È quasi pace tra le Generali e i suoi agenti

di Anna Messia

Riparte il dialogo tra Generali e gli agenti della compagnia che il 18 novembre hanno proclamato il primo sciopero nella storia del gruppo assicurativo triestino. «Abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Marco Sesana che chi ha dato rassicurazioni su tutti e tre i punti in discussione. Ora vigileremo che alle parole seguano i fatti», dice il presidente del Gruppo agenti generali Italia, Vincenzo Cirasola. Domanda. La ragione principale dello sciopero era legata alle disfunzioni del sistema informativo delle agenzie. Risolta? Risposta. È un problema molto sentito tra i colleghi. Non a caso allo sciopero ha aderito il 93% dei 1.300 associati Ga-Gi (gli ex Assicurazioni Generali, ndr), pari al 54% dei 2.230 agenti complessivi della newco Generali Italia (nel gruppo ci sono altre rappresentanze di agenti, ndr). L’obiettivo non era in alcun modo screditare la compagnia ma spingerla ad offrire un servizio all’altezza del suo nome e della sua storia. Sesana ci ha assicurato che per il 2020 un rilevante budget sarà dedicato alla stabilizzazione dei processi prevedendo piani di emergenza in caso di blocchi e convocando uno specifico tavolo di confronto al riguardo. Quello informatico è un problema che si risolve in un giorno, ma vigileremo sui progressi. D. Altra fonte di contrasti era il mandato unico per tutti gli agenti con la messa in discussione dei diritti di emissione per le agenzie che non avrebbero aderito al nuovo accordo. R. Era stato un fulmine a ciel sereno dopo tra anni di incessanti lavori per la stesura del mandato unico, poiché per noi agenti del Ga-Gi i diritti di emissione non fanno parte di un accordo integrativo che poteva essere disdettato, ma è sempre stata una aliquota complementare delle nostre attuali provvigioni. Sesana ci ha confermato che concorderemo insieme soluzioni per la sostanziale tenuta dello status quo economico delle Agenzie che intendessero rimanere col mandato in essere, senza aderire al nuovo mandato unico o di continuità. Anche in questo caso un passo verso la giusta direzione, ma staremo a guardare come si concretizzerà. D. Il terzo punto riguardava direttamente voi del Ga-gi, che avete lamentato mosse per screditare la vostra rappresentanza. Avete chiarito anche su questo fronte? R. Da Sesana personalmente abbiamo avuto il necessario riconoscimento della rappresentatività della nostra giunta e del consiglio direttivo e la conferma che gli agenti della nostra associazione rappresentano un asset fondamentale per la compagnia, ma il rammarico che, mentre le stesse organizzazioni sindacali dei dipendenti e il gruppo Agenti Gaat (ex Toro) ci hanno appoggiato, gli agenti di Confagi, che rappresentano il 29%, hanno remato contro, nonostante i risultati che riusciremo ad ottenere grazie alla forza negoziale acquisita con questo sciopero. (riproduzione riservata)

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