Fintech: Rossi, criticità da applicazioni big data

“La raccolta di dati provenienti dai social media ha generato basi di dati sui comportamenti e sulle interazioni degli agenti economici che, ancorché non strutturate, presentano un’ampiezza e una complessità senza precedenti. Tutto ciò si sta rivelando una miniera d’oro in termini di informazione economica. Dal punto di vista delle banche centrali, le possibili applicazioni dei big data sono innumerevoli, ma talune presentano aspetti critici”.

Lo ha detto Salvatore Rossi direttore generale di Bankitalia e presidente dell’Ivass aprendo i lavori della 29a Conferenza (EC) su “Big Data Econometrics with Applications”.

Secondo Rossi, “nel settore dei servizi finanziari vengono trattate informazioni sensibili su persone fisiche e imprese. La maggiore quantità dei dati che oggi è disponibile in formato digitale semplifica la vita agli analisti, ma allo stesso tempo aumenta l’esposizione a violazioni di sicurezza. Alla luce del numero sempre maggiore di servizi finanziari disponibili in rete, tanto le imprese private quanto le banche centrali devono affrontare le importanti sfide poste dall’ubiquità dei dati e, di conseguenza, dalla sicurezza degli stessi. Gli operatori finanziari sono in grado di raccogliere un’enorme quantità di dati sui propri clienti e su chi visita i siti, che vengono poi analizzati per ottenere indicazioni sulle scelte di acquisto di questi soggetti. Alcuni sono dati personali ed è necessario proteggerli da utilizzi impropri. Si tratta di un obiettivo che l’intera società è chiamata a perseguire”.

Un altro aspetto di grande rilevanza legato alle tecnologie innovative “è la stabilità finanziaria. Nuovi termini sono entrati nel panorama dei servizi finanziari. Uno di questi è Fintech, neologismo formato dalla fusione dei termini “financial” e “technology”, che designa qualsiasi applicazione di tecnologie digitali alla finanza. Nel suo perimetro sono ricompresi tanto i colossi delle tecnologie digitali che vogliono entrare nei mercati finanziari, quanto piccole start-up che ambiscono a erodere il potere degli operatori di mercato tradizionali. Tutto ciò dà un apporto positivo al settore finanziario in termini di concorrenza e produttività, a condizione che i nuovi operatori siano adeguatamente vigilati”, ha sottolineato Rossi.

La tecnologia può favorire l’innovazione dei prodotti e dei servizi finanziari attualmente offerti da imprese di tipo tradizionale, realizzando un beneficio per la clientela. Nel contempo, in ragione delle note interconnessioni fra gli operatori di mercato, “le ripercussioni delle innovazioni tecnologiche sulla stabilità del sistema non sono chiare”, ha avvertito il d.g. di via Nazionale.

Banca d’Italia, in ragione della molteplicità delle funzioni che svolge, segue con estrema attenzione l’evoluzione delle piattaforme big data e ha creato un gruppo di lavoro interno multidisciplinare che si occupa proprio di big data, machine learning e intelligenza artificiale. In relazione ad alcuni aspetti di Fintech/Insurtech, l’Ivass, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni che opera sotto l’egida della Banca d’Italia, ha dato avvio a una sperimentazione regolamentare (regulatory sandbox), ha concluso Rossi.