RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 02/12/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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La contabilizzazione dei costi per premi e welfare aziendale segue le indicazioni dell’Oic 12. Tuttavia, si dovrà stabilire caso per caso se le erogazioni ai dipendenti siano da rilevare tra i debiti oppure in appositi fondi. Per quanto riguarda il concetto di premio di risultato la norma di riferimento è l’articolo 2 del dl 93/2008 (norma resa, poi, strutturale dalla legge 208/2015): si tratta di una agevolazione rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato consistente nella detassazione di alcune componenti variabili della retribuzione, derivanti da prestazione di lavoro straordinario nonché premi collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Il concetto di «welfare aziendale», invece, introdotto dalla legge di Stabilità 2016, si fonda sulla possibilità per il lavoratore di convertire il premio di rendimento oggetto di detassazione in beni e servizi esenti (in tutto o in parte) da imposizione fiscale e contributiva.
Duplice natura, contrattuale ed extracontrattuale, per la responsabilità del medico che omette al paziente l’esistenza di possibili pratiche alternative, sebbene abbia svolto l’attività sanitaria in maniera corretta: è questa la conclusione cui sono giunti i giudici della III sezione civile della Cassazione nella sentenza n. 29709/2019. Intervenuti sul ricorso di una coppia di coniugi la quale aveva chiamato in causa il medico curante (nel caso di specie un ginecologo) per vederlo condannare al risarcimento danni derivanti da mancata diagnosi di una grave malformazione cardiaca del feto e del pari mancata considerazione degli esiti dei c.d. tri-test, non avendo così consentito alla donna di esercitare il suo diritto all’interruzione volontaria della gravidanza – hanno ricordato che esiste uno specifico obbligo di informazione del medico, dal quale non possono essere indipendenti né l’attività diagnostica né quella terapeutico-chirurgica: entrambe, infatti, sono funzionali all’esercizio del diritto all’autodeterminazione del paziente.
Non si può negare l’accesso alle perizie mediche e ai verbali dei comitati valutazione sinistri istituiti all’interno delle strutture ospedaliere. Così il Tar Lombardia (sez. III) con decisione 2396 del 12/11/2019. La controversia ha per oggetto una istanza di accesso agli atti presentata all’Ospedale Maggiore di Lodi per dei documenti relativi al decesso di una paziente. Più precisamente la figlia della signora deceduta aveva chiesto l’accesso alle perizie medico legali eventualmente espletate in relazione al decesso della madre ed ai verbali di valutazione del Comitato valutazione sinistri (Cvs). La struttura ospedaliera aveva negato l’accesso.

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Che cosa comprerà Mediobanca? Nell’ultimo piano industriale è scritto nero su bianco che è alla ricerca di una società di asset management. Ma quale? Dopo la fine delle trattative con Julius Baer per Kairos, oggi l’ad Alberto Nagel è alla ricerca di un soggetto idoneo. Nel mercato si fanno dei nomi, ma si tratta più che altro di ipotesi. Secondo alcuni Nagel, che un tempo aveva studiato la possibilità di conquistare Banca Generali, potrebbe riprendere in mano il progetto.
Gli infortuni mortali sul lavoro sono in diminuzione: nei primi otto mesi del 2019 sono scesi del 3,9 per cento, passando da 713 a 685. Un calo ma – come sempre quando si parla di vite umane – troppo poco, e non soltanto perché siamo ancora lontani dalla media europea. Per farli calare di più Paolo Stern, esperto in diritto del lavoro e presidente di Nexumstp, società di consulenza specializzata anche in piccole e medie imprese, punta l’attenzione su un dato poco noto: poco meno della metà (i144,7 per cento per l’esattezza) degli infortuni mortali avviene fuori dal luogo di lavoro.
Rapporti Qualità & Finanza: le aziende dove è bello lavorare. Nella categoria finanza, Banca Generali ottiene il primato con un buon margine su Mastercard. Nelle tlc in cima c’è Vodafone

La formula del noleggio piace sempre di più alle aziende e ha ancora margini di crescita, a dispetto dell’ipotesi dell’introduzione di una tassa che colpirebbe proprio questi veicoli e che potrebbe entrare nella manovra di bilancio.
È positivo infatti il Barometro delle Flotte Aziendali 2019, indagine annuale realizzata dall’Arval Mobility Observatory che, da oltre 14 anni, monitora le tendenze e anticipa le evoluzioni delle scelte di mobilità professionale in Europa e in Italia. L’edizione 2019 ha coinvolto 12 Paesi europei con quasi quattromila interviste, di cui 300 in Italia, rivolte ai manager delle flotte di aziende appartenenti a diversi settori, di differenti dimensioni sia sotto il profilo del numero di dipendenti sia del numero di mezzi gestiti.
  • Un anno da Leone. Prede, alleanze e conti per Donnet
Le Generali stanno preparando una grande acquisizione? Le voci corrono sul mercato inseguendo varie ipotesi. Da Generali arrivano solo “no comment”. Ma tra i focus del piano industriale c’era l’impiego di 3-4 miliardi per operazioni di M&A, un capitale al quale Generali ha solo parzialmente attinto.
  • Comunicazione, l’Italia vince in trasparenza
Reputazione digitale. Eni, Snam, Hera, Terna, Generali, Pirelli e Poste le migliori. Continuano a crescere le società quotate che superano lo stress della trasparenza nella comunicazione su web. Una su tre supera la meta del punteggio massimo

  • Navigano in rete più di 2 milioni di professionisti
C’è un esercito di più di 2 milioni di professionisti che quotidianamente fa ricerche online, usa l’email, legge i giornali e soprattutto popola l’universo variegato dei social network. Con Facebook in testa, il più gettonato, che conta una media di 1,9 milioni di utenti unici. Il “viaggio” del Sole 24Ore del Lunedì attraverso le piattaforme usate da commercialisti, avvocati, notai e consulenti del lavoro lo aveva ipotizzato: i professionisti sono social, hanno una discreta dimistichezza con gli strumenti online, sanno riconoscerne il valore per la propria attività.