Se torna la cedola, Unipol renderà più del Leone

di Francesca Gerosa
L’Ivass predica prudenza su dividendi, pur senza limiti specifici. Ieri l’authority delle assicurazioni ha ribadito quanto già indicato dall’Eiopa, raccomandandosi di mantenere un approccio cauto nella distribuzione di cedole, buyback e bonus, almeno fino a settembre 2021. Il regulator italiano intende scongiurare il rischio che una potenziale riduzione quali-quantitativa di capitale possa ridurre i fondi propri a un livello inadeguato a fronteggiare le esposizioni ai rischi, salvaguardando dunque la capacità delle compagnie di assorbire gli impatti dell’emergenza su modelli di business, solvibilità, liquidità e situazione finanziaria. A differenza di quanto fatto dalla Bce per le banche vigilate, Eiopa e Ivass non hanno fissato limiti precisi alle cedole. «A differenza delle banche, non vengono menzionati parametri quantitativi massimi sulla potenziale distribuzione di dividendi», ha commentato intesa Sanpaolo, ricordando che Generali non ha potuto distribuire la seconda tranche del dividendo 2019 di 0,46 euro» per volere delle autorità di vigilanza europee, «mentre resta congelato l’intero dividendo 2019 di Unipol di 0,28 euro. Entrambe le compagnie avevano solide posizioni di solvibilità consolidate, con indicazioni aggiornate a oltre il 200% a inizio novembre». Equita Sim ha a sua volta ricordato come Unipol nel terzo trimestre avesse un Solvency ratio del 193%, ben al di sopra del range 140-160% indicato a piano. Se venisse autorizzata a distribuire un dividendo di 42 centesimi, il gruppo bolognese tratterebbe con uno yield di circa l’11%. Nel caso di UnipolSai c’è chi ritiene plausibile un dividendo in linea con il 2019 a 0,16 euro per azione, visto l’elevato margine di solvibilità intorno al 280% grazie al de-risking effettuato nel corso dell’anno. Generali nel terzo trimestre ha riportato un Solvency del 203% e ha recentemente confermato il target di dividendo cumulato a 4,5-5 miliardi. «L’intervallo di payout è confermato tra 55% e 65% tra 2019 e 2021, e quindi il dividend yield atteso salirà oltre 10% considerando la seconda tranche ancora da distribuire di 0,46 euro», calcola Banca Akros, «sebbene soggetto al via libera delle autorità, il rendimento superiore al 10% è molto attraente e sarà un catalizzatore per l’azione nel 2021». In base alle stime di Equita, il Leone tratterebbe invece con uno yield di oltre l’8%. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf