Generali Rinnova Valore per chi è già cliente

Il prodotto premia la fedeltà al marchio e punta a rendimenti soddisfacenti su un orizzonte temporale non impegnativo

di di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Generali Rinnova Valore punta alla stabilità e si affida alla Gesav. Si tratta in sostanza di un prodotto d’investimento assicurativo a premio unico a vita intera, che prevede il pagamento di una capitale rivalutabile. Il premio, al netto dei costi, viene investito nella gestione separata Gesav o alternativamente Geval/$, gestite secondo una politica d’investimento come sempre prudente per questa tipologia di prodotto. Non è prevista una data di scadenza prefissata e la durata del contratto coincide con la vita dell’assicurato. Generali Rinnova Valore è riservato ai clienti che abbiano già in vigore uno o più contratti di assicurazione con Generali Italia. Il premio per l’assicurazione è scelto liberamente dal contraente nel rispetto degli importi minimi e massimi, ovvero minimo 10 mila e massimo 250 mila euro. La prestazione in caso di decesso prevede che, a fronte del versamento di un premio unico, Generali Italia paghi al beneficiario una prestazione rivalutabile in forma di capitale, collegata ai risultati di una gestione separata scelta dal contraente (Gesav o Geval/$). La soluzione presa in esame prevede la scelta d’investimento legata alla gestione separata Gesav, la storica gestione separata di Generali attiva dal 1979. Si tratta inoltre della prima gestione separata creata sul mercato italiano, che vanta oggi oltre 42 miliardi di euro in gestione. In caso di decesso dell’assicurato è garantita almeno la restituzione di un importo non inferiore alla somma dei premi investiti in gestione separata, al netto dei costi, eventualmente riproporzionata a seguito di operazioni di pagamento parziale. E’ possibile esercitare il diritto di riscatto, purché sia trascorso almeno un anno dalla data di decorrenza del contratto. In caso di riscatto totale l’importo pagato corrisponde al valore del contratto alla data di richiesta, al netto dei costi, con una percentuale di riduzione se il riscatto avviene prima che siano trascorse cinque annualità. Anche in caso di riscatto parziale, all’importo si applicheranno gli stessi criteri del riscatto totale; tuttavia, anche prima della quinta ricorrenza annuale, non è applicata la percentuale di riduzione sul riscatto. L’importo di riscatto e il valore rimanente del contratto non possono essere inferiori a 2 mila euro. Il prodotto è rivolto ad assicurati che alla sottoscrizione del contratto abbiano meno di 90,5 anni. Guardando al motore finanziario, la Gesav evidenzia a fine 2018 il 38% del patrimonio in Btp, seguitio dal 28% circa di obbligazioni in euro, mentre i titoli di Stato non italiani, ma sempre denominati in euro, si fermano al 12% circa del portafoglio. La diversificazione arriva anche dal 12% abbondante destinato a fondi globali e dall’azionario diretto, che vale il 6% del portafoglio, di cui il 2% non quotato. D’altronde i portafogli delle gestioni separate si stanno adattando al contesto di rendimenti bassissimi, affiancando ai classici sottostanti asset class alternative, come le azioni, i prodotti non quotati, l’immobiliare indiretto e altre soluzioni. Ciò aiuta a sostenere i rendimenti nel lungo termine, mentre la metodologia di contabilizzazione dei prodotti Ramo I (valorizzati attraverso il criterio del costo storico, ovvero senza tenere conto dei prezzi di mercato) permette di dribblare i saliscendi dei mercati e abbatte drasticamente la volatilità del rendimento restituito ai sottoscrittori. Il portafoglio della Gesav è invece marginalmente esposto a rischi di cambio, sia in ambito azionario che obbligazionario. Questi elementi hanno permesso lo scorso anno di restituire, al lordo dei costi, una performance molto tonica, pari al 3,44% annuo. Il periodo di detenzione raccomandato è pari a sei anni e su tale orizzonte vengono proiettate le stime del Kid. Il costo al sesto anno si colloca all’1,78% annuo e in caso di mercati favorevoli si può sperare di incassare, al netto dei costi, fino all’1,62% medio annuo di guadagno. Se i mercati risulteranno invece molto stressati, l’aspettativa di utile si tramuterebbe in una modesta perdita, nell’ordine dello 0,46% medio annuo. (riproduzione riservata)

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