AXA: impatto pesante del Covid; miglioramento in vista con il nuovo piano al 2023

Assicurazione salute, previdenza e miglioramento della produttività attraverso i risparmi. Sono questi i principali strumenti del piano strategico al 2023 del gruppo Axa che per quest’anno dovrà fare i conti con gli effetti della crisi sanitaria che andranno a impattare sugli utili di fine anno. “”Si prevede che gli utili subiranno un impatto significativamente negativo nel 2020 nel contesto del Covid-19, come precedentemente comunicato. Allo stesso tempo, il 2020 ha dimostrato l’importanza della visione strategica di Axa, la sua solidità e l’enorme impegno delle nostre persone e dei nostri partner”, ha detto il Ceo Thomas Buberl. Axa non ha fornito proiezioni dettagliate sulle performance di fine 2020, ma ha spiegato che l’obiettivo del piano per i prossimi anni  è di perseguire una crescita del risultato operativo per azione tra il 3-7% annuo negli esercizi dal 2020 al 2023 e un Roe compreso tra 13% e 15% nello stesso periodo.

Funzionale all’obiettivo è considerata l’espansione del business globale nell’area Salute e Previdenza che dovrebbe portare a una crescita superiore al 5% in media della raccolta del comparto salute nel periodo 2020-2023.

Nei rami danni il combined ratio del secondo gruppo assicurativo europeo dovrebbe migliorare al 93% entro il 2023, con un rafforzamento particolare in Axa XL.

Axa conta su una maggiore generazione di tesoreria e nuove misure di ottimizzazione del portafoglio vita, avendo come obiettivo afflussi annui intorno a 5-6 miliardi di euro.

A livello patrimoniale, Axa mira a un indice di Solvency II di circa il 190%. Previsto inoltre un pay out tra il 55% e il 65% del risultato operativo per azione, che è equivalente alla precedente gamma tra il 50-60% del risultato corrente per azione.

Quanto ad Axa XL, acquisita nel 2018, Axa indica di avere come obiettivo un risultato operativo di 1,2 miliardi di euro per l’esercizio 2021 e un combined ratio del 96% per quell’anno. Il gruppo vuole inoltre ‘mantenere la leadership’ sul fronte climatico, con una riduzione del 20% dell’incidenza del C02 sugli asset del fondo generale entro il 2025.