Denunciare frodi ed illeciti col Whistleblowing

DIREZIONE ANTIFRODE

La Cassazione si è pronunciata sui limiti dell’anonimato garantito ai dipendenti e sulla possibilità che questi possano svolgere in proprio attività investigative 

Autore: F. Sulis e MR. Oliviero
ASSINEWS 303 – dicembre 2018

L’etimologia. Whistleblowing deriva dall’espressione idiomatica inglese “to blow the whistle”: “soffiare il fischietto” e rappresenta quella che noi chiamiamo comunemente “soffiata”. In questo caso da parte di un dipendente che denunci: condotte illecite, irregolarità apprese nell’esercizio delle sue funzioni.

Col noto decreto legislativo n. 190 contenente “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” nel 2012 era già stata approntata in Italia una prima forma di tutela, limitatamente al pubblico impiego.

Sostanziali innovazioni normative sono state successivamente introdotte dalla legge n. 179 del 30 novembre 2017, entrata in vigore il 29 dicembre 2017. Oltre ad estendere la disciplina anche al settore privato, questa legge prevede alcuni preziosi strumenti giuridici per favorire le segnalazioni di attività illecite e irregolarità, tra cui, in primis, la segretezza dell’identità del denunciante.

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