Crif: le frodi creditizie costano 63 mln

di Marco Capponi
Torna l’erogazione del credito di riflesso anche le frodi. Una fotografia che emerge dall’osservatorio di Crif-Mister Credit secondo il quale, dopo la pausa dell’anno pandemico, nel primo semestre del 2021 gli utilizzi illeciti di dati personali e finanziari per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione di non rimborsare il finanziamento o di non pagare sono stati 12.197: un incremento annuo dell’8,7%. Il danno stimato tra gennaio e giugno è stato pari a 63 milioni di euro, in lieve contrazione rispetto ai 65 del primo semestre 2020, ma soltanto perché le organizzazioni criminali si sono concentrate su finanziamenti fraudolenti di importo più contenuto. Il valore medio infatti è sceso da 5.792 a 5.168 euro.

Un’altra evidenza, che si collega con la necessità di accrescere l’educazione finanziaria dei più giovani, è che la classe di età in cui si sono concentrate più frodi è tra i 18 e i 30 anni: quasi un caso ogni quattro. Dato che fa riflettere «sulla troppa disinvoltura con la quale molti giovani non prestano attenzione alla tutela dei propri device e alla gestione delle informazioni personali», ha commentato Beatrice Rubini, direttore di Mister Credit di Crif. (riproduzione riservata)
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