RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 21/12/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Trecento milioni saranno investiti subito, il resto da qui a dieci anni. Intesa Sanpaolo è pronta a spingere l’acceleratore per diventare leader in Italia nel settore assicurativo Danni (Rc Auto esclusa) entro il 2021, come promesso nel piano industriale. Le polizze legate alla salute e i fondi sanitari rappresentano un tassello fondamentale di questo progetto, tanto che Intesa Sanpaolo Vita ha deciso di rilevare la quota di maggioranza di Rbm Assicurazione Salute, terzo operatore in Italia nel mercato assicurativo salute con una quota del 17,7%. L’operazione, che era stata anticipata da MF-Milano Finanza, era nell’aria da tempo e la banca ha deciso di stringere prima della chiusura dell’anno. Si parte dall’acquisizione del 50% della società più un’azione, valorizzato appunto 300 milioni, con l’intenzione di salire al 70% nel 2026 e al 100% nel 2029. «Con quest’operazione, che darà vita a Intesa Sanpaolo Rbm Salute, diventeremo la seconda compagnia nel settore (la prima è Unipol, ndr), ma puntiamo alla prima posizione entro il 2021», dice a MF-Milano Finanza Nicola Fioravanti, ad di Intesa Sanpaolo Vita e responsabile della divisione assicurativa del gruppo Intesa Sanpaolo.
Eurovita Myunique è un contratto di assicurazione a vita intera unit linked a premio unico, con possibilità di versamenti aggiuntivi. Il prodotto prevede, a fronte del versamento di un premio unico pari almeno a 15 mila euro, l’investimento in quote di fondi, senza l’utilizzo di una componente di gestione separata finalizzata a dare stabilità. Ne consegue che non è prevista alcuna garanzia di restituzione del capitale investito o di rendimento minimo. Il contraente è libero di combinare liberamente i fondi e le linee di investimento a disposizione, con un massimo di quaranta elementi per contratto, con un limite minimo per fondo/linea pari a 500 euro.
Gli iscritti a un fondo pensione/pip hanno l’onere di dichiarare entro il prossimo 31 dicembre alla propria forma previdenziale complementare l’importo dei contributi versati in eccedenza nel 2018 rispetto al limite annuo di deducibilità pari a 5.164,57 euro. In questo modo per la quota corrispondente, la prestazione previdenziale sarà esente. Va ricordato come la normativa non prevede una modalità specifica di comunicazione, ma in alcuni casi le forme previdenziali, in ottica di assistenza, allegano un facsimile alle comunicazioni periodiche che vengono inviate a chi ha aderito ai fondi entro il 31 marzo di ogni anno. È utile procedere allora a un veloce riepilogo della disciplina fiscale della previdenza complementare. In fase di contribuzione si prevede la deducibilità dal reddito di un importo non superiore a 5.164,57 euro. Se si versa di più è possibile recuperare il beneficio fiscale a scadenza a condizione che, per l’appunto, sia dichiarata al proprio fondo pensione entro il 31 dicembre dell’anno successivo la quota in eccedenza. Sono deducibili poi, sempre entro il limite annuo di 5.164,57 euro, i contributi versati nell’interesse delle persone fiscalmente a carico. Va ricordato che sono considerati fiscalmente a carico quei familiari il cui reddito annuale non ha superato i 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

In pensione a 62 anni? O a 64? Queste soglie sono state superate da tempo nel Regno Unito dove, da ottobre 2020, l’età per la pensione statale salirà a 66 anni (dagli attuali 65), per raggiungere 67 anni nel 2026 e 68 anni nel 2044. Oggi, in media, gli inglesi vanno in pensione a 65 anni, gli uomini, e 64 anni le donne contro i 63,4 anni per entrambi i sessi in Francia dove, da oltre due settimane va avanti la protesta contro la riforma delle pensioni voluta dal governo di Emmanuel Macron.
Intesa Sanpaolo vita assume il controllo di Rbm assicurazione salute, compagnia interamente posseduta dal gruppo Rbh della famiglia Favaretto. Il via libera all’operazione è arrivato dai cda di entrambe le società. Rbm è il terzo operatore in Italia nel mercato assicurativo salute con una quota del 17,7%. Registra 515 milioni di euro di premi lordi e un utile netto di 37 milioni, quasi 5 milioni di clienti, partnership con 130 fondi sanitari integrativi e casse di assistenza. Dopo il via libera delle autorità competenti Ca’ de Sass acquisterà per cassa, entro luglio 2020, il 50% più un’azione per 300 milioni di euro. Successivamente salirà al 100% del capitale in modo progressivo dal 2026 al 2029. Con l’acquisizione di Rbm assicurazione salute, che si chiamerà Intesa Sanpaolo Rbm Salute, il gruppo bancario, assistito dallo studio legale Pedersoli e da Deloitte, rafforza il proprio posizionamento domestico nel comparto ad alto valore aggiunto dei danni non auto, cresciuto in Italia dell’8,8% fra il 2015 e il 2018. Verrà sviluppato l’accordo di servicing con Previmedical, partner strategico dell’accordo, che metterà a disposizione una rete medicale convenzionata con 113 mila strutture. Marco Vecchietti, a.d. di Rbm Assicurazione Salute, indicato come a.d.: «Nonostante i passi avanti fatti in questi anni, resta contenuta la diffusione della sanità integrativa, che finanzia solo il 9% delle cure private degli italiani, e dell’assicurazione sanitaria che, invece, ne finanzia il 3,6%, a causa di un impianto normativo che non consente a tutti i cittadini di disporre di un secondo pilastro da affiancare alle tutele del Servizio sanitario nazionale. La sfida da vincere è quella di gestire le cure pagate direttamente dai cittadini attraverso una piena integrazione delle strutture sanitarie, l’ampliamento di partnership con i principali produttori di beni (farmaci, protesi, occhiali) e un impiego sempre maggiore dell’innovazione tecnologica».

