RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 12/12/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il rallentamento dell’economia cinese è stato uno dei temi chiave del contesto macro globale nel 2018, generando molti timori sul futuro di quella che è stata la locomotiva dell’economia mondiale negli ultimi dieci anni. L’opinione di Stephen Li Jen, Ceo di Eurizon Slj Capital, società del gruppo Intesa Sanpaolo con sede a Londra, è che Pechino non sia destinata a un brusco rallentamento, quanto più a un naturale passaggio a un ritmo di espansione più modesto. Non solo, nei prossimi anni dovrebbero aprirsi sempre più opportunità di investimento sul mercato cinese, soprattutto a livello di reddito fisso. Nel complesso, l’anno prossimo l’economia cinese dovrebbe decelerare e il target di crescita verrà verosimilmente rivisto al ribasso, ha spiegato Li Jen in un incontro oggi a Milano, soprattutto per una politica fiscale e monetaria di sostegno ma prudente, diretta a «disinnescare i rischi» accumulati durante gli anni di espansione.
La Cina ha concesso a Intesa Sanpaolo , prima banca straniera in assoluto, la Fund Distribution License. Il gruppo presieduto da Gian Maria Gros Pietro ha quindi l’autorizzazione a svolgere attività di Wealth Management in Cina attraverso una propria società, Yi Tsai (Talento Italiano), distribuendo prodotti mirati per il mercato a clienti High Net, quelli con un’ottima disponibilità economica.
Come ricorda una recente ricerca di Bain, la ricchezza privata del Paese, la seconda economia al mondo dopo gli Stati Uniti, era di 190.000 miliardi di yuan nel 2018 e dovrebbe aumentare a 200.000 miliardi entro la fine del 2019. Tradotto in euro, sono 25.600 miliardi, di cui il 50%, ovvero 12.800 miliardi di euro, parcheggiati in conti correnti e fondi di liquidità grazie anche al fatto che il costo del denaro è ancora ampiamente positivo. Gli Hight Net Worth Individuals del Paese, che detengono oltre 10 milioni di yuan a testa, sono circa 2,2 milioni. Sul fronte dei tassi, la Banca popolare cinese resta ferma nella politica di non tagliare per ora nonostante il rallentamento della crescita economica e il costo del denaro è al 4,15% contro il -0,5% in Unione europea. Una situazione migliore in cui poter lavorare e macinare margini più solidi rispetto all’Eurozona. Oggi il gruppo Intesa Sanpaolo  gestisce circa 1.000 miliardi di euro e in Cina si è dato come obiettivo quello di raccogliere 50 miliardi in tre/quattro anni grazie alla partnership con Bank Qingdao, con sede nell’omonima città. È il maggiore centro della provincia dello Shandong, con oltre 9 milioni di abitanti, fa parte del progetto One Belt, One Road. Qui l’istituto italiano intende dar vita a un gruppo di financial advisors con 100 professionisti già entro il 2020. Lo scopo è di riuscire ad allargarsi ad altre aree ad alta densità e ad alta crescita entro tre anni.

Ci sono la casa e i beni durevoli al centro della spesa degli italiani. La categoria traina infatti i consumi nazionali per una spesa che si attesta intorno a 75 miliardi di euro, mentre il credito al consumo, in positivo da 8 anni (+3,9% nel 2019), ha un’incidenza crescente nei consumi di durevoli ed è percepito sempre più come un’opportunità per intraprendere progetti altrimenti irrealizzabili.
Intesa Sanpaolo è la prima banca straniera a svolgere attività di wealth management in Cina attraverso una propria società, Yi Tsai (Talento italiano). E questo grazie al via libera delle autorità locali della Fund Distribution License. Così la società, costituita nel 2016, può diventare pienamente operativa dopo la fase pilota svolta nell’area della città di Qingdao. Ca’ de Sass aveva firmato in marzo un memorandum di intesa con la municipalità di Qingdao per lo sviluppo della pilot zone.

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  • Due pedoni uccisi al giorno Le vite perse sull’asfalto
Ieri è successo a Roma, un altro pedone ucciso mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Un uomo di origine slovacca, di 84 anni, è stato travolto da un mezzo della raccolta rifiuti lungo la via Casilina. I dati sugli incidenti mortali che hanno coinvolto i pedoni nel 2019 non sono ancora definitivi, Aci e Istat, sulla base delle rilevazioni di carabinieri e polizie municipali, li elaboreranno ad anno concluso. Però, per quanto il numero di incidenti generale sia in continua diminuzione in Italia, il numero dei pedoni morti è invece aumentato dell’1,5 nel 2018 rispetto all’anno precedente. L’anno scorso c’erano state 612 vittime, in pratica due al giorno. Un morto su cinque in incidenti stradali è un pedone, il che spiega perché il codice della strada li definisce «utenti deboli» insieme ai ciclisti. Spulciando nella cronaca degli ultimi 12 mesi le storie di giovani e anziani falciati dalle auto hanno denominatori comuni: la distrazione di chi era alla guida, spesso perché ha gli occhi al cellulare, la pericolosità di strade poco illuminate, i limiti di velocità non rispettati, l’uso di droghe e alcol. C’è spesso anche l’imprudenza dei pedoni, ma c’è, soprattutto, la tendenza degli automobilisti a considerarsi padroni assoluti della strada.

