Bper apre al Fitd per Carige

MODENA DISPONIBILE A RIDISCUTERE L’OFFERTA PRESENTATA AL FONDO LA SCORSA SETTIMANA
di Luca Gualtieri
Bper tende la mano al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) per individuare una soluzione su Carige. Ieri sera il gruppo partecipato da Unipol (18,9%) è tornato a farsi sentire dopo la presentazione dell’offerta non vincolante sulla cassa genovese. Offerta su cui giovedì 16 il fondo ha puntato i piedi, alla luce di alcune incompatibilità con il nuovo statuto approvato all’inizio di quest’anno. L’intoppo però non ha raffreddato l’interesse di Bper, come ieri ha sottolineato il cda della banca: «Bper ha ribadito al Fitd la propria disponibilità a fornire i chiarimenti richiesti e ad effettuare gli approfondimenti ritenuti necessari, oltreché a verificare congiuntamente le ipotesi alla base dell’offerta; il tutto nel contesto di un adeguato regime di esclusiva», ha spiegato la banca in una nota. Tradotto: la disponibilità a ridiscutere le condizioni della proposta c’è. Nella nota Bper ribadisce peraltro che «l’offerta avrebbe consentito di risolvere in modo definitivo le problematiche di Carige, a tutela della clientela, dei suoi azionisti di minoranza nonché di tutti gli altri stakeholder».

Portare avanti la trattativa del resto è oggi nell’interesse di entrambe le controparti. Non solo perché alcune grandi banche si sono espresse a favore di un intervento risolutivo su Carige, ma anche perché le autorità di Vigilanza avrebbero accolto positivamente il progetto di Modena. Anche per Bper limare l’offerta presenterebbe dei vantaggi. La conquista della cassa genovese consentirebbe infatti a Modena di porre un tassello decisivo al progetto di quel terzo polo su cui da tempo si ragiona. Come si svilupperà la trattativa? Per venire incontro alle richieste del Fitd però Bper potrebbe ridimensionare le proprie richieste iniziali, per esempio abbassando a 650-700 milioni il contributo del fondo, come stimano gli analisti di Equita. Considerando anche 400 milioni di crediti fiscali, la dote complessiva supererebbe comunque il miliardo di euro per un istituto che oggi capitalizza appena la metà. Meno probabile in questa fase è che il Fitd faccia dei passi per avvinarsi a Bper dopo gli onerosi salvataggi degli anni scorsi. Solo per mettere in sicurezza la Popolare di Bari Il consorzio ha messo a disposizione risorse per 1,2 miliardi che hanno fatto di quell’operazione il maggior intervento mai fatto sino a quel momento. L’entità della manovra ha spinto il Fitd a correre ai ripari per evitare nuovi salassi e ora quei paletti non appaiono negoziabili. (riproduzione riservata)

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