corsera

  • Intesa Sanpaolo punta sulla sanità, con Rbm
Un polo di eccellenza. È quello che Intesa Sanpaolo mira a creare con l’ingresso con una quota di controllo nel capitale di Rbm Assicurazione salute, il terzo operatore in Italia nel mercato assicurativo salute, posseduta interamente da Rbh della famiglia Favaretto. Nasce così «Intesa Sanpaolo Rbm salute». Con questa operazione, Intesa (assistita da Pedersoli studio legale) dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie da Ivass e Agcom, acquisterà direttamente il 50% +1 azione, entro luglio 2020 per 300 milioni di euro. Il 100% del capitale verrà rilevato progressivamente dal 2026 al 2029. «L’accordo garantisce un supporto fondamentale allo sviluppo della compagnia, dell’intero settore dell’assicurazione salute e della sanità integrativa, spesso invocate come possibili soluzioni ai problemi del sistema sanitario italiano» ha dichiarato Marco Vecchietti, amministratore delegato Rbm che vista l’esperienza acquisita continuerà a occupare il suo ruolo nella nuova società. «Offriremo alla clientela retail di Intesa Sanpaolo le garanzie salute di Rbm e alle imprese i prodotti di welfare e le polizze collettive» ha spiegato Nicola Fioravanti, ad di Intesa Sanpaolo vita.

  • «Allianz, siamo pronti alla sfida in Asia»
La Cina, ma più in generale l’Asia, come futuro pilastro di Allianz. La trasformazione, come mantra per anticipare i cambiamenti. E la digitalizzazione, per semplificare e rendere più efficiente, l’approccio al cliente. Sergio Balbinot, 61 anni, cultura poliglotta, dal 2015 è membro del management board globale del colosso tedesco e responsabile dei mercati Insurance dell’Europa Occidentale e Meridionale e di tutta l’area Asia Pacific, e in questo colloquio con Il Sole 24 Ore ha messo a fuoco le sfide che attendono la compagnia assicurativa, 93 miliardi di capitalizzazione e oltre 11 miliardi di risultato operativo a fine anno. Con una convinzione: «L’M&A classico rimarrà e assisteremo a una nuova fase di consolidamento» nel settore assicurativo. Settore che, sul piano regolamentare, nel 2020 dovrà anche definire i possibili cambiamenti di Solvency. E a riguardo il manager, tra i più apprezzati a livello internazionale nel mondo delle polizze, è consapevole che la declinazione pratica della normativa ha evidenziato i limiti del mark to market per un business che opera con logiche di lungo termine. Per questo andranno «pensati dei meccanismi anticiclici».
  • Cattolica. Soci: assemblea entro metà febbraio
La richiesta di convocazione di un’assemblea straordinaria di Cattolica punta a far recepire nello statuto alcune «regole di buon governo» per «guidare il management nella conduzione della compagnia, nel rispetto del territorio e della vocazione cooperativa». È quanto affermano i richiedenti, Francesco Brioschi, Giuseppe Lovati Cottini, Massimiliano Cagliero e Luigi Frascino. L’auspicio è che l’assise si tenga «non oltre metà febbraio 2020».

 

  • I Pir archiviano novembre con i conti in rosso per 57 milioni
I Pir stanno per archiviare un anno difficile, di totale inattività da un punto di vista della nascita di nuovi prodotti e di uscite significative dai fondi già collocati. È passato in secondo piano il rally di Piazza Affari, miglior Borsa d’Europa, che ha permesso alle performance dei fondi esistenti di viaggiare con rendimenti a doppia cifra nel 2019, recuperando in buona parte le perdite del 2018. L’ultimo tassello a un mosaico dalle tinte fosche è arrivato con il saldo di novembre, che ha chiuso con i conti in rosso per poco meno di 57 milioni e ha portato il risultato da inizio anno a -878 milioni. Ma a differenza dei mesi scorsi oggi il clima che si respira nel settore è diverso perché a partire dal prossimi anno i Pir dovrebbero tornare in pista nella nuova versione, molto simile a quella originale, vale a dire senza più i limiti minimi di investimento sul venture capital (principale ostacolo per i gestori), con un allargamento alla platea dei fondi pensione che potranno investire su più piani individuali di risparmio fino al 10% del patrimonio. Infine i nuovi Pir avranno anche il vincolo di investire il 5% (del 70%) in società diverse da quelle contenute negli indici Ftse Mib o Ftse Mid.
  • Fondi, nel 2019 trainati dal mercato
Quest’anno il confronto tra i risultati dei fondi comuni di investimento e l’andamento dei mercati finanziari restituisce un quadro a luci e ombre. È andata bene per i prodotti specializzati sulle azioni italiane. Dei 50 prodotti che investono in Piazza Affari censiti da Morningstar, 29 hanno fatto meglio del listino azionario milanese, che da gennaio è salito del 28 per cento. In media, la performance dei fondi è del 25 per cento. Sono pochi anche tra i fondi azionari gli strumenti che danno un guadagno maggiore del bacino di investimento selezionato (identificato con un indice benchmark) e che hanno dichiarato come mercato ufficiale nel prospetto informativo.