McKinsey: neutralità carbonica UE a costo zero entro il 2050 è possibile e garantirebbe 5 mln di nuovi posti di lavoro

La relazione annuale dell’UE sui progressi delle azioni per il clima, informa che nle 2019 le emissioni di gas serra sono diminuite del 3,7%  su base annua, mentre si sono ridotte del 24% rispetto ai livelli del 1990, centrando quindi l’obiettivo al 2020, che prevedeva di ridurre le emissioni del 20%.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo dell’European Green Deal, ha dett oche “L’Unione Europea sta dimostrando che è possibile ridurre le emissioni e far crescere l’economia. Tuttavia, il rapporto di oggi conferma ancora una volta che dobbiamo intensificare i nostri sforzi in tutti i settori dell’economia per raggiungere il nostro obiettivo comune di neutralità climatica entro il 2050. La transizione è fattibile se manteniamo il nostro impegno e cogliamo le opportunità della ripresa per rilanciare la nostra economia in modo più verde e resiliente e creare un futuro sano e sostenibile per tutti”.

neutralità carbonica

Sul raggiungimento della neutralità carbonica al costo netto pari a zero, il report “Net-Zero Europe: Decarbonization pathways and socioeconomic implications” pubblicato da McKinsey, sostiene che si tratta di un obiettivo raggiungibile per l’Unione Europea. Anzi, sarebbe un percorso in grado di creare cinque milioni di nuovi posti di lavoro. La maggior parte delle tecnologie che consentirebbero l’azzeramento delle emissioni nette è oggi già disponibile, ma è fondamentale continuare a innovare.

L’Italia sarebbe avvantaggiata rispetto alla media europea, grazie al possibile minor costo delle rinnovabili elettriche e quindi della produzione di idrogeno. Per la definizione del percorso più efficiente di decarbonizzazione illustrato nel report, McKinsey ha analizzato l’impiego ottimale di oltre 600 leve di riduzione delle emissioni in 75 sotto-settori e dieci aree geografiche, valutandone l’impatto su occupazione e altri fattori socio-economici. Il report sostiene che il percorso andrebbe avviato con un’azione contestuale in cinque settori chiave: elettrico, trasporti, costruzioni, industria e agricoltura.

Il settore elettrico sarebbe il primo a raggiungere zero emissioni nette a metà del 2040, mentre il settore delle costruzioni taglierebbe il traguardo alla fine dello stesso anno. Per i trasporti l’obiettivo sarebbe raggiunto nel 2045, mentre il comparto industriale dovrebbe aspettare fino al 2050 e a seguire arriverebbe anche l’agricoltura.