Una norma a rubinetto per il credito

Il superbonus del 110% sui lavori edilizi sarà prorogato oltre il termine del 31 dicembre 2021, ma si sta pensando ad una norma a rubinetto, che consenta di aprire e chiudere velocemente la fruibilità dei crediti d’imposta in funzione del costo che questa misura agevolativa presenta per l’erario. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha stimato infatti un costo intorno ai 10 miliardi di euro per ogni anno di proroga. Una misura importante per il rilancio dell’edilizia e di tutto il sistema economico, quindi, ma in grado anche di affondare i conti pubblici. Da qui la prudenza nell’approvazione di una proroga, richiesta da tutte le categorie coinvolte nell’operazione, compresi gli amministratori di condominio. Amministratori che, oltre ad una semplificazione amministrativa hanno chiesto anche un concreto riconoscimento del loro ruolo professionale, in particolare consentendo ai proprietari di inserire tra i costi detraibili del 110% anche i compensi richiesti dagli amministratori. È quanto emerso ieri nel corso del webinar organizzato dalla Consulta nazionale delle associazioni degli amministratori di condominio, associazione alla quale aderiscono diverse associazioni (Anammi, Anapi, Aiac, Abiconf, Apac, Mapi e Arai) e che ieri ha voluto far sentire la sua voce, non solo sul tema del 110% ma anche su quello, altrettanto spinoso, delle assemblee condominiali da remoto, una necessità evidente soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo turbato dall’emergenza Covid, ma che non ha ancora ottenuto una compiuta definizione normativa. Sotto accusa, in particolare, la nozione di maggioranza, che la norma sembra riferire ai condòmini, invece che ai millesimi, come sarebbe più naturale. Hanno partecipato ai lavori, oltre ai presidenti delle associazioni consorziate, anche gli onorevoli Roberto Cataldi, Marco Lacarra e Annarita Tateo, che hanno tutti riconosciuto la rilevanza delle questioni sollevate, senza però riuscire a dare una precisa indicazione sulle modalità e sulla volontà del legislatore di farvi fronte.

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