Facta, Ue propone aiuti per americani accidentali

di Matteo Rizzi

Fatca, l’Unione europea in soccorso per cittadini Ue con doppia cittadinanza Usa. Il rischio è il congelamento dei loro conti bancari per non aver presentato la dichiarazione dei redditi. In una lettera al segretario del Tesoro americano, Steve Mnuchin, il Consiglio dell’Ue ha invitato gli Stati Uniti a chiarire le regole che riguardano i cosiddetti «americani accidentali», che hanno lasciato gli Stati Uniti quando erano ancora in fasce e, forse, non si sono mai resi conto di dover versare le tasse al fisco Usa.
Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo oltre all’Eritrea a tassare i cittadini non residenti sul loro reddito universale. A causa del ius soli, quindi, tutti i nati sul territorio Usa si sono ritrovati ad avere la cittadinanza, e dover versare le imposte anche se non residenti. Con l’introduzione del Foreign Account Tax Compliance Act (Fatca) nel 2010 la situazione si è complicata. Infatti, tutte le società finanziarie straniere che operano negli Stati Uniti dal 1° gennaio 2020 dovranno comunicare i dati di tutti i clienti con la cittadinanza Usa. Si stima che in tutta l’Ue vivono circa dai 300 mila ai 500 mila americani «accidentali».
L’Internal Revenue Service (Irs), l’Agenzia delle entrate del paese, ha recentemente pubblicato un aggiornamento, affermando che prenderà in considerazione ogni caso e non multerà automaticamente le banche per non aver fornito tutti i dati dei soggetti con doppia cittadinanza. Ma la lettera del consiglio Ue afferma che tuttavia tale aggiornamento non è vincolante e lascia troppa discrezionalità all’Irs per determinare la violazione degli standard da parte delle banche.
I ministri Ue hanno quindi chiesto agli Stati Uniti di abbassare il costo attuale di 2.350 dollari per la rinuncia alla cittadinanza americana, e semplificare i requisiti per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Chi rinuncia alla cittadinanza Usa, inoltre, deve presentare le ultime sei dichiarazioni per verificare la regolarità con il fisco. «Proponiamo quindi di ridurre il costo della rinuncia, di semplificare la procedura di dichiarazione e di non richiederla per tutti i casi», riporta la lettera.
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