Legittimità del modello contrattuale “claims made”

Il modello dell’assicurazione della responsabilità civile con clausole “on claims made basis”, che è volto a indennizzare il rischio dell’impoverimento del patrimonio dell’assicurato a seguito di un sinistro inteso come accadimento materiale, è partecipe del tipo dell’assicurazione contro i danni, quale deroga consentita al primo comma dell’art. 1917 c.c., non incidendo sulla funzione assicurativa il meccanismo di operatività della polizza legato alla richiesta risarcitoria del terzo danneggiato comunicata all’assicuratore.

Ne consegue che, rispetto al singolo contratto di assicurazione, non si impone una valutazione di meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma, c.c., ma la tutela invocabile dal contraente assicurato può investire, in termini di effettività, diversi piani, dalla fase che precede la conclusione del contratto sino a quella dell’attuazione del rapporto, con attivazione dei rimedi pertinenti ai profili implicati, ossia:

  • responsabilità risarcitoria precontrattuale anche nel caso di contratto concluso a condizioni svantaggiose;
  • nullità, anche parziale, del contratto per difetto di causa in concreto, con conformazione secondo le congruenti indicazioni di legge o, comunque, secondo il principio dell’adeguatezza del contratto assicurativo allo scopo pratico perseguito dai contraenti;
  • conformazione del rapporto in caso di clausola abusiva (come quella di recesso in caso di denuncia di sinistro).

Cassazione civile sez. un., 24/09/2018 n. 22437