Veterinari, crescono i pensionati

di Simona D’Alessio

I «baby boomers» (protagonisti dell’eccezionale aumento demografico nel Nord America e in Europa tra 1945 e 1964) iniziano a tratteggiare la «gobba» previdenziale dell’Enpav: l’Ente previdenziale dei veterinari assiste, infatti, alla crescita dei propri pensionati (dai 6.897 del 2018 ai 7.283 previsti nel 2019, anno nel quale la spesa per prestazioni si stima ammonterà a 47 mln di euro, al confronto con i 43,5 dei 12 mesi precedenti), anche, in piccola parte, per effetto del nuovo istituto del cumulo gratuito dei contributi, operativo dallo scorso mese di marzo.

I vertici della Cassa hanno appena dato il via libera al bilancio di previsione per il 2019, osservando una lieve salita su base annua delle iscrizioni (da 29.343 a 29.651 unità), stimando, al contempo, un incremento delle entrate contributive dai 112 mln 637 mila euro del 2018 agli oltre 120.500 messi a budget per la prossima annualità; si ritiene, inoltre, che mostrerà un’impennata pure l’utile d’esercizio, dato a oltre 53 mln (+3,52% rispetto al 2018). Il patrimonio è indicato a più di 817 mln (al 31 dicembre, il dato è di 754 mln), laddove, dati alla mano, si constata che le riserve dell’Enpav hanno conosciuto una ascesa costante a partire dal 2006 (quando i beni erano pari a circa 209 mln), per poi progredire soprattutto negli anni post-crisi, poiché nel 2012 valevano 399 mln, importo che sarà più che raddoppiato al termine del 2019; nel 2017 (ultimo dato disponibile) il rendimento lordo del portafoglio dell’Ente è stato pari a 2,24%, mentre i ricavi netti sono stati dell’1,36%.

«Circa il 30% del patrimonio è immobiliare, con un graduale aumento, nel tempo, di destinazione ai fondi. Ci siamo dati l’obiettivo di detenere sempre meno «mattone» e lo rispettiamo», dice a ItaliaOggi il presidente della Cassa Gianni Mancuso, sottolineando lo sforzo di «diversificazione del portafoglio». Quanto, infine, al fenomeno dell’andata in quiescenza dei figli del «boom» economico (nati, ossia, sotto la spinta del benessere dopo la seconda guerra mondiale), si osserva come il rapporto fra iscritti e pensionati Enpav sia previsto, nel 2019, a «4,07».

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