Più welfare agli autonomi

L’appello della Lapet per dare finalmente attuazione alla legge 81/2017
Subito il tavolo e lo sportello dei professionisti
di Lucia Basile

Più welfare per i professionisti. È ancora una volta l’appello lanciato dalla Lapet. «Pur riconoscendo il lavoro che il governo sta portando avanti nell’agenda politica di questi mesi, è altrettanto vero che, in modo particolare per i professionisti, occorre fare di più», ha commentato il presidente nazionale Roberto Falcone invocando la piena attuazione dello Jobs act del lavoro autonomo. Era il 10 maggio 2017 quando veniva approvata definitivamente la legge n. 81/2017 «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato» (cosiddetto Jobs act del lavoro autonomo). Occorre ricordare che il testo, sin dalle sue prime stesure, aveva già accolto molte delle misure che fin dall’aprile 2015 l’associazione, nell’ambito di Cna Professioni, aveva avuto modo di suggerire a Governo e Parlamento.

«Siamo sempre stati convinti che tale provvedimento può contribuire a dare la giusta valorizzazione all’intero settore professionale (ordinistico e non) che, tra l’altro, contribuisce in maniera decisiva alla crescita del pil. Per questo continuiamo a insistere affinché il governo intervenga ad adottare scelte fondamentali per la vita di milioni di professionisti», ha precisato il presidente. «A tal fine è necessario dare corso alle misure rimaste incompiute, mantenendo il confronto già avviato con le associazioni professionali come la nostra, attraverso la costituzione, in primis, del Tavolo permanente sul lavoro autonomo (art. 17). In tal modo avremo un luogo istituzionale in cui costantemente poter avanzare le nostre proposte».
La norma in esame infatti attribuisce al tavolo il compito non solo di formulare pareri ma anche fornire indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento alla previdenza, welfare e formazione professionale. Altrettanto fondamentale per i tributaristi è giungere alla stipula delle convenzioni con gli ordini e le associazioni professionali di cui alla legge 4/2013 per l’apertura degli sportelli dedicati al lavoro autonomo (art. 10). Lo sportello ha rilevanti compiti: raccogliere le domande e le offerte di lavoro, fornire le relative informazioni ai professionisti e imprese che ne facciano richiesta, dare informazioni sulle procedure di avvio di attività autonome e per l’accesso ad appalti pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche.

Da non sottovalutare anche la funzione di supporto ai lavoratori autonomi con disabilità. «È del tutto evidente, alla luce delle attività descritte, che l’apertura degli sportelli potrà contribuire a sostenere e incentivare il lavoro dei professionisti», ha spiegato Falcone. Per ciò che attiene l’art. 6 che delegava il governo in materia di sicurezza e protezione sociale dei professionisti iscritti alla Gestione separata Inps, la mancata attuazione del decreto legislativo ne ha prodotto la decadenza. Lo stesso dicasi per la delega decaduta di cui all’art. 11 in materia di semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi professionali. In entrambe i casi i tributaristi suggeriscono la reintroduzione di dette misure. «Mi sento altresì di continuare a sostenere che nei casi di malattia grave, oltre alla sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi, si preveda la sospensione del pagamento delle imposte», ha aggiunto il presidente. «Ancora tanto altro lavoro ci attende. Il Jobs act del lavoro autonomo si conferma ancora oggi un buon punto di partenza per vedere riconosciute ulteriori tutele, nonché per la ridefinizione del sistema previdenziale dei professionisti di cui alla legge 4/2013».

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