Garanzie pubbliche per le crisi

di Luisa Leone
Garanzia pubblica estesa alla nuova finanza per le imprese in crisi. Dovrebbe essere una delle novità inserite nel prossimo decreto Salva Imprese, allo studio del governo, che potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri dopo l’ok alla legge di Bilancio. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza si tratterebbe della possibilità di concedere le garanzie statali sul credito anche alle banche che decidono di concedere nuova finanza alle aziende in difficoltà, che presentano una proposta di concordato, a patto ovviamente che il giudice validi i piani che prevedono il risanamento, in caso di ottenimento appunto dei finanziamenti. Le tribolazioni per le aziende nel reperire nuove risorse per evitare il fallimento sarebbero state individuate infatti come uno dei punti più delicati per affrontare la nuova ondata di crisi che tutti gli osservatori sostengono arriverà presto a causa della recrudescenza della pandemia. Per questo si sarebbe pensato di mettere in campo lo strumento finora dedicato solo alle aziende non in difficoltà, ovvero la garanzia pubblica sui prestiti da parte del sistema bancario. Il via libera sul piano di risanamento da parte del giudice incaricato potrebbe essere considerata infatti per lo Stato una rassicurazione sufficiente. D’altronde che il tema del rischio fallimenti vada affrontato è chiaro per l’esecutivo che infatti sta mettendo a punto un decreto ad hoc, che dovrebbe chiamarsi appunto Salva Imprese, come quello dello scorso anno. Nel provvedimento, annunciato qualche tempo fa dal viceministro all’Economia Laura Castelli, dovrebbero trovare posto anche una serie di anticipazioni del Codice della Crisi d’impresa, rinviato proprio perché al suo interno sono contenute, tra le altre cose, le novità in materia di allerta, che poco si adatterebbero al periodo di grave difficoltà attuale. Tra le novità ci dovrebbe essere quella che permette di bloccare la richiesta di fallimento della minoranza dei creditori, se la maggioranza è compatta nell’opporsi e presenta un piano di risanamento ma anche disposizioni per dare più tempo alle aziende nella predisposizione dei piani. Oggi il limite massimo è di 180 giorni. Con le nuove norme si dovrebbe poter più facilmente accedere a questo tetto massimo e in alcuni casi poter andare anche oltre. (riproduzione riservata)

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