Nuova informazione cyber-risk e quel famoso trabocchetto di Roland Barthes

COMUNICAZIONE

Autore: Anna Fasoli
ASSINEWS 326 – gennaio 2021      

Il tema delle nuove comunicazioni ha spalancato, nell’universo assicurativo, una selva di problemi diversi, a cui non sempre è stato facile far fronte con gli strumenti esistenti. Ma ogni cosa è cambiata da marzo 2020, attuando un vero e proprio rovesciamento di prospettiva.

«La comunicazione digitale in generale riduce le distanze; la riduzione delle distanze spaziali si ricollega all’erosione delle distanze mentali», ha scritto Byung-Chul Han nel suo Nello sciame, pubblicato in Italia da Nottetempo edizioni. Una critica che colpiva nel segno prima. Ovvero prima del primo lockdown, della minaccia e realizzazione parziale del secondo, più soft e della minaccia di un eventuale terzo, che ci auguriamo tutti non arrivi mai. La forza dei fatti ha rovesciato ogni interpretazione pregressa, dimostrando come una affermazione valida e pregnante possa trasformarsi, nel giro di una manciata di mesi, in un’asserzione se non errata, con un significato del tutto differente, di forza e non di debolezza.

Senza la comunicazione digitale in questo 2020 saremmo affondati. La distanza mentale si sarebbe tradotta in un isolamento insopportabile. Per i singoli, per l’economia, per la stessa società civile. Lo avremmo fatto allo stesso modo delle navi nelle descrizioni dei film. Colando a picco. Invece ci siamo aggrappati, improvvisi superstiti digitali, alla lucina blu o verde di un modem che ci ricordava che da qualche parte, lì, nell’etere qualcuno ci ascoltava. Abbiamo usato questa scialuppa, talvolta abusata e i temi di sicurezza e rischio che si sono posti si sono acuiti e in parte cambiati.

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