Una intricata diatriba giuridica sorta da un incendio e da un terremoto

GIURISPRUDENZA

Autore: Clemente Fargion
ASSINEWS 326 – gennaio 2021       

L’incendio 
Nel novembre del 2017 uno stabile facente parte di un condominio residenziale fu colpito da un grave incendio, che rese necessaria la ricostruzione di una parte considerevole della struttura portante, della quasi totalità del piano terra e di parte del primo piano.

L’amministratore del condominio propose di affidare i lavori a una impresa di proprietà di un suo amico, ma il preventivo, ritenuto esoso dai più, sollevò diversi dubbi e mugugni fra i condòmini, che pretesero che venisse emesso un bando privato di gara cui avrebbero potuto partecipare un certo numero di imprese edilizie, fra le quali, in sede di assemblea straordinaria, si sarebbe scelto l’appaltatore, sulla base delle caratteristiche dell’offerta presentata.

Così i lavori, che già di per sé avrebbero richiesto almeno due mesi, subirono una sequenza di ritardi nel loro avviamento. Prima per dar tempo ai candidati di portare la loro offerta, poi per convocare l’assemblea, che al primo tentativo non ebbe luogo per mancanza del numero legale, a causa delle numerose assenze per la concomitanza delle vacanze natalizie. L’inizio lavori fu fissato per fine febbraio 2018, arrecando non pochi disagi ai condòmini. Due di questi decisero di mettere in vendita in fretta la loro unità immobiliare, offrendola ad un prezzo inferiore a quello di mercato, per favorire l’operazione in tempi più rapidi.

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