua anche nella fase iniziale della scelta dei papabili e non solo quando sarà formata la long list. Le nuove procedure prevedono poi che dovrà essere fornita motivazione per la ricandidatura dei consiglieri (riducendo quel rischio di autoreferenzialità segnalato da Consob) e soprattutto intervengono sul ruolo del presidente Galateri di Genola, che nei mesi scorsi è più volte finito nei mirino degli azionisti contrari alla lista del board e alla riconferma di Philippe Donnet come ceo, perché considerato espressione di Mediobanca. Mentre secondo la vecchia procedura il presidente del comitato ad hoc, Moriani, per la messa a punto della lista doveva muoversi «di concerto» con Galateri ora si parla di «coordinamento», ridimensionando, anche solo di qualche sfumatura, il ruolo del presidente. Come ultima tappa della procedura, il Comitato nomine ad hoc, sempre in coordinamento con Galateri, si riunisce poi per esaminare la proposta definitiva relativa alla composizione numerica del consiglio e una proposta di short list di candidati da sottoporre all’approvazione del cda; mentre nella versione precedente al parere Consob era il presidente Galateri a sottoporre al parere del comitato ad hoc queste due proposte. Più nette poi anche le norme sui componenti del cda che siano azionisti o riconducibili ad azionisti e che dovranno valutare la doverosità e/o l’opportunità di non partecipare ai lavori ovvero di astenersi ove non abbiano formalmente dichiarato che non presenteranno una nuova lista che potrebbe riguardare in particolare Romolo Bardin e Francesco Gaetano Caltagirone. Intanto gli azionisti contrari alla lista del board, hanno continuato a comprare azioni. La Delfin di Leonardo Del Vecchio ha comprato 1,5 milioni di azioni di Generali ed è salita al 6,2342%, Caltagirone 2,35 milioni di titoli salendo al 7,707%. Il patto parasociale che racchiude i due imprenditori e la Fondazione Crt è salito al 15,414%. Intanto Generali ha avviato una collaborazione con Accenture e Vodafone Business per creare un’offerta di servizi di cyber insurance per supportare i clienti corporate nel riconoscere, rispondere e recuperare in maniera rapida minacce di cyber security. (riproduzione riservata)
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