Simona D’Alessio
L’ipotesi di una corsia (parlamentare) «preferenziale» per il disegno di legge sul differimento dei termini per malattia, o infortunio del professionista (1474) si affaccerà stamani in commissione Giustizia del Senato. Ma la strada della concessione della sede deliberante (escludendo, cioè, l’intervento dell’Aula per le votazioni) non appare spianata, malgrado il testo (trasversale) sia forte del placet della conferenza dei capigruppo e della presidente dell’Assemblea di palazzo Madama Elisabetta Alberti Casellati, affinché possa continuare il suo cammino, in una fase nella quale è stato, invece, chiesto di «limitare» i lavori all’esame dei provvedimenti governativi riguardanti l’emergenza Covid-19.

A quanto apprende ItaliaOggi, la richiesta di una procedura accelerata è sostenuta da FdI (formazione cui appartiene sia il vicepresidente della II commissione Alberto Balboni, sia il primo firmatario ddl, il senatore Andrea de Bertoldi) ed è disposto a sostenerla l’esponente di Iv Giuseppe Cucca, mentre la senatrice del Pd Anna Rossomando, che considera il tema «fondato e giusto» per la tutela dei professionisti che dovessero aver problemi di salute e del loro lavoro (nonché della clientela), ritiene che «sia ancora necessaria una riflessione e un approfondimento» sul testo, che solleva, comunque, «una questione sentita, di cui avevo già parlato, in precedenti incontri, ad esempio, con l’Aiga», l’Associazione dei giovani avvocati, dunque, aggiunge, «l’iter ora riparte, ma non credo possa raggiungersi, nelle prossime ore, l’accordo per la sede deliberante».

«Ho avuto riscontro sia dal M5s (la relatrice è la pentastellata Grazia D’Angelo e tra i firmatari dell’iniziativa legislativa, sorta all’interno della Consulta dei parlamentari commercialisti, c’è il suo collega Emiliano Fenu, ndr), sia da Iv del fatto che considerano opportuno procedere in maniera spedita», fa sapere de Bertoldi, «soprattutto dopo la «deroga» accordata pure al ddl sulla cooperativa «Forteto», che già viaggia in sede deliberante» (si veda ItaliaOggi del 3 dicembre 2020). È «logico», conclude, «aspettarsi che, nei primi mesi dell’anno prossimo, la sospensione delle scadenze per la malattia del professionisti, passato pure il vaglio della Camera, diventi legge».

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