Boom della finanza islamica

IN ALGERIA PROMOSSO UN CORSO DI FORMAZIONE AD HOC CHE SI BASA SUI CARDINI DELLA SHARI’A
La diffusione della finanza islamica continua ad aumentare
di Filippo Merli
Nel lessico coranico la shari’a è la «strada rivelata». Una legge sacra imposta da Dio che si estende a ogni atto umano: dal culto religioso all’integrazione sociale, sino al mondo bancario. Lì dove la finanza islamica, una serie di istituti giuridici, strumenti finanziari e imprese che operano secondo i dettami della shari’a, è in continua espansione, dentro e fuori i confini mediorientali. A cominciare dall’Algeria, il paese africano in cui nell’anno finanziario 2021 è stato promosso un corso di formazione ad hoc.

La shari’a, in termini economici e finanziari, è fondata su pochi ma chiari principi: divieto di pagamento degli interessi, divieto di stipulare contratti con carattere di incertezza o ambiguità, divieto di speculazione e divieto di svolgere attività economiche proibite dal Corano, come la produzione o la distribuzione di alcol, armi, carne suina, pornografia e gioco d’azzardo.

La finanza islamica muove oltre 1.900 miliardi di euro. La diffusione in Europa, in particolare nel Regno Unito, nonostante la Brexit, continua ad aumentare. Ed è per questo che l’industria finanziaria islamica è cresciuta di 525 punti percentuali. Dallo scorso novembre anche la banca pubblica della Russia, Sberbank, assume consulenti finanziari con l’obbligo di conoscenza delle lingue tajiko, uzbeco e kirghizo.

Quest’anno la conferenza virtuale della Settimana di Dubai in Africa si è concentrata su come l’economia e la finanza islamiche siano diventate una componente fondamentale dell’economia globale. In particolare, quella africana.

Ad Algeri ha sede l’Istituto di formazione bancaria, una società creata nel 1989 dalle banche pubbliche locali per federare le risorse umane e materiali. L’obiettivo principale dell’Ifb è istituire e sviluppare una formazione professionale continua che prepari alla professione bancaria. Con la finanza islamica che quest’anno ha coinvolto oltre 1.000 partecipanti.

«Il modulo di finanza islamica che esisteva precedentemente nei programmi dell’Ifb è sempre stato fornito come cultura generale, ma da quando la promulgazione del regolamento della Banca d’Algeria ha posto il quadro normativo della finanza islamica abbiamo una forte richiesta di formare risorse umane e migliorare le competenze dei dirigenti che lavorano in banche e sportelli islamici», ha detto al quotidiano algerino El Moudjahid il direttore della formazione tematica e specifica dell’Ifb, Ali Benali.

Il corso di formazione si basa sui fondamenti della finanza islamica e sui cardini della shari’a. «L’istituto», ha aggiunto Benali, «ha riunito formatori, specialisti ed esperti nazionali e internazionali per soddisfare la crescente domanda da parte delle banche che erano entrate in questa nicchia, e consentire al personale assegnato agli sportelli della finanza islamica di essere in grado di prendersi carico delle richieste di benefici e finanziamenti specifici».
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