Carige, assolti gli ex vertici

Il tribunale di Genova ha assolto l’ex presidente di Carige, Cesare Castelbarco Albani, l’ex a.d. Piero Montani, oltre ad Apollo e Amissima, dall’accusa di malversazioni nell’operazione di cessione delle due compagnie assicurative dalla banca genovese al fondo. È stata inoltre decretata la piena sconfitta della banca sull’intero fronte di richieste avanzate.
La causa nei confronti degli ex vertici era stata avviata due anni fa, dopo che l’assemblea, su richiesta della nuova proprietà guidata da Malacalza investimenti, aveva approvato l’azione di responsabilità nei confronti dell’ex top management. Il tribunale ha respinto le domande dell’istituto genovese e anche le richieste riconvenzionali di danni fatte dai convenuti. Per converso, i giudici hanno anche stabilito che, data la complessità della materia, la causa non possa definirsi avventata.

Carige è stata condannata a pagare le spese legali e anche quelle di giudizio. A Cesare Castelbarco Albani e Pietro Montani sono stati riconosciuti 329.997 euro, alla galassia Apollo 428.996 euro, e alle due compagnie Amissima vita e Amissima assicurazioni 362.997 euro.

Le richieste di Carige sono state respinte, a cominciare da quella relativa alla non necessità di vendere le assicurazioni. «Appaiono pertanto non convincenti», afferma il tribunale, «le ragioni sulla asserita – e peraltro dubbia, alla luce degli accertamenti Ivass – convenienza per Carige del mantenimento delle partecipazione nelle compagnie. E ciò a prescindere dalla già segnalata mancanza di discrezionalità da parte degli organi amministrativi nella dismissione delle compagnie. Accertato che Carige non poteva evitare di uscire dal comparto assicurativo, tutta la fase successiva – di istruttoria, individuazione dell’acquirente e negoziazione – si ritiene compiuta con diligenza, tenendo conto delle condizioni di mercato che oggettivamente non erano favorevoli». I giudici affermano che, «quando infine si è giunti alla valutazione delle tre uniche concrete proposte ricevute, la scelta è stata fatta dal cda sulla base di considerazioni approfondite – e condivise dagli advisor, dai sindaci e dai consulenti legali – e comunque non irragionevoli o superficiali».
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