Carige va all’aumento

Partita l’operazione da 700 milioni. Sì Consob al ritorno in borsa
Innocenzi: così niente rischi di continuità

Dopo mesi di attese e negoziazioni ha preso il via l’aumento di capitale da 700 milioni di euro di Banca Carige, approvato dall’assemblea del 20 settembre, con abbinati gratuitamente i warrant 2020-2022. La Consob ha anche dato via libera al ritorno in borsa dell’istituto ligure. L’offerta agli azionisti terminerà il 13 dicembre, con data di regolamento prevista il giorno 20. L’operazione si inquadra nell’ambito della manovra di rafforzamento patrimoniale, approvata dai commissari straordinari, che Carige intende eseguire per rispettare i requisiti di vigilanza prudenziale e impostare il rilancio. Altri obiettivi sono la chiusura della procedura di amministrazione straordinaria e la ricostituzione degli organi amministrativi.
Dal prospetto emerge, comunque, che ci sono attualmente significative incertezze sulla continuità aziendale. Se il presupposto della continuità venisse meno, il valore delle azioni e dei warrant potrebbe essere azzerato e l’investitore incorrerebbe nella perdita totale del capitale investito. Inoltre c’è un rischio elevato che i titoli non vengano riammessi alle negoziazioni di borsa. Il risultato economico netto dell’esercizio 2019 sarà ancora significativamente negativo ed è previsto in perdita, nel piano strategico, per 779 milioni di euro. Nonostante le componenti sottostanti alla previsione di questo risultato economico abbiano subìto significative variazioni, la stima rimane sostanzialmente valida e, alla data del prospetto, si attesta su un passivo di 783 milioni. Ma il commissario straordinario Fabio Innocenzi ha affermato che, con l’iniezione di liquidità, non ci saranno rischi per la continuità aziendale.
Innocenzi ha rilevato che non ci sono aspettative sull’apporto dei soci di Carige per la parte non garantita dell’aumento di capitale: «Nel senso che dovranno valutare loro, guarderanno il prospetto e prenderanno le loro decisioni. Non abbiamo avuto segnali preventivi né informazioni in anticipo, quindi attendiamo e vediamo come evolveranno nei prossimi giorni le cose». Il commissario di Carige ha aggiunto che, una volta conclusa la ricapitalizzazione, «verrà immediatamente convocata l’assemblea: l’obiettivo, se si riesce a chiudere l’operazione per il 20 dicembre, sarebbe quello di avere già l’assemblea a fine gennaio».
Dal canto suo Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum, a chi gli chiedeva se fosse ancora intenzionato a comprare parte dei bond subordinati di Carige, ha risposto in modo affermativo: «Certo, quando si tratta di fare qualche cosa per la solidità del sistema bancario italiano, noi ci siamo sempre stati».
Intanto Amco ha rilevato pro-soluto, dall’istituto ligure, un portafoglio di crediti deteriorati per circa 2,8 miliardi di euro. Lo stock è composto per circa il 60% da Utp (Unlikely to pay) e per il resto da sofferenze. Il prezzo complessivo dell’operazione è di circa un miliardo di euro.
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