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  • Sanità e ambiente. I 23 campioni delle idee «hi tech»
Un naso elettronico che permette di diagnosticare il cancro alla prostata, una pista ciclabile modulare in plastica riciclata dotata di sensori Iot, un polimero low cost per il recupero degli inquinanti in mare, una stampante 3D a freddo che utilizza i campi elettrostatici al posto dei gas inquinanti. E poi, ancora, un magnetometro di frequenza per le unità di misura inerziali e una fotocamera per smartphone in grado di vedere l’invisibile. Sono solo alcuni dei 23 progetti premiati ieri nel corso dell’undicesima edizione di Switch2Product, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Politecnico di Milano, PoliHub e Deloitte con l’obiettivo di trasferire al mercato l’innovazione che nasce in accademia.

  • Risparmio gestito, a Intesa la patente per operare in Cina
Intesa Sanpaolo sarà la prima banca straniera in assoluto a svolgere attività di wealth management in Cina. L’istituto capitanato da Carlo Messina ha infatti ottenuto la licenza per operare nel Paese asiatico e lo farà attraverso una società del gruppo denominata Yi Tsai. La piena operatività entra nel vivo questa mattina, ora che si è conclusa la fase pilota che si è svolta negli ultimi anni all’interno dell’area della città di Qingdao, con la quale nel marzo scorso era stato firmato un Memorandum of Understanding. Una firma avvenuta alla presenza del presidente cinese Xi Jinping e del premier italiano Giuseppe Conte, in occasione della visita di stato in Italia del presidente cinese.
  • Per Reale Group nel 2019utile consolidato a 132 milioni
L’assemblea dei delegati di Reale Mutua si è riunita lo scorso 9 dicembre in rappresentanza di circa 1.440.000 soci/assicurati, per l’esame del bilancio preconsuntivo 2019 e per l’approvazione del bilancio preventivo e dei benefici di mutualità per il 2020. Quanto ai numeri dell’esercizio in corso Reale Group ha registrato una raccolta premi di 5,3 miliardi, in crescita del 6,2% sull’anno precedente, e un combined ratio danni che si è attestato al 98,3%. Mentre l’utile consolidato è stato di 132 milioni (148 milioni nel 2018, dato che si normalizza a 133 milioni, al netto degli elementi straordinari che hanno avuto impatto sullo scorso esercizio). L’indice di solvibilità, calcolato con il modello interno parziale, ammonta al 265%, valore tra i più elevati in Europa. Per il 2020 sono previsti premi in lieve calo (- 0,6 p.p.), di cui quelli dei rami Danni in crescita (+ 3%) e quelli dei rami Vita in diminuzione (-6,6%); per il prossimo esercizio è stimato un combined ratio in leggero miglioramento e un utile in crescita a oltre 153 milioni. Nel 2020 sono previsti benefici di mutualità ai soci/assicurati per 10,8 milioni e fino a 5 milioni in ulteriori interventi a favore delle famiglie e delle aziende assicurate, colpite dalle recenti calamità naturali in Italia. L’1% dell’utile è stato destinato a Reale Foundation.
  • Pensioni rivalutate dello 0,4 per cento ma con incognita conguaglio
Ufficializzati dall’Inps i nuovi valori di riferimento delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e di accompagnamento alla pensione per il 2020, a seguito dell’adeguamento degli stessi alla variazione del costo della vita. La circolare 147/2019, diffusa ieri, applica l’indice di rivalutazione dello 0,4% calcolato dall’Istat, e a sua volta ufficializzato con il decreto 15 novembre 2019 dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. In base alle regole attualmente in vigore, contenute nell’articolo 1, comma 260, della legge 145/2018, l’adeguamento pieno all’inflazione scatta per i trattamenti pensionistici di importo fino a tre volte il minimo del 2019. Quest’ultimo, a sua volta, dal mese di gennaio crescerà dagli attuali 513,01 euro lordi a 515,07 euro.

Handelsblatt

 

  • Gli intermediari guadagnano più provvigioni sull’assicurazione vita
Il governo tedesco cerca di porre un tetto alle provvigioni sull’assicurazione vita al 2,5%. Nel 2018 in media hanno incassato il 3,82% del premio, contro il 3,77 del 2017 secondo i dati pubblicati ieri dalla BaFin. Il 30% degli intermediari incassa oltre il 4%.