Più tutele per i professionisti iscritti alla gestione separata

Novità per i professionisti iscritti alla gestione separata Inps. Con la circolare n. 141 del 19 novembre 2019 l’Inps ha fornito le prime indicazioni per la determinazione dell’indennità giornaliera di malattia e di degenza ospedaliera per gli iscritti alla gestione separata, con riferimento agli eventi verificatisi dal 5 settembre 2019 (giorno di entrata in vigore del dl 101/2019 convertito con legge 128/2019). Le modifiche normative hanno, in particolare, ampliato le tutele in favore degli iscritti alla predetta gestione, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, prevedendo che le indennità vengono corrisposte a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità (non più tre) della contribuzione dovuta nei 12 mesi precedenti la data di inizio dell’evento o di inizio del periodo indennizzabile. La misura dell’indennità di degenza ospedaliera è stata peraltro aumentata del 100%. Di conseguenza, è stata aggiornata anche la misura dell’indennità giornaliera di malattia. In merito a quest’ultimo aspetto si rileva che ai sensi della legge n. 81/2017 (cosiddetto Jobs act del lavoro autonomo), i periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche o di gravi patologie o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%, sono equiparati alla degenza ospedaliera. Pertanto, in relazione agli eventi intervenuti a decorrere dal 5 settembre 2019, si applicano le nuove disposizioni, sia con riguardo ai requisiti contributivi richiesti sia alle percentuali da applicare per il calcolo dell’indennità. «Dopo la legge 81/2017, come da noi richiesto nei vari confronti parlamentari, riscontriamo una rinnovata attenzione della politica nei confronti dei professionisti», ha commentato il presidente nazionale Roberto Falcone. Verso tale direzione è rivolta infatti la recente mozione parlamentare (n. 1-00273) finalizzata a garantire maggiori tutele per i lavoratori autonomi. Ad esempio nel caso di ritardati pagamenti, così come per la piena attuazione dell’equo compenso o il potenziamento delle politiche di welfare e assistenza sanitaria. Nella premessa del documento, la Camera ribadisce che… il contributo dei professionisti al prodotto interno lordo italiano, secondo i dati del Ministero dell’economia e delle finanze è del 12,4% ed è cresciuto dai 188 miliardi di euro del 2011 ai 207 miliardi di euro del 2016… Tali dati dimostrano quanto sia necessario intervenire al fine di… potenziare il sostegno ai liberi professionisti non solo quanto alla tassazione, ma anche offrendo servizi dedicati alla consulenza e orientamento su fisco e welfare, nonché tutele concrete nei contratti commerciali e nei casi di ritardati pagamenti. Proseguendo nella lettura del testo poi si legge che anche l’Europa ha recentemente riconosciuto il diritto dei lavoratori autonomi ad essere titolari di un assegno di disoccupazione, al pari dei lavoratori dipendenti. «Non possiamo che condividere tali principi, nonché gli interventi richiesti al Governo», ha aggiunto Falcone. In modo particolare, i tributaristi si riferiscono al punto 8 laddove si richiede al Governo l’impegno… ad assumere ogni iniziativa utile per istituire quanto prima un comitato permanente all’interno del tavolo tecnico già previsto dall’articolo 17 della legge n. 81 del 2017, favorendo la più ampia partecipazione di tutte le associazioni ed organizzazioni di lavoratori autonomi e dei professionisti e le altre forme aggregative iscritte nell’elenco del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi della legge n. 4 del 2013.
«A distanza di quasi quattro anni dalla pubblicazione di detta norma, riteniamo indifferibile dare piena efficacia alle misure che sono ancora in attesa di attuazione, quali: la costituzione del tavolo permanente sul lavoro autonomo (art. 17) o la stipula delle convenzioni con gli ordini e le associazioni professionali di cui alla legge 4/2013 per l’apertura degli sportelli dedicati al lavoro autonomo (art. 10)», ha spiegato Falcone.
Tra gli altri capitoli di cui alla mozione, interessante è anche quello relativo alla determinazione dell’equo compenso per… i professionisti non iscritti ad ordini o non inclusi nelle tabelle di cui ai decreti ministeriali di cui all’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1. «Ricordo, come più volte suggerito, che il parametro per valutare l’equo compenso potrebbe essere una stima dei prezzi medi correnti delle prestazioni di servizi, da effettuarsi in seno alle camere di commercio e in contraddittorio con le associazioni più rappresentative dei professionisti. Luogo istituzionale idoneo a produrre tali istanze potrebbe essere proprio il tavolo permanente presso il Ministero del lavoro. Queste misure, insieme ad altre di necessaria attuazione come in ambito previdenziale, potranno contribuire a dare la giusta valorizzazione all’intero settore professionale che, tra l’altro, come già ricordato, incide in maniera decisiva alla crescita del pil», ha concluso Falcone.
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