Una fattura su due è pagata tardi

L’ALLARME LANCIATO DA ATRADIUS: L’ITALIA SI COLLOCA POCO SOPRA LA MEDIA UE (56% CONTRO 53%)
Boom di insolvenze in Europa: più di una fattura su due non è saldata nei tempi. Infatti, nell’ultimo anno, il numero di fatture commerciali che non sono state onorate alla scadenza è cresciuto del 13%, superando il 53% del totale rispetto al 47% del 2020. Stesso trend per i crediti inesigibili, arrivati a toccare il 10% del valore totale delle fatture emesse rispetto al 7% di un anno fa.

L’allarme è stato lanciato dal Atradius attraverso le pagine del Barometro sui comportamenti di pagamento delle imprese, realizzato analizzando i dati forniti da 2.610 aziende in 13 paesi del Vecchio continente.

Peggio della media europea è l’Italia, dove i ritardi nei pagamenti hanno riguardato il 56% del totale delle fatture emesse dalle Pmi. È andata meglio sul versante dei crediti inesigibili su fatture emesse, che si sono attestati anche in Italia sugli stessi livelli della media comunitaria.

«La Commissione europea ha deciso pochi giorni fa di prolungare a fine giugno 2022 la vigenza di misure di supporto al tessuto economico-produttivo per agevolarne la transizione verso la ripresa e minimizzare le criticità che potrebbero indebolirne la sostenibilità», ha spiegato Massimo Mancini, country director di Atradius per l’Italia. «Nonostante una larga parte del tessuto economico-produttivo italiano si sia mostrato in questi anni resiliente nel saper fronteggiare la crisi pandemica, la messa in campo di ulteriori misure a supporto delle Pmi in tema di investimenti e agevolazioni di accesso a fonti esterne di finanziamento, è un chiaro segnale della necessità di un ulteriore sforzo per il 2022. Questo non può che trovare il suo logico corollario nella maggiore consapevolezza da parte delle aziende, rafforzata dall’esperienza della pandemia, verso la protezione del business dal rischio di insolvenza dei clienti. Solo così si potrà parlare di ripresa prima di tutto sostenibile, ma ancor più importante di lungo periodo».

In base all’analisi di Atradius, infatti, il peggioramento degli scenari di rischio di credito commerciale registrato quest’anno a livello mondiale sembra aver rappresentato uno stimolo al ricorso all’assicurazione dei crediti. Comprese quelle italiane che nel 60% dei casi hanno dichiarato di aver fatto ricorso a un’assicurazione del credito commerciale per proteggere i flussi di cassa della propria attività. Almeno per quanto riguarda i comparti dell’agroalimentare, della siderurgia e del tessile/abbigliamento, tra i più colpiti dal peggioramento delle condizioni di pagamento. Basti pensare che nel caso del tessile, l’analisi di Atradius ha rivelato come il 67% del valore delle fatture emesse abbia subito un ritardo nel pagamento nel corso del 2021 a fronte di una percentuale del 60% registrata lo scorso anno. Non solo. Il 5% delle fatture è stato iscritto a bilancio come credito inesigibile e soltanto il 28% delle fatture è stato pagato nei tempi dovuti. Le cose non sono andate molto diversamente nel comparto siderurgico, nonostante il lieve miglioramento nella quota di fatture pagate in ritardo, calate al 60% dal 62% di un anno prima. In compenso i crediti inesigibili si sono portati al 14% e soltanto il 26% delle fatture è stato onorato nei tempi stabiliti. Il comparto più florido, si fa per dire, sembra essere invece quello dell’agrifood con una quota di fatture pagate nei tempi stabiliti, salita nell’ultimo anno dal 42 al 45% mentre i crediti inesigibili sono scesi dall’8 al 7%. Nonostante questo, la quota di debiti saldati fuori dai tempi stabiliti si mantiene ancora piuttosto alta (48% del valore totale) sebbene in calo di due punti percentuali rispetto ai dodici mesi precedenti.

«Per la maggior parte delle aziende, l’approccio strategico alla gestione dei crediti ha permesso di mitigare gli impatti negativi del rischio di credito commerciale sui tempi medi d’incasso delle fatture», si legge nel rapporto realizzato dagli analisti di Atradius. «Chi ha scelto di non assicurarsi ha riferito un aumento in termini di tempo, costi e risorse destinati all’incasso delle fatture insolute».

Stante la situazione attuale, quali sono, dunque, le previsioni dei manager intervistati da Atradius rispetto alle prospettive economiche e ai rischi di impresa più temuti per il prossimo anno? «Guardando al 2022, tre quarti delle imprese intervistate prevedono di mantenere l’attuale approccio per quanto riguarda la gestione del rischio di credito commerciale», hanno fatto sapere gli esperti di Atradius. «Il 70% delle aziende intervistate prevede una crescita del business per nel corso del prossimo anno derivante dal miglioramento significativo dell’economia del nostro paese, e dal modesto miglioramento delle dinamiche del commercio internazionale nei mesi a venire».

Benché il 46% delle imprese intervistate preveda di ricorrere al credito commerciale con la stessa frequenza di quest’anno, il 25% sembra intenzionato a concedere dilazioni di pagamento più lunghe ai propri clienti come forma di finanziamento a breve termine. Ad agevolare questi processi, l’adozione in modo permanente delle tecnologie digitali, già utilizzate in modo più frequente rispetto al passato nell’ambito dello smartworking e dell’e-commerce.
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