Via il ceo, Azimut perde il 6%

Albarelli lascia «per scelta personale e in pieno accordo con gli organi sociali»
Fino alla nomina del nuovo amministratore delegato, prevista in occasione dell’assemblea degli azionisti in aprile, il gruppo rafforza le deleghe già attribuite a vari componenti del consiglio
di Carlo Brustia

Il titolo Azimut ha reagito con un ribasso del 6,2% a 10,085 euro alla notizia che il ceo, Sergio Albarelli, lascerà la società con effetto dal 25 gennaio. L’ad e direttore generale ha risolto ieri il rapporto di lavoro (effetto al 25 gennaio) e i rapporti di amministrazione intercorrenti con il gruppo, «per scelta personale e in pieno accordo con gli organi sociali», frase che lascia spazio a diverse interpretazioni. Come da prassi, il cda ha ringraziato Albarelli per la collaborazione prestata e gli ha formulato i migliori auguri per il suo futuro personale e professionale.

A seguito delle dimissioni, il board ha nominato per cooptazione in cda Gabriele Blei, conferendogli la carica di amministratore. Fino alla nomina del nuovo amministratore delegato, prevista con l’assemblea degli azionisti che si terrà presumibilmente nell’aprile 2019, la società «conferma e ulteriormente rafforza» le deleghe già attribuite ai componenti del cda per consentire la gestione ordinaria e straordinaria del gruppo. Albarelli ha dichiarato di detenere 99.835 azioni Azimut holding (buona parte della forza lavoro del gruppo, sia dipendenti sia consulenti finanziari, è impegnato in un piano di acquisto di azioni Azimut attraverso la fiduciaria Timone). Inoltre, ai sensi dell’accordo e in linea con la politica di remunerazione attuale, la società gli corrisponderà, oltre all’erogazione di quanto già maturato a titolo di retribuzione, emolumenti fissi, ratei e competenze di fine rapporto, con riferimento alla risoluzione consensuale del suo rapporto di lavoro dirigenziale con Azimut Holding, la somma di 700mila euro lordi e, con riferimento alla risoluzione consensuale dei rapporti di amministratore, la somma di 233mila euro lordi, in entrambi i casi «subordinatamente al soddisfacimento di determinate condizioni».

E’ previsto anche un accordo di non concorrenza. «Il percorso svolto in Azimut », ha commentato Albarelli, «è stato un percorso di successo che ha visto nascere oltre 60 progetti di ammodernamento dei processi interni e di introduzione di nuovi cf. Un articolato lavoro che doterà il gruppo a luglio 2019 di uno dei più avanzati sistemi informatici in grado di garantire un servizio ancora più efficiente sia verso la clientela sia verso la rete distributiva. Dall’ottobre 2016 a oggi le masse gestite e amministrate dal gruppo Azimut sono passate da 42 a 52 miliardi con oltre 11 miliardi di raccolta netta di cui 7 all’estero». La forte presenza internazionale «è frutto di un processo strutturato ed è l’esempio più significativo della validità di un progetto di crescita, non solo domestico, avviato diversi anni fa che ha registrato traguardi importanti e vede oggi un quarto del business di gruppo al di fuori dell’Italia», ha proseguito Albarelli, ringraziando il presidente Pietro Giuliani «per l’opportunità che mi è stata offerta e tutto il team manageriale che ha contribuito quotidianamente a costruire ed impostare le solide basi per il futuro di Azimut ».

Fonte: logo_